AAF Milano 2016

Evvivanoé

Alberto Brusa è nato a Torino nel 1963. Si diploma Disegnatore Pubblicitario nel 1981 e lavora in ambiente grafico e pubblicitario dal 1983. Nel 2006 inizia a trasferire in ambito artistico l’esperienza e la creatività maturate con la sua professione.
Esercita tutt’ora come Creativo Freelance.

Dal 2009 espone in mostre collettive e personali, nazionali ed internazionali:
Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea “Santhià”; Esposizione di Arti Figurative presso la “Società Promotrice delle Belle Arti in Torino”; Associazione Culturale Artistica “Arte Studio Gallery” di Torino; Galleria d’Arte “Evvivanoé” di Cherasco (Cn); Collettiva Nazionale “Arte (sur)circolare/Upcycled Art”presso il Museo Civico di Arte Contemporanea “Palazzo Lomellini” di Carmagnola (To); Evento curato dalla Galleria d’Arte “Evvivanoé” di Cherasco (Cn); Collettiva “Istinti Ri-Creativi”presso la Casa Forte - ‘L Castel - Museo d’Arte Moderna di Pont Saint Martin (Ao) Evento curato dalla Galleria d’Arte “Evvivanoé” di Cherasco (Cn); Galleria d’Arte Contemporanea “Grafica Manzoni” di Torino; 6a edizione della Biennale Internazionale di opere d’Arte su carta “Stemperando”; Galleria d’Arte “AKUK - Howling Design Torino” di Torino; 20° Expo d’Arte Internazionale di Innsbruck 2016 Evento curato dalla Galleria d’Arte “La Telaccia by Malinpensa” di Torino; Collettiva di Arte Contemporanea “AAF - Affordable Art Fair Milano” presso Superstudio Più di Milano (Mi) Evento curato dalla Galleria...
<i>Alberto Brusa</i><span>Read</span>
Daniela Evangelisti è un'artista dalla prorompente carica creativa.
Attraverso le sue mani le tele di lino ruvido che il tempo ha inesorabilmente segnato con la sua patina affascinante, prendono vita, ci raccontano mondi, evocano qualcosa di difficilmente afferrabile ma di potente e immediato.
In ogni lavoro i pieni e i vuoti dialogano in un equilibrio perfetto. C'è il materiale, con la sua trama, la sua tinta, la sua imperfezione che è sfacciatamente protagonista: e poi c'è la delicatezza e l'apparente fragilità dei pizzi, dei sangalli e dell'organza che stabiliscono un rapporto simbiotico con il filo, il punto e il ricamo, quasi speculare.
Queste tele dall'apparente staticità sono più che eloquenti e paiono slegate da ogni tipo di schema o canone estetico convenzionale. «Naître du matériau [...] se nourrir des inscriptions, des tracés instinctifs» (nascere dal materiale, nutrirsi delle iscrizioni, delle disposizioni istintive), scriveva Dubuffet a proposito di un'arte straordinariamente impulsiva, l'Art Brut.
E se le stoffe grezze ci rimandano a Pinot Galizio e alla tela industriale dipinta e venduta al metro, qui siamo agli antipodi: il lino è quello artigianale tessuto a mano, magari più di un secolo fa. A “ingannarci” è proprio quello stesso utilizzo di materiali quotidiani e “poveri”.
In realtà ogni opera della Evangelisti è un piccolo, prezioso mondo, antico solo “nel mezzo”, ma incredibilmente contemporaneo sotto ogni altro aspetto. In special modo nella capacità di delineare con pochi tratti un...
<i>Daniela Evangelisti</i><span>Read</span>