BAG Photo Art Gallery

SGUARDI

To photograph people is to violate them, by seeing them as they never see themselves, by having knowledge of them they can never have; it turns people into objects that can be symbolically possessed. Just as the camera is a sublimation of the gun, to photograph someone is a sublimated murder—a soft murder, appropriate to a sad, frightened time. (Susan Sontag, On Photography, 1973)Già consacrato come il fotografo dell'istante dell'attesa, con questi nuovi scatti Giovani Marinelli ci dimostra di saper utilizzare la sua perizia per indagare altri fondamentali aspetti delle nostre profondità. Questa volta impegna la sua arte per mettere a nudo ciò che si nasconde dietro gli sguardi. Marinelli indaga adesso qualcosa che fino a ieri era completamente sconosciuto, anche per chi si pone davanti al suo obiettivo, qualcosa che si annida nei più profondi meandri delle singole individualità. Il viso non tradisce mai, e questo Marinelli lo sa bene. Prelevarne l'aura, l'essenza, è per lui come far girare al contrario il vecchio vinile dei Led Zeppelin sui solchi di Stairway to Heaven; se ne ascolta tutt'altra canzone, un brano nuovo, disarmonico ma familiare, con parole disarticolate ma che parlano di noi. Il viso con le sue impercettibili sfumature momentanee, quelle isolate dal flusso dello scorrere regolare del tempo, porta in sé i veri messaggi subliminali della nostra anima; è sempre sincero ed impietoso. Marinelli fa proprie solo le espressioni più impercettibili, quelle che si...
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