Camporesi Sabbagh

MLB gallery @MIA 2016

MLB Maria Livia Brunelli Gallery

SILVIA CAMPORESI
LE CITTA' DEL PENSIERO

...e se qualcuno avesse commissionato al pittore Giorgio De Chirico, negli anni‘20/’30 del secolo scorso, non solo l’ennesima “Piazza d’Italia” ma addirittura la progettazione di un intero nuovo paese, basato sulle geometrie e sulle suggestioni dei suoi più famosi dipinti?
...e se de Chirico avesse accettato la sfida, realizzato i progetti e seguito i lavori come un vero architetto, che tipo di paese sarebbe sorto?
Da questo gioco del “...e se” nasce l’ultimo lavoro di Silvia Camporesi per la Galleria MLB di Ferrara, al quale l’artista forlivese ha voluto aggiungere un’ultima e ancor più intrigante domanda-sfida: immaginare che il borgo sia stato realizzato, inaugurato e vissuto per breve tempo, magari qualche anno, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale il paese viene però abbandonato, gli abitanti si disperdono in altri paesi e in altre realtà, le case vengono chiuse e più nessuno ha interesse ad abitare quegli spazi e ad attraversarne le strade, tanto che del luogo se ne perde la memoria storica e geografica. L’artista si chiede quale potrebbe essere l’aspetto di questo paese a 70 anni dall’abbandono, quale la naturale metamorfosi dei suoi spazi e delle sue architetture così poco vissute, modificate e “aggiornate” dall’uomo, ma altrettanto consumate e rovinate dagli elementi e dalle stagioni.
Camporesi decide di riscoprire questa inedita eterotopia metafisica, questo luogo reale e al tempo stesso ideale, decide di visitarlo in...
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MUSTAFA SABBAGH

“Identità migrante”, è un intrigante viaggio nella passione per l'identità umana mascherata e svelata attraverso il corpo, nell'intreccio fra storia della pittura e fascinazione per il paesaggio. Un viaggio in nero - il colore della Pietà, della Bellezza e della Luce - condotto attraverso le opere fotografiche per lo più di grande formato, installazioni. Un percorso cadenzato da corpi immobili e statuari, da profondi respiri, in un sottile dialogo tra dolore, condanna e perdono.
Ammantate dalla Filosofia dell'identità assoluta - puntualizzata nel 1801 dal filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling - le opere di Sabbagh contengono l'identificazione tra Spirito e Natura, oltrepassando la distinzione fra soggetto e oggetto. È una nuova identità corporea quella proposta da Sabbagh, nella quale l'uomo, il paesaggio, l'abito e la maschera trattengono una speciale relazione che svela il misticismo di uno sfondo religioso magistralmente rappresentato nel toccante installazione dove galleggia un uccello immerso di catrame in una mare nero .
il mare per la generazione 3.0 diventa un cimitero contemporaeo.
Il filo rosso dell'intrinseca relazione fra soggetto e oggetto, fra Spirito e Natura, si condensa in una figura emblematica: l'uomo statuario, la cui “maschera” è data dalla densa pittura nera, che si gira a guardare. Seguendo il percorso concettuale ed emozionale di questo sguardo, si approda alle figure che affondano nell'iconografia sacra e in quella comunione tra Uomo e Natura che - attraverso...
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MUSTAFA SABBAGH

“La vera bellezza ferisce”.
Nasce ad Amman (Giordania).
Italo-palestinese, allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade.
Si trasferisce in Italia per conseguire la laurea in Architettura all’Università di Venezia; da lì l’immediato trasloco a Londra, trampolino di lancio per collaborazioni eclatanti. Ferrara diventerà il porto al quale fare ritorno dai suoi continui spostamenti intorno al mondo - come docente in workshops dedicati al mezzo fotografico e per shootings pubblicati sulle testate più prestigiose del mondo.
Sabbagh è insofferente ad un appiattimento al modello fotografico della moda mainstream, preferendole una sorta di contro-canone estetico, riconosciuto a tutt’oggi come suo stilema, a metà strada tra moda e arte, prendendosi altresì cura di uno styling raffinato e allucinato, trasferito su fondali lividi, in ovali e in dittici che traducono forma in contesto, mediante l’assoluta sovversione di codici, di abito e di genere. Un’armonia dell’imperfezione - indagata attraverso il medium fotografico, la videoarte, la produzione di cortometraggi, campagne pubblicitarie e videoclip musicali - che Sabbagh trasferisce con naturalezza dalla carta patinata al white cube delle gallerie più importanti del mondo.
Nel 2013 Sky Arte HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo; è altresì riconosciuto come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, e uno dei...
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