Pina Inferrera

Calligrammi

Pina Inferrera

Nell’era della comunicazione multimediale siamo sommersi quotidianamente da un vero e proprio diluvio verbale e visuale che ha profanato sia il verbo sia l’immagine facendo perdere alla parola la sua dimensione poetica e creativa e all’immagine la sua virtù ispiratrice e iniziatica. In un’intervista recente anche lo psicanalista Umberto Galimberti notava come “la quantità enorme di informazioni produce una sorta di insensibilità psichica”.

L’accelerazione insensata del ritmo della vita, dell’arte e del pensiero ha fatto si che abbiamo perso la facoltà del sapere concederci una pausa per pensare e meditare. In proposito mi tornano in mente i versi di un poeta inglese del Settecento ingiustamente dimenticato: “A poor life this / If full of care / We find no time / To stand and stare”, e cioè: “Povera vita, questa / Se piena di affanni / Non troviamo il tempo / per fermarci e ammirare”. Siamo tutti sradicati da quell’uragano che chiamiamo progresso, crudele illusione che, per dirla con Walter Bejamin “accumula senza tregua rovine su rovine e ci spinge irresistibilmente nel futuro” facendo perdere alla parola la sua dimensione poetica e creativa e all’immagine la sua virtù ispiratrice e iniziatica.

L’opera di Pina Inferrera – la cui dimensione poetica è pari solo alla padronanza del suo mezzo espressivo – riporta la fotografia al suo ruolo iniziatico. La sua ultima raccolta d’immagini, La luce di Claude Monet, è nata da una serie di viaggi in Normandia lungo la Senna proprio vicino, appunto,...
<i>Pina Inferrera, ovvero la poetica della luce</i><span>Read</span>
In this era of multimedia communication we are literally submerged on a daily basis by a verbal and visual overload that has violated both the power of words and of images, causing words to lose their poetic and creative dimension and images to loose their inspirational and initiatory virtues. In a recent interview even the psychoanalyst Umberto Galimberti noted how the “enormous quantity of information produces a kind of psychic insensitivity”.

The senseless acceleration of the pace of life, art and contemplation has caused us to lose our ability to stop and think. This brings to mind the words of an English 18th century poet, unjustly forgotten: “A poor life this / If full of care / We find no time / To stand and stare”. We have all been uprooted by that hurricane called progress, a cruel illusion that, in Walter Benjamin’s words “accumulates ruin upon ruin unremittingly and drives us overwhelmingly into the future” .

Pina Inferrera’s work – of which the poetic dimension is equal only to the mastery of her expressive medium – takes photography back to its fundamental role. Her latest collection of images, La luce di Claude Monet (Claude Monet’s Light), emerged from a series of trips to Normandy along the river Seine, precisely in Monet’s settings. As she explains, “the light and vibrations of the water are the elements that I privilege in the choice of composition. Forms dilate, colours brighten and fade, shapes grow, stretch and quiver just as they do in the ‘attentive visionary’ brushstrokes of Claude...
<i>Pina Inferrera, or rather, the poetics of light</i><span>Read</span>
À l'ère de la communication multimédia, nous sommes submergés chaque jour par un véritable déluge verbal et visuel qui a profané le verbe comme l'image, en dépossédant le mot de sa dimension poétique et créative, et l'image de sa vertu inspiratrice et initiatique. Lors d'un entretien récent, le psychanalyste, Umberto Galimberti, constatait que « l'énorme quantité d'informations provoque une sorte d'insensibilité psychologique »1.

L'accélération insensée du rythme de vie, de l'art et de la pensée nous a privés de la faculté de nous accorder une pause de réflexion et de méditation. À ce propos, les vers d'un poète gallois du dix-neuvième siècle injustement oublié me reviennent à l'esprit : “A poor life this / If, full of care / We find no time / To stand and stare”, en l’occurrence : « Qu'est-ce que cette vie si, à tant s'inquiéter,
Il n'est de temps pour s'arrêter et contempler? » Nous sommes déracinés par cet ouragan que nous qualifions de progrès, cruelle illusion qui, pour reprendre les mots de Walter Benjamin « accumule les ruines sur ruines [et nous] pousse irrésistiblement dans l'avenir ». Une image qui dépouille le mot de sa dimension poétique et créative, et l'image de sa vertu inspiratrice et initiatique.

L'œuvre de Pina Inferrera - dont la dimension poétique n'égale que la maîtrise de son moyen d'expression – rend à la photographie son rôle initiatique. Son dernier recueil d'images, La lumière de Claude Monet, est le fruit de plusieurs périples en Normandie, le long...
<i>Pina Inferrera, ou la poésie de la lumière</i><span>Read</span>
L’indagine di Pina Inferrera è rivolta all’esplorazione della realtà circostante, spazia dall’osservazione della natura, l’ambiente e l’uomo, all’analisi di reperti.
Usa la fotografia come mezzo privilegiato per una osservazione reale ed obiettiva, per evidenziare e segnalare, ma non per questo rinunciare alla poeticità della visione.
Parallelamente ha esplorato altre possibilità espressive come video e installazioni, utilizzando reperti industriali ha realizzato opere site-specific dalle dimensioni imponenti, capaci di ridisegnare lo spazio.
Ha focalizzato il suo interesse sull’arte fotografica con l’intento di indagare l’uomo e il suo habitat, le sue immagini si muovono fra reale e surreale, in una natura incontaminata in cui l’uso particolare della luce suggerisce uno spazio spirituale.
La sua ricerca ha l’obiettivo di condividere un percorso dell’uomo contemporaneo analizzando e mettendo a fuoco problematiche ambientali e lo stato d’animo esistenziale, riconducibile allo Stimmung descritto da Heidegger.
L’interesse verso la natura altro non è che una visione dell'uomo come parte intrinseca della natura stessa, una visione panteistica che immagina la spiritualità come la diretta conoscenza ed esperienza dell'universo; attraverso la natura cerca l'umano.
Le sue opere sono pubblicate su cataloghi, libri d’arte, riviste, quotidiani, siti.
Collabora con la galleria Sabrina Raffaghello di Milano, Maria Cilena di Milano, SpazioFarini6 di Milano, Cart di Monza, ha collaborato con Nellimya...
<i>Biografia breve</i><span>Read</span>