Giuliano Ferrari

Grand Tour

Bartoli Foto e Cornici d'autore

Quando Luigi Ghirri organizzava la rassegna Viaggio in Italia (1984) Giuliano Ferrari era ancora agli esordi della sua attività professionale, ma certamente non gli è sfuggito il significato di quella mostra collettiva, che prendeva spunto dalla secolare tradizione del viaggio in Italia come fonte indispensabile per la formazione culturale, grazie alla conoscenza diretta delle antichità, della pittura rinascimentale e del paesaggio mediterraneo. Dal Settecento, poi, esso divenne noto come il “Grand Tour”, il “grande viaggio” per la sua lunga durata.
Forse, è proprio per la consapevolezza di questa funzione conoscitiva, che Giuliano Ferrari ci propone oggi una ricerca fotografica sul medesimo tema. Anche il suo Grand Tour ha avuto una lunga durata, sia temporale, sia concettuale. Infatti, compendia molti anni di esperienza nel campo del reportage fotografico e rappresenta una risposta alla trasformazione tecnologica della fotografia.
La sua formazione in ambito analogico e l’uso del bianco e nero per un lungo periodo della sua attività professionale riaffiorano nella scelta di un colore smorzato, quasi virato verso la monocromia, cui si aggiunge una definizione delle immagini non sempre incisiva, dovuti alla ripresa con un telefono cellulare e a un intervento leggero in fase di post produzione. Con essi ha inteso anche pagare il suo tributo all’uso sociale della fotografia, che la tecnologia contemporanea ha rinnovato, rivitalizzando l’autoritratto (o Selfie) e il paesaggismo, entrambi non più concepiti come strumenti di...
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Giuliano Ferrari nasce a Reggio Emilia nel 1962. Comincia ad avvicinarsi al mondo della fotografia e a praticarla in modo amatoriale da giovanissimo finché, nel 1985, la passione si trasforma in professione. Nel 1987 viene iscritto all’albo dei giornalisti lavorando per molti anni come fotografo per la stampa locale e nazionale.
L’amore per la fotografia di reportage in bianco e nero, unito all’attenzione per le problematiche umanitarie, lo spingono a documentare zone e situazioni di crisi come i territori occupati della Palestina, la Romania durante la rivoluzione, lo sfruttamento della prostituzione minorile in Cambogia, la disgregazione della Jugoslavia o i centri delle Suore di Carità di Madre Teresa di Calcutta.
Ha conseguito, primo in Italia, la certificazione europea per la fotografia professionale di reportage (Qualified European Photographer) conferita dalla “Federation of European professional Photographers”, e dal 2000 è giudice nazionale ed internazionale per il conferimento di tale qualifica.
Dal 2003 al 2006 è responsabile delle mostre e cultura del FIOF, la più importante associazione di fotografia professionale in Italia.
Nel 2004 viene invitato a leggere i portfolio nell’ambito della manifestazione “Portfolio in piazza” a Savignano sul Rubicone.
Nel 2008 è vincitore del concorso “Istantanee dai ponti: Calatrava a Reggio Emilia” che lo porta negli Stati Uniti a fotografare il museo di arte contemporanea di Milwaukee realizzato dall’architetto catalano.
Attualmente, oltre all’attività di...
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