White Noise Gallery

Still No-Connection

La ricerca artistica di Stefano Tedeschi è l’esternazione tangibile di un Selbstdenker autodidatta, “uno che pensa con la propria testa”, di memoria kantiana, di un artista che fa della filosofia il fondamento da cui partire, rendendo vano, almeno nella sua accezione più stretta, ogni controversia sulla distinzione tra scienza e filosofia, perché nella sua visione artistica esse convivono rendendo ogni oggetto mera forma.
Risultati della mutazione di un sistema caotico che dà origine, anche se in maniera apparentemente casuale, a un’immagine funzionale al limite dell’iperrealismo, le opere di Stefano sembrano create di getto, guidate da ciò che la mente gli suggerisce senza una struttura definita, senza un trait d’union e così si presentano a chi le osserva. Linee grafiche continue, realizzate a china senza l’aiuto di bozzetti preparatori, l’alternanza delle scale di grigi, dove la dominante nera delle campiture ne è paradossalmente la parte vitale, fanno sì che il lavoro che Stefano Tedeschi compie sia iconico, emozionale e anche puramente bello, assimilabile, se proprio si vuole paragonare, all’estetica ossessiva di Keith Haring. Queste linee intricate che compiono evoluzioni, quasi a raccontare una storia dentro la storia sono definite dallo stesso Stefano “macchinari, ingranaggi, cavi attorcigliati, pseudo motori e pseudo circuiti”, omaggio tanto a Dada e Raymond Roussel quanto a Jacques Monod, sua musa filosofica.
È il caos a governare la sua arte ma è l’uomo in quanto spettatore a ordinarla dandole...
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Stefano Tedeschi (Ascoli Piceno, 1984) si laurea in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con una tesi sui rapporti tra l’opera letteraria di Raymond Roussel e le arti visive. Esordisce nell’ambiente artistico dell’underground romano nel 2009, con una mostra organizzata dall’associazione di promozione sociale Fusolab. Ha collaborato con alcune gallerie d’arte capitoline, tra cui la Mondo Bizzarro Gallery e la Galleria Frammenti d’Arte partecipando inoltre a diverse rassegne, tra le quali il Festival della Creatività 2013 al Macro di Roma.
La sua prima mostra personale si è svolta nel 2014 presso la White Noise Gallery di Roma.

“Credo di non potermi definire un topo di biblioteca, né un lettore accanito. Eppure sono fermamente convinto che il mio lavoro abbia una matrice principalmente letteraria, a cominciare dalla sua genesi. Ricordo ancora l’entusiasmo di quando terminai, ormai due anni fa, la lettura del noto “Il caso e la necessità”, di quel gigante del pensiero contemporaneo che è Jacques Monod. Così come ancor vivido è il senso di piacevole straniamento che provai scorrendo l’ultima pagina di “Locus Solus”, il romanzo-manifesto dell’ormai leggendario Raymond Roussel. E’ dalla combinazione delle intuizioni di entrambe che nascono i miei quadri: dalla comune commistione di scienza (che spesso sfocia nella fantascienza) e filosofia. Il mio obiettivo è quello di dimostrare – con il maggior coefficiente di ironia possibile – che l'arte, così...
<i>Biografia</i><span>Read</span>