Il Melograno Art Gallery AAF

Il Melograno Art Gallery

Luca De March ha cominciato spinto dal divertimento. Sapeva dipingere e ha semplicemente iniziato a farlo. ... Come ogni curioso osservatore degli eventi, ha capito che la decifrabilità della propria opera doveva prendere il sopravvento sul caro e vecchio Concetto che, dall’inizio del cubismo fino all’avvento di internet, ha sempre separato l’arte del Novecento dal grande pubblico....Spiegare le opere di Luca De March è complicato, dal momento che parlano da sole, grazie all’immediatezza dei soggetti: i cartoni animati. Cenerentola, Biancaneve... e chissà quanti altri, vengono presi in causa senza il rischio di incasellare Luca De March all’interno dell’immensa famiglia costituita da chi ama definirsi pop. Lo dico per il fatto che questi big del mondo animato risultano nell’opera di De March tutt’altro che fini a se stessi. Piuttosto vengono usati per potere dare all’osservatore una chiave di lettura dei messaggi che l’artista desidera divulgare. Se i cartoni animati illustrano a grandi e piccini gli infiniti poteri della fantasia, Luca De March attraverso gli stessi racconta tutt’altro che favole. Lui rivela la realtà che, come ben sappiamo, supera di gran lunga la fantasia. "Politically Incorrect” perché usare a proprio piacimento i protagonisti dei cartoni animati, che da sempre hanno avuto una loro via preferenziale per amalgamarsi con la spiritualità collettiva, è politicamente scorretto. Se aggiungiamo l’incontestabile fatto che in questi nostri tempi disperati ci si appella di più alle risorse dello...
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Arte da sempre centrale nella vita di Teorema Fornasari: oltre 70 mostre dopo la prima a soli 14 anni. In moto perpetuo tra molteplici tecniche e medium, dalla pittura alla grafica, dalle performance alle installazioni. Il primo progetto organico del 1989 è “Ricordi d'Infanzia” con il quale riscrive in chiave poetica e concettuale l'esperienza infantile. Segue “Passione”, che esplora, spesso provocatoriamente, le passioni e le ossessioni dell'uomo toccandone anche i risvolti più oscuri ottenendo attenzione da parte di media e trasmissioni televisive. Nella consapevolezza che, per un animo puro, il mondo è sin troppo spesso troppo “sporco”, nei primi anni 2000 inizia il "laboratorio di coscienza” che porta alla luce il “Progetto Spaziale” con la presentazione di immagini fantastiche ed oniriche di luoghi ideali per bellezza ed emozione, lontani da questa terra ma che vogliono essere anche messaggi di speranza per il futuro dell'umanità. Organico a questo progetto è la performance “Teoremino”, 2001, dove l’artista indossa una maschera e delle grandi mani da alieno per rafforzare il suo messaggio; un alter-ego creativo e fanciullesco dell'artista che “viaggiando” lontano da questa terra e riportandovi le immagini di quanto visto e provato diventa l'Io creativo del progetto. I messaggi insiti nel “Progetto Spaziale” sono incentrati sull'importanza del sogno e della capacità di saper spaziare, appunto, elevandosi oltre le ristrettezze del mondo e della vita contemporanea; il “laboratorio di coscienza”...
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Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer.
Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche.
Inizia a scrivere nel 1980. Nel 1981 si lega in amicizia col pittore Omar Galliani, assieme al quale inizia una proficua collaborazione che perdura tuttora. Nel 1983 incontra, a Londra, il graffitista Keith Haring poi entra nella redazione della rivista romana “Cervo Volante”, edita dall’artista Tommaso Cascella nonché diretta, in un primo tempo, da Adriano Spatola, quindi da Corrado Costa, poi da Edoardo Sanguineti insieme ad Achille Bonito Oliva.
Allaccia i primi contatti con gli artisti della “Transavanguardia”, in particolare con Enzo Cucchi e con Mimmo Paladino, poi con Nino Longobardi e coi galleristi Lucio Amelio di Napoli ed Emilio Mazzoli di Modena.
Risale, sempre ai primi anni ’80, il farsi conoscere anche tramite la pittura (che Manzoni definisce “niente più che un prolungamento visivo della sua scrittura”).
Invitato da Maurizio Calvesi e da Marisa Vescovo, come poeta ed artista partecipa ai lavori della XLI Biennale di Venezia (anno 1984) curando, assieme al poeta Valerio Magrelli, la Sezione Poesia per “Arte allo Specchio”, quindi inizia una stretta collaborazione col gallerista Cleto Polcina di Roma, che lo porta a soggiornare spesso in quella città.
Conosce Gino De Dominicis, col quale s’intrattiene parlando d’antropologia e di cultura assiro-babilonese, poi Mario...
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Nicola Piscopo è nato a Napoli nel 1990. Si è diplomato al Liceo Artistico Statale di Napoli, e ha frequentato nella stessa città il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti.
Nel 2010 partecipa al Premio Nazionale delle Arti e insieme a un altro giovane artista propone Nicola Piscopo vs Antonio Conte, presso Officina Creativa Lineadarte, a Napoli.
Nel 2011, nella biblioteca comunale di San Giorgio a Cremano (NA), propone una personale intitolata: Tra Significato e Significante, un laborioso progetto pittorico in cui i linguaggi si fondono e si confondono, tra immagini e parole, in un dualismo sempre costante nelle tele del pittore…. “giochi di parole e d’immagini in un percorso pittorico “tra significato e significante”. Doppi sensi, sensi multipli, immagini doppie, parole che evocano ed equivocano.
È autore del Palio di Bomarzo, e in questa occasione ecco una nuova personale al Palazzo Orsini di Bomarzo, Nello stesso anno vince il concorso per la realizzazione del Palio di Soriano nel Cimino. E’ stato finalista per due anni consecutivi al festival multi artistico Martelive, a Napoli e nel 2011 a stARTup a Lecce. Numerosi i premi vinti tra i quali il Palio di Soriano, il Premio Estemporanea Masscia 2011, il premio Web Artist in occasione della VI edizione di MostraMi a Milano nel 2012. Espone a Human Rights a Lecce e a Rovereto, a Ferrara, Pesaro, Milano, Cagliari, con Projecte Desat’Art in Spagna e in Italia. Nel 2012 prende corpo il progetto Krampfanfalle, che affonda le sue radici...
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Luigi Quarta nasce nel 1960 a Monteroni di Lecce ...Resta chiaro dunque che l’arte della pittura non ha rappresentato per Quarta uno svago temporaneo bensì la risposta a una passione fattasi inestinguibile, l’accensione di un motore interiore che brucia mestiere, cultura, inventiva, tradizione e novità. Ma solo l’ascolto di se stesso e non delle sirene gli ha consentito di arrivare alla piena maturità. Che Luigi Quarta sia figlio del suo tempo partendo dall’esordio negli anni ottanta, quando decide di esporre i propri dipinti, è ormai una constatazione consolidatasi in (oltre) vent’anni di creatività all’altezza di realizzare opere “nuove” per linguaggio e tali da soddisfare anche le aspettative edoniste del fruitore. Attratto nel lungo cammino dalla ricchezza della natura e dalla singolarità di aspetti urbani, ne ha sempre carpito le bellezze non mettendole “in posa” ma rendendole amabili specchi del proprio innato dinamismo esecutivo e del “come” metabolizza quanto percepito interiormente avvertendo l’azione del “murare”. Ma a rivelarci quella che direi l’impulsività regolata di Quarta, ovviamente presunta perché sappiamo che il prodotto artistico finito nasconde il procedimento, sono state... le opere dipinte a olio su stoffe – innovative che rispetto al passato, pur evidenziando diversità di schemi di riferimento, ne mantengono la congruità artistica e altri pregi con diverso, ampio respiro. In sostanza e formalmente, il mutamento riguarda una scelta visiva, salito lo sguardo di Quarta,...
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Andrea Renda lavora utilizzando supporti di polistirolo schermato da una superficie traslucida attraverso la quale appaiono superfici tormentate, scavate, graffiate e incise, dense di colore che si esalta e si moltiplica con la rifrangenza della luce. Il filo conduttore è un dialogo continuo, talora una sintonia, talora una contrapposizione tra spirito e materia, tra gesto e segno. Un tentativo di comprensione e rappresentazione della realtà attraverso un’azione più o meno intenzionale, la cui traccia è una ricomposizione, mediata dal mezzo espressivo esso stesso protagonista, di forze istintive inconsapevolmente guidate. Uno scavare fisico nella materia per lavorarla nel colore. Scavare come metafora di ricerca, esterna ed interna a sé, come mezzo di indagine e come manifestazione nel dipanarsi delle possibili soluzioni. Scavare per trovare un tesoro perduto, un paradiso nascosto di antica saggezza. Scavare e rivelare ulcere e piaghe, ferite segrete ed impossibili da sanare finché non si trovi la forza di portarle a nudo. Ora è il colore puro a dominare sgorgando tra i solchi rugosi. Ora scaglie di vetro e metallo luccicano come diamanti o come sale purificatore su una ferita aperta. Scavare per comprendere cosa siamo, per superare paura o indifferenza, per cercare, come in una miniera, il filone lucente ed il respiro della vita. Nell'opera "Cambio Evolutivo" le corrosioni, contorte e in movimento, simboleggiano il passato e si spingono fino ad una parte statica, monocromatica e piatta che rappresenta il presente. In alto, tutti in...
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