Spazio Lavit

TOMAINO

"...affascina soprattutto in questo operare, che non si vuole mai di pittura o di scultura, di disciplina
ma davvero di “arte della visione” in un’eccezione anch’essa plurima e contaminata e
radiante, la tutta interna misura del tempo che Tomaino vi fa trascorrere.
Rapidi, bruschi anche, ultimativi, appaiono i montaggi bidimensionali di pitture e carte e
inserti autres, tanto quanto nell’iridescenza delle biglie..."
Flaminio Gualdoni
"Giuliano ha un dono, quello di saper cogliere e rendere visibili le esperienze, di tradurle in immagini sintetiche che si fanno simbolo. Un lavoro di introspezione come preambolo per uno sguardo allargato verso l’universo che lo circonda. Un volo pindarico per afferrare ciò che merita d’essere fermato attraverso la magia della pittura. Uno sguardo disincantato e onesto posato su tutto quello che la natura ci offre. La realtà intesa nel senso più ampio dove al sensibile e al materiale si aggiunge l’irrazionalità dei sentimenti e la logica del pensiero. Giuliano ha ancora la capacità di stupirsi e di stupire. Come i bambini che scoprono le cose per la prima volta, senza preconcetti con sincerità e purezza. Tutte le sovrastrutture che si aggiungono durante la crescita, col proseguilo dell’età, vengono eliminate dall’artista. I cavalli a dondolo, i “cimbelli”, le mani, i cuori. Simboli ricorrenti nei lavori dell’artista ligure come icone che caratterizzano uno stile unico e personale. Archetipi si materializzano tra le mani di Giuliano, accadimenti quasi magici fanno fiorire...
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Giuliano Tomaino è nato a La Spezia nel 1945, vive e lavora a Sarzana. Ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, nella direzione dell’Arte Povera, con assemblages di objets trouvés. Dalla metà degli anni ‘70 la sua ricerca si rivolge alla pittura segnica, caratterizzata da linee che si incrociano in diverse scale di nero e rosso, colori che diventeranno una costante nel suo lavoro, con segni che tendono a ripetersi; sono coevi i collages eseguiti con tessuto sfrangiato. Alla fine degli anni ’70 inizia il sodalizio con Flaminio Gualdoni. Il soggiorno newyorkese segna una tappa importante nel lavoro di Tomaino che, in quegli anni, frequenta Mario Soldati. Tellaro, dove l’Artista risiedeva, e il paesaggio ligure, entrano nei dipinti sotto forma di segni che rimandano ai pali della mitilicoltura nel golfo, alle meduse, alle nuvole, al porto… Nel ’90 compare il tema del cimbello (lo zimbello, il richiamo per gli uccelli), suggerito dalle rondini che entrano nello studio sarzanese; gli spazi espositivi interessati al suo lavoro aumentano per numero e importanza (le gallerie Heinz a Zurigo, Mc Cann a Francoforte, Tornabuoni a Firenze, Susanna Orlando a Forte dei Marmi) fino al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, con Tomaino gli anni ‘80 del ‘91 o al Museum im Vogtturm di zell am See in Austria. Nel ’96 iniziano gli Abbracci (una sorta di lunga stola a forma di U che termina con due mani) e le cere. Nel '98 esegue un’installazione sulla facciata dell’Oratorio in Selaà a Tellaro con mani e piedi divenuti ex-voto....
<i>Biografia</i><span>Read</span>