Archivio Fotografico Italiano

Architetture

Spazio, linea, colore

Un linguaggio atipico caratterizza il lavoro di Andrea Bertani volto a svelare i dettagli delle architetture moderne dalle quali estrapola una porzione di spazio, rivelandone esistenze di linee e di forme che altrimenti la percezione visiva difficilmente riuscirebbe a catturare.
Non un gioco affidato puramente al mezzo fotografico, ma una scelta maturata dall'autore dopo un'osservazione del particolare che, nel divenire quotidiano, diventa altro, e che lo stesso uso delle tonalità pastello esalta, restituendo una diversa consapevolezza dello stesso spazio.
Una ricerca fotografica dove la distanza tra soggetto e punto di vista viene superata dal vagheggiamento nell' inseguire e superare quello che può essere definito anacronistico. Bertani propone un approccio libero nella ricerca delle forme dell’abitare, nuovo nel modo di relazionarsi con la città e di integrarsi in essa grazie ad un mirino più attento: non il tutto ma il particolare, non lo spazio ma il colore, non il caos ma il silenzio.
Spazio, linea e colore, invisibili agli occhi dei passanti frettolosi, irrompono nel quotidiano, adattandosi a stili di vita diversi e alle funzioni urbane sollevando dubbi, domande su come e quanto queste possano incidere sullo sviluppo della città e del suo avanzamento.
Le architetture della modernità italiana sono figlie del futuro pensato nel presente, edifici dalla coerenza formale, a volte guardati con pregiudizi, a volte come piacevoli scoperte inattese. Un vero e proprio repertorio di soluzioni spaziali inedite,...
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ANDREA BERTANI

Andrea Bertani inizia a fotografare a 20 anni, scoprendo il linguaggio visivo attraverso la frequentazione di gruppi fotografici ed interessandosi ad eventi di rilievo nell’hinterland milanese.

Autodidatta, partecipa a diversi corsi e workshop, dove affina le proprie conoscenze tecniche e visuali.

Non predilige un aspetto fotografico, in quanto la sua è una ricerca continua che sta perfezionando individuando un proprio stile, con particolare attenzione al territorio e alle trasformazioni in atto.

La fotocamera è per lui un mezzo per esplorare il mondo, ma anche espressione di un intimo sentire, che traduce in luce e colore, con particolare attrattiva per le tonalità lievi.

Ama il bianco e nero che stampa da anni, non disdegnando il colore, che utilizza in modo personale, intento a graduare le sfumature cromatiche per trasformare la luce in nuance delicate.

Dal 2011 fa parte dell’Archivio Fotografico Italiano con cui collabora attivamente, sia in termini organizzativi che partecipando a ricerche e progetti editoriali.

Alcuni libri della collezione d'autore AFI custodiscono alcune sue pregiate visioni, tra i quali:

Il Tempo della Valle (2012), Varese una provincia da amare (2013) L’Ame d’Arles (2013) Vision (2014).

Questi ultimi progetti gli hanno permesso di svelarsi in un contesto europeo, presentando i libro e la sue immagini nel prestigioso Palais de L’Archevèchè e nella Galleria riservata all’Afi annualmente nel contesto dei RIP di Arles (FR)

Sue opere fanno parte di collezioni...
<i>Biografia</i><span>Read</span>