Archivio Storico s.a.s.

L'Introspezionismo di Bitonti

Francesco Bitonti libera l’indistinto dai rivestimenti virtuosi, non più definito nelle linee disegnative, ma reso esplosivo da un colore vivo e vibrante. Bitonti rende il visibile-invisibile, identificando il passaggio tra la luce esteriore e la luce interiore, tra l’identità delle cose e l’analisi dei moti della coscienza. In definitiva, come viene confermato dalla pittura introspettiva di Bitonti è nel tempo presente, che si compie l’unità dei contrari, vicini e lontani, dal momento che il processo storico, con cui l’arte e la poesia tramutano il passato in presente, la tradizione in modernità, non viene considerato come fatto trascorso perché è un decorso che si tramuta in continuo presente. Ed è questo l’aspetto odierno della manifestazione, nella quale le opere di Bitonti fungono da sintesi nel rapporto uomo-Dio, per l’armonica connessione fra l’ideale mondo interiore e i segni referenziali dell’arte, fra il modo d’essere uomo col divino e la continuità della realtà culturale e religiosa in una convergenza virtuale in cui “tutti li tempi sono presenti”, per ripetere l’icastica immagine dantesca. E allora in nome di questa coesione che unifica il supremo ed il finito, l’interno e l’esterno, l’artista ha unificato nell’arte le due funzioni, ritenute contrapposte, della comunicazione e della manifestazione, per cui senza ritenere prioritaria e autonoma la propria libertà di fare, nella percezione dei contenuti convenzionali imposte dall’esterno. Bitonti ha voluto con l’ottimismo della...
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