Luca Gilli e Antonio La Grotta

Paola Sosio Contemporary Art

Luca Gilli_Raw State

Gli edifici svolgono da sempre il ruolo di catalizzatori delle nostre esistenze: in essi, attraverso di essi, partecipiamo alla quotidianità della vita, ma anche a molte delle sue “eccezioni” più rilevanti. Li creiamo e modifichiamo continuamente, li frequentiamo assiduamente, con alcuni di loro intratteniamo rapporti talmente intimi che ci condizionano e ci riflettono. In essi impariamo e lavoriamo, ci rilassiamo e divertiamo, sognamo, esprimiamo una parte importante della nostra creatività e del nostro sapere. Tutto ciò, ed altro ancora, si deposita un po’ come l’humus del terreno e, in qualche modo, ci viene poi restituito nel tempo dal loro habitus, dalla loro aura evocativa.
Come la serie Blank, anche questa si concentra sull’interno degli edifici, rivolgendo una maggiore attenzione a quelli con un vissuto e alla sua persistenza. I due progetti si compenentrano, sono la naturale divagazione l’uno nell’altro e restituiscono anzitutto l’esito di un’esperienza intima e agìta nei luoghi, nella loro essenza di spazi incompiuti.
Con nuove e vivide implicazioni, proprio a partire dalle impronte del passato, del suo rapporto fertile e perlopiù irrisolto col presente, in queste fotografie vivono sintomi quali, ad esempio, la leggera vertigine, quella certa ambiguità altalenante, tra compiuto e incompiuto, tra verosimile e vero, tra impossibile e possibile, tra onirico e reale per cui anche ciò che appare in prima battuta irreale svela poco dopo tutta la sua identità referenziale alla...
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Antonio La Grotta_Paradise Discotheque 2014-15

C'era una volta un paese che ballava ai ritmi disco e house da un lato, e a quelli del liscio dall'altro. Facile, oggi, sostenere che i primi erano edifici costruiti senza fondamenta, piante senza radici, mentre i secondi rappresentavano la sana anima popolare del paese, ben radicata nel territorio. L'indagine di Antonio La Grotta non vuole addentrarsi in considerazioni sociologiche, ma rendere visibile un fenomeno evolutivo, con uno sguardo distaccato, da testimone. Paradise Discotheque è un lavoro di documentazione delle discoteche abbandonate degli anni 80/90 nel nord Italia, che ha vinto il terzo posto nella sezione Architettura al Sony World Photography Awards 2015. La Grotta nel suo lavoro affronta sistematicamente un'area geografica abbastanza ampia (il Nord Italia), campionando alcune emergenze particolarmente significative dal punto di vista architettonico o sociale, concentrandosi su un periodo ben definito di costruzione e su definite tipologie architettoniche. Le grandi discoteche emergono come luoghi chiaramente destinati all'uso immediato di una generazione, massimo due, costruiti ben sapendo che sarebbero scomparsi al cambiare delle generazioni e delle mode, oggetti di consumo tra mille altri in una delle province più ricche dell'Occidente. Edifici atti a celebrare un momento ben circoscritto nel tempo e nella sua ragion d'essere. Le discoteche, simbolo dell’edonismo anni ‘80 e ‘90, erano templi di finto marmo adornati con statue greche fatte di gesso, spazi futuristici...
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