STATUTO13

Carpe Diem

Carpe Diem

Un mondo onirico e visionario è imprigionato nelle pellicole di Heinz Schattner.

L’artista è dotato di una sensibilità fuori dal comune e decide, non sempre in maniera conscia, di esprimere la propria emozionalità e sensorialità di cui si è sentito arricchito artisticamente e lo fa usando forti componenti introiettate direttamente nel “sacello” - e qui mi riferisco al recinto sacro - della propria anima.

Vuole cogliere l’attimo - Carpe Diem appunto - e l’istante funesto, velocissimo di quella sensazione e di quella vibrazione percepite in quel preciso momento e non in un altro.
E’ lì; proprio in quel momento catturato all’eternità, senza farne più ritorno, che Heinz Schattner lascia emergere e sprigionare tutto il suo mondo intenso che si dipana tra visioni interiori ed esteriori fino al suo “Sé ” più intimo e profondo.

Si potrà assistere ad una moderna via crucis tutta volta al femminile dove si toccano i temi della violenza e della discriminazione. I ritratti sono oltremodo contrastanti nell’aspetto e nel contenuto: uomini con masse muscolari poderose, scuri di carnagione, simboli della mascolinità della Trinacria, sono adornati da gioielli dorati – e volutamente kitsch – e vestiti con un costume leopardato (ecco l’effetto shock prendere il sopravvento) mentre da un terrazzo s’intravede la magia della terra sicula. Quanta contraddizione in queste immagini.

L'impeto viscerale dell’animo si lega al passato e con un “candore” quasi temerario ma puro come quello di un...
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Ha vissuto tra Parigi e Londra dove è divenuto assistente di diversi noti fotografi di moda.
In seguito ha cominciato a lavorare per Vogue Bambini, Vogue Uomo e altre numerose riviste di moda. Ha firmato numerose campagne pubblicitarie in TV sia come fotografo che direttore artistico, in Italia e all’estero. Perlopiù è stato interprete del mondo della moda, evocando figure e soggetti in contesti evocativi multipli e con svariate atmosfere.
E’ artefice di una nuova concezione di progetti basati sul contrasto luminoso.
La prerogativa del suo lavoro sta alla base della continua visione innovativa dell’immagine. L’intento sta nel dare il proprio contributo con la massima professionalità all’attuazione di importanti progetti di marketing.

Ha lavorato per importanti committenti italiani e tedeschi a: New York, Boston, Los Angeles, Santa Barbara, Phoenix, Miami, Salt Lake City, Bermuda, Bahamas, Isole Caraibiche; in collaborazione con compagnie di produzione di Miami, L.A., NYC, Canada, Messico, Africa e Asia.

Fotografo del libro: “Thirtynine Souls” (a colori) ; Gioielli di Angela Pintaldi per Donna Karan, Londra e del libro: “Ateh”, presentato da Tashimaya, 5th Avenue, N.Y., pubblicato da F. Motta nel 2004

Uno dei recenti lavori editoriali in bianco e nero è stato “Wasteland Fashion and Culture” presso le tribù Peul, Bambara, Dogon, Touareg nel Mali in Africa, per Gianfraco Ferrè, Richmond, Bikkenbergs, Issey Miake e altri noti stilisti.


E’ referente Regionale per la cultura in ambito fotografico...
<i>Biografia</i><span>Read</span>