PORTA ARTIOLI GRECO SPADARI

THE BOX, HQ ad AAF MIlano 2016

Mario Giusti. HQ-HEADQUARTER

HQ-HEADQUARTER è un luogo, non uno spazio preciso, è come la mia vita: mai stata una cosa sola. Musica, arte, poesia, TV sperimentale, management artistico, marketing, eventi culturali ed incontri si sono susseguiti con armonia e frenesia, nella costruzione di manifestazioni della creatività. Alcuni decenni primeggiava la musica, altri la poesia e la TV e oggi, da quasi un decennio, è arrivata l'arte. Sopra ogni cosa.
Quindi da quelle prime installazioni di Brian Eno, negli '80, a Brera e in Triennale a Milano, da Yoko Ono a Vostell, passando da Nam June Paik alle performance di John Cage, mentre la musica di Marley, Bowie, Clash, scorreva fluente sui palchi degli stadi di tutt'Italia, non mi facevo mai un'idea precisa della strada definitiva da percorrere. Riempivo però i file della mia mente di quell'arte assoluta che è il crossover della conoscenza: l'insieme delle arti tutte...
Curiosità, mestiere, sopravvivenza, bellezza, passione, emozione e creatività: questi gli ingredienti messi dentro il progetto HQ-HEADQUARTER da cui sono già nati tantissimi eventi e mostre. Fino a quello che, oggi, contine tutto: THE BOX, la metafora dell'umanità oggi. Scrive Porta: «La scatola. Un rimando alla scatola cranica, intesa come contenitore. Lo scrigno della mente. Il luogo dove nascono le idee. La perfetta architettura del teschio, non è altro che quello. Soggetto molto visitato nella storia dell'arte, ricco di simbolismi o semplicemente "natura morta". I miei teschi sono altro. Ironici, dissacratori, colorati. Non sono più simbolo di...
<i>Il talento non prende mai la mira ...</i><span>Read</span>
Milano, 16 novembre 2015 – Diceva Enzo Cucchi: «il teschio non è una cosa spaventosa, è solo un elemento primario, elemento di conoscenza, la cosa più vecchia e tranquilla che abbiamo». Un lavoro “tranquillo” appunto è quello che ha pensato Porta, per scaricare un po’ la fatica fisica e psicologica accumulata con la grande mostra per il Centenario della Guerra Mondiale, Inferno 1914/1918, tenutasi per ben due mesi, con un successo straordinario, al Famedio di Milano, da aprile a giugno.

Scrive Porta: «La scatola. Un rimando alla scatola cranica, intesa come contenitore. Lo scrigno della mente. Il luogo dove nascono le idee. La perfetta architettura del teschio, non è altro che quello. Soggetto molto visitato nella storia dell'arte, ricco di simbolismi o semplicemente "natura morta". I miei teschi sono altro. Ironici, dissacratori, colorati. Non sono più simbolo di morte ma i silenti custodi dell'ingegno, rivestiti di tutto punto. Moda, arte, fumetto, tutto infilato in una scatola e fatto riapparire da un illusionista in un contesto inaspettato. Ancora una volta non parlo di morte, ma di quel che resta dopo la vita. Non avrei potuto scegliere testimoni migliori».

Dunque un omaggio alla vanitas che nella storia del teschio nell’arte ha un posto primario. Ma non con l’idea di natura morta che, moraleggiando, contrappone la bellezze della vita terrena all’incombere inevitabile della morte. Infatti, questa, è forse il luogo del pensiero più frequentato dall’uomo, un assillo culturale ed universale che attraversa...
<i>THE BOX, Beauty Overkill</i><span>Read</span>
LUCA ARTIOLI

Nato a Galliate ( NO ) il 12/12/1967.
Diplomato in graphic design e illustrazione, ha iniziato la sua carriera come consulente creativo presso vari studi pubblicitari.

Il suo percorso professionale lo ha portato ad approfondire il design di borse e accessori, oltre alla grafica decorativa applicata al prodotto e all'interior design.
Ha fondato il suo studio nel 1995 ( BeatBox design studio ) e ha lavorato per molti tra i maggiori brand in questo settore ( Samsonite, MomoDesign, Nava, Invicta, Tumi , Lexon sono alcuni tra questi ).

Parallelamente e da sempre coltiva la sua attività artistica e pittorica.
Figlio d’arte, il padre pittore Bruno Artioli è stato il suo primo maestro.

Dopo una prima fase figurativa, con ispirazione alla pittura impressionista, oggi il suo lavoro nasce da una contaminazione tra rappresentazione figurativa, grafica e collage.

Nel 2015 approda alla Galleria HQ-HEADQUARTER con il progetto ESPRIT, la prima parte di una trilogia cui seguiranno WARRIORS ed ONIRIC.
Scrive Luca:
“ ESPRIT racconta che tutto ha un’anima, quasi una matrice comune ed una forma conosciuta in cui si può entrare, viaggiare, scoprirne i dettagli. Ogni cosa è in se parte di tutte le forme di vita ed è quindi, insieme al tutto, un’unica cosa. Racchiude in se una sintesi di tutte le altre.
L’animale è formato da parti strappate e composte, arricchite da decori e immagini che suggeriscono altre chiavi di lettura soggettive. Si schiudono nuovi livelli oltre alla prima impressione della forma conosciuta....
<i>LUCA ARTIOLI</i><span>Read</span>
Andrea Greco è nato nel 1978, vive e opera a Mozzate, nella provincia di Como. Nipote di un pittore e scultore, inizia a dipingere da autodidatta giovanissimo. L’esperienza legata alla didattica gli permette di partecipare a vari corsi di formazione sul metodo di Bruno Munari.
Lavora creando delle serie di opere che indagano diversi aspetti dell’uomo; vengono trattati stati d’animo, rievocazioni della memoria, tensioni emotive, tutti quegli elementi che fanno sì che ci sia un profondo coinvolgimento dell’anima di ciascuno di noi. Tra il 2007 e il 2010 compie dei viaggi in Kenya e Turchia dove ha modo di perfezionare l’uso dei pigmenti naturali. Realizza a cavallo tra il 2009 e il 2010 una serie di opere che chiama Polaroid. Nel 2010 le espone a Berlino, all’Accademia di Belle Arti dell’Università di Lubiana, a Roma, a Como e a Milano. E’ segnalato per merito al premio Il segno nel 2010 con l’opera Polaroid of my little world. Successivamente partecipa alla Biennale di Ferrara. Nel 2011 è tra i finalisti del premio Artgallery di Milano con La voce della brughiera, opera facente parte del ciclo pittorico denominato Brughiere. Nei primi mesi dell’anno, presenta la serie di opere Karma, realizzate con vari tipi di catrame, bitume, smalti, pigmenti e resine. Nel 2012 è selezionato per Up_nea 2012 da Fabbrica Borroni e, sempre in quell’anno, nasce la serie Anche i fiori piangono, opere che chiedono all’osservatore di riflettere sulla superficialità di una società in decadenza.

Nel 2013 è scelto per la mostra Art...
<i>ANDREA GRECO</i><span>Read</span>
Tancredi Fornasetti è nato a Roma nel 1983 e li risiede.
Si diploma in Decorazione all' Accademia di Belle Arti di Roma seguendo il corso del Professor Michele Cossyro.
Dalla sua ultima mostra a Milano:

Geometria: ”Propriamente, l'arte del misurar le terre [Latino: geometria].
“La distanza più breve tra due punti è data da una linea retta”. Archimede

Milano, gennaio 2016 .

Tancredi è figlio d’arte, lo diciamo subito, e così ci siamo tolti il pensiero e possiamo raccontare la sua straordinaria individualità originale.
Si può tranquillamente affermare che Tancredi si muova in quel grande oceano che è l’Astrattismo che nasce quando nei quadri non vi è più riferimento alla realtà. Nel campo delle immagini, i segni, intesi come simboli che rimandano a cose o idee, sono già un modo astratto di rappresentare la realtà.
Più nello specifico la poetica della pittura di Fornasetti è fatta di geometria e architettura, quest’ultima, ora razionalista degli anni ’30, ora metafisica con qualche ispirazione a De Chirico (Giochi di scale e Le Città Invisibili).
Nei suoi quadri però va detto, anche perché ne esprime la sua grande originalità, Il concetto di "astrazione" è molto generale: esprime un procedimento mentale ed emotivo che descrive la realtà nella molteplicità delle sue caratteristiche.
Si avverte, come fattore ispirativo, una formazione contemporanea fatta di studi classici, grandi riferimenti storico-artistici e la dimensione di un giovane quasi nativo digitale: se, citandone solo alcuni,...
<i>Tancredi Fornasetti</i><span>Read</span>
Alessandro Spadari è nato nel 1969 a Milano, vive e lavora a Milano e Principessa (Al). Figlio d’arte, si diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ha insegnato come assistente di pittura dal 2008 al 2011. Lavora con molte gallerie in Italia e all’estero.

Numerose le personali presentate negli ultimi anni. Nel 2001 ”Petrolio” alla Galleria Ragno di Milano, “Viaggio al termine della notte” presentata sia a Milano che al Castello di Belgioioso (Pavia), “Generazioni” al Museo dell’Arte Contemporanea e dell’Informazione di Senigallia. Nel 2003 presenta “Appunti di viaggio” allo Spazio Obraz di Milano. Nel 2004 allestisce la personale “Terre emerse” nel Castello di Zavattarello (Pavia) e “Tele-Vision” allo “Spazio Vita” di Milano.. Nel 2005 espone “…nella sperduta acqua” presso la Galleria delle Battaglie di Brescia e New proposal alla Galleria Carzaniga di Basilea.
Nel 2006 con “Viaggio in Italia” alla galleria Spirale di Verona e Pietrasanta :
Sempre nel 2006, “Della natura.il peccato” alla Galleria Costantini di Milano a cui segue a Villa Banfi di Carnate “Una misura del Paesaggio”.
Il 2007 si apre con la mostra “Bianco metafisico” alla galleria Rosso27 di Roma, “Acqua di stelle” alla galleria Factory di Modena e “Sehnsucht” alla Galleria Arte e Altro di Gattinara.
Nel 2008 presenta “True colors” alla galleria Spirale di Monza.
Nel 2009 “Opus Incertum” a cura di Valerio Deho alla Galleria delle battaglie di...
<i>Alessandro Spadari</i><span>Read</span>