Mario Dondero

Galleria Ceribelli

Leggenda del fotogiornalismo, autentico poeta del reportage, Mario Dondero, di origini genovesi, nasce a Milano il 6 maggio 1928. appena sedicenne è membro della brigata partigiana “Cesare Battisti”, in Val d’Ossola. Nell’immediato dopoguerra inizia la sua attività di giornalista collaborando con l’Avanti!, L’Unità e, successivamente, di fotogiornalista con la rivista Le Ore.
Sulle orme di colui che considera un maestro insuperato Robert Capa, e del grande documentarista Joris Ivens, la sua attenzione si rivolge immediatamente alla fotografia engagèe: guerre, conflitti sociali e politici, avvenimenti internazionali sono infatti catturati e in più di un caso immortalati dal suo obiettivo. Ha sempre mantenuto grande interesse per il lavoro degli artisti e degli scrittori. Tre sono gli epicentri del suo sguardo: Parigi, dove si è trasferito nel ’54 e dove ha intrattenuto rapporti col meglio della cultura progressista; Milano, dove il suo sodalizio coi fotografi Carlo Bavagnoli, Alfa Castaldi e Ugo Mulas, unitamente a tanti altri intellettuali assidui del bar “Giamaica” nel quartiere di Brera, è rappresentato una volta per sempre nelle pagine centrali del romanzo La vita agra di Luciano Bianciardi; Roma infine, dove ha trascorso la maggior parte degli anni ’60. Si trasferirà poi a Fermo, nelle Marche.
Ha collaborato negli ultimi vent’anni prevalentemente con Il Manifesto, il settimanale Diario, il venerdì di Repubblica. Nel 2010 gli viene dedicata una mostra a Palazzo Ducale di Genova dal titolo: Mario Dondero....
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