Pietro Privitera

Atlante 2016

Spazioborgogno

ATLANTE DI UNA VISIONE FOTOGRAFICA

La terra che nella mitologia Atlante sorregge sulle spalle, il cartografo mercatore volle decifrarla in segni, per ordinarli e raccoglierli in una serie di mappe che aiutassero a orientarsi nel mondo. Anche la fotografia può dirigere il suo sguardo sulla realtà e dare indicazioni per ritrovarsi, come se ognuno delineasse il proprio percorso su una carta geografica personale.
Ma la fotografia contemporanea può andare oltre il vedere e creare una visione del reale, per superare il limite del racconto e creare un distillato di condensa del percepire.
Dall'Atlante fotografico di Ghirri alle sue mappe virtuali di oggi, il paesaggio ha perso la sua necessaria connotazione geografica e il fotografo percorre uno spazio interiore, concetto verso cui confluiscono progetti di mappe personali del mondo. O mappe di mondi personali.
I frammenti dell'Atlante dello Sguardo si compongono e si perdono, come tasselli indefiniti di un mosaico mutevole (o forse mutante) e disegnano figure in continua metamorfosi. Staminali fotografiche polimorfe prestate a progetti molteplici, unità minime di significazione iconica collegate in un senso compiuto: come sosteneva Umberto Eco, le foto sono materie di segni per architetture visive più complesse.
Il mio Atlante 2016 raccoglie immagini da itinerari diversi, eterogenei per tracciati e coerenti nella visione: policromie di oggetti che, senza divenire astratti, cedono parte della loro identità, per mutarsi in icone di spazi, di oggetti e di persone, non luoghi di geografie...
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WUNDERGRAM

Con Instagram, Pietro Privitera subisce l’ennesimo incantamento nella sua carriera di fotografo: costruisce una galleria di immagini, intitolata “Digital Wunderkammer Experience”, una sorta di diario senza reale linearità narrativa che si arricchisce ogni giorno di una nuova immagine, fino a costruire un complesso mosaico di tessere senza alcun referente riconoscibile, se non la sensazione di una continuità emotiva.
Nel suo lavoro su Instagram ogni immagine è autonoma e autosufficiente, il file –ormai bisogna chiamarlo così- non esce mai dal cellulare. Ogni eventuale trasformazione avviene all’interno dello smartphone, tramite apps (software) che riproducono, senza in verità esserne l’imitazione, le elaborazioni di Photoshop.

Il resto è attualità in progress. Nell’ottobre 2015, nello spazio Borgogno di Milano viene allestita una grande mostra di artisti belgi, i Leroy Brothers, dal titolo “Witness your world, testimonies of the network users”. Una piattaforma di immagini, trasferita dal web in galleria, che raccoglie i contributi degli utenti senza limiti geografici. Al suo interno, nell’ambito comune di internet, viene presentata l’avventura Instagram di Privitera, oltre 600 immagini, rinominata per l’occasione “Wundergram: un atlante dello sguardo fotografico”, una raccolta che esce dal virtuale e rende fruibile anche a parete, o comunque extra web sotto forma di proiezione, la fluidità di un lavoro concepito e cresciuto online.

La sua personale Wunderkammer su Instagram è la...
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PIETRO PRIVITERA (1953, Milano)

• 1972 assistente al fotografo di moda Gianbarberis
• 1973-1974 fotografo presso il Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler
• 1975-1982 fotografo per Teatro Franco Parenti, e free lance per B. Wilson, L. Childs, M. Monk
• 1979 laurea in Filosofia all’Istituto di Storia della critica d’arte, Università Statale, MI
• 1981 fotografo per la rivista di moda Linea Italiana
• 1982-1984 lavora a Parigi con il critico Jean Francois Chevrier. Redattore per la rivista Progresso Fotografico
• 1983 fotografo per il gruppo Condè Nast : Vogue Italia, L’uomo Vogue, Vogue Bellezza
• 1987 fotografo per Harper’s Bazaar
• 1989-1992 fotografo di moda a Parigi e a Tokio. Collaborazioni con “L’Officiel”
• 1994-1995 ricerca a Marrakech, ritratti di donne, testo di Tahar Ben Jelloun (censurato)
• 1998-2015 webmaster, ricerche artistiche attuali
Mostre e pubblicazioni:
• 1979 Fotografia e nuovo teatro”, SICOF 79, a cura di Franco Quadri e Ando Gilardi
• 1980 Polaroid stenopeiche, Galleria IL DIAFRAMMA di Lanfranco Colombo, MI
• 1981 Polaroid serien und sequenzen, Pol galerie , Munchen
• 1981 Mimografie, SICOF, Polaroid
• 1981 12 Italian photographers, Istituto Italiano di Cultura, NY
• 1981-1982 Fotografia sperimentale in Italia, a cura di Giuliana Scimè, Museo de arte de Sao Paolo. Fundaçao des Artes, Sao Caetano (BR) Galleria Nazionale delle Arti Estetiche, Pechino
• 1982 Scatola Scenica, pubblicazione con testo...
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