Archivio Fotografico Italiano

Paesaggio perduto

Il paesaggio va considerato oltre la classica rappresentazione idealistica alla quale siamo abituati, poiché a volte fissa una natura rigogliosa o pittoresca, in altri casi diviene testimone dei cambiamenti in atto, anche a livello sociale.
La terra, prima fonte di alimento per la vita, in alcune zone del Paese sembra sia divenuta unicamente un suolo per edificare, dando vita a un sistema urbanistico che allarga le periferie creando smarrimenti e sradicamenti identitari.
Senza abdicare a memorie recondite, il mio lavoro si contrappone a questa idea distruttiva, per cercare le tracce nel paesaggio che incontro, affidandomi a questioni culturali e sociali che hanno segnato la nostra storia, senza nostalgie imposte.
Qui la fotografia ha un duplice scopo: quello di raccogliere i frammenti rimasti di edifici del recente passato, e quello di tessere un mosaico di esperienza che riconducono al concetto di luoghi provvisori, che ci appartengono, ma che non riusciamo a valorizzare, lasciando al tempo la volontà di divellere la primitiva bellezza, di cui si nutre il nostro sguardo.
E’ dalla bellezza che bisogna ripartire, pur consci che l’uomo muta la propria mentalità vivendo i giorni di un progresso che ha soffocato le tradizioni, mentre l’agio dei tempi moderni, viziato dalle battenti pressioni pubblicitarie, ha ceduto il passo ad una sempre più diffusa concezione della vita, che non è certo fatta di silenzi e semplicità.
Queste immagini non hanno certo la pretesa di sostituirsi alle dinamiche attuali, ma vogliono ridare valore...
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Claudio Argentiero da oltre venticinque anni si occupa di fotografia. Il suo percorso si snoda tra lavori su committenza e ricerca personale. E’ da sempre interessato alla documentazione del territorio e dei suoi mutamenti, producendo immagini per mostre e libri, collaborando con enti pubblici e privati. Dal 1988 cura e organizza mostre ed eventi fotografici di rilievo. E’ ideatore e curatore del Festival Fotografico Italiano, dal 2013 Europeo, e di molte rassegne annuali, tra cui quelle organizzate, da oltre quindici anni, presso la storica Villa Pomini di Castellanza, dove è stato istituzionalizzato lo stesso archivio, oggi sede del FIF ( Fondo Italiano Fotografia). Ama il b/n, che ha sempre stampato in camera oscura, ha sperimentato la fotografia infrarosso, le antiche tecniche e le più moderne tecnologie digitali di stampa fine art, in stretta collaborazione con EPSON.

Ha esposto in importanti spazi in Italia, all’estero e ad Arles (Francia), tempio della fotografia mondiale, in contemporanea ai RIP dal 2005 al 2014, realizzando, con altri autori, due libri sulla cittadina francese, capitale della fotografia internazionale. Ha al suo attivo svariati libri, e nuovi sono in fase di realizzazione per il 2015.

Apprezzamenti significativi sono giunti per la pubblicazione del libro L'anima delle risaie. Genti, luoghi, memorie e incanti, (2013) racconto visivo lungo dieci anni alla scoperta di cascine, risaie e mondine tra Vercelli e Novara. Nuova rappresentativa pubblicazione di riconosciuto valore il libro Incontrando...
<i>Biografia</i><span>Read</span>