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INCUBO art is in pieces: reassemble

PIROETTA D’AUTORE: L’ INCUBO DI RONALDO FAROLFI

A sentirlo dire della sua opera, Ronaldo Farolfi dà l’impressione di avere lasciato germogliare, nascosta dentro di sé, da qualche parte, una vena divertita, a tratti provocatoria, ludica, festosa, irridente, esplosiva, colorita.
Lui è un po’ così, vagamente Dada.
:- Sì, grazie, ma non troppo - non chiedetegli, infatti, se ha studiato da “ultimo dei dadaisti”.

Una piroetta: ecco che cos’è quel che gli piace fare.
In piena spericolata libertà. Senza appartenenza ad alcuna compagine o scuola.
Fiducia nel duro lavoro, si capisce: provate voi a eseguire una piroetta ben riuscita senza il dovuto estenuante esercizio. C’è però di mezzo, naturalmente, la rivendicazione del fenomeno artistico, in quanto creazione di perfetta inutilità “col-laudata” (cioè cum laude, con lode), ricordando questo meraviglioso dimenticato aggettivo nel suo etimo primitivo, alla maniera in cui Zanzotto ragionava a proposito della gratuità della poesia e della bellezza delle cose, “col-laudata”, appunto, come ragion prima del loro essere.
Ma nessuna sprovvedutezza, o dilettantismo, please.
Perché il tempo di quell’innocenza, intesa come una presunta naïveté dell’artista, è andato scomparendo da un pezzo. Lo sappiamo. Forse senza nostalgia.
Per uno come Farolfi, è salutare e sensato, comunque, riconoscerlo, ripeterlo a se stesso e agli altri.
Tanto più se si considera che egli si espone, solo ora, all’interno del circuito dell’arte contemporanea, dopo averci...
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