Settimio Benedusi

STILL

Settimio Benedusi nasce in provincia, dove passa i primi anni della sua vita cazzeggiando in maniera irresponsabile e inutile. Fa normali studi, leggendo un po’ di tutto ma senza veramente approfondire nulla. A 12 anni gli viene regalata una macchina fotografica, con la quale pensa di rendere le sue giornate adolescenziali un po’ meno inutili. Dopo un fallimentare tentativo di studiare Giurisprudenza si trasferisce a Milano con la speranza di fare il fotografo: sono gli anni ottanta, ci riuscirebbe chiunque, e infatti ci riesce pure lui. Ha un’infinita serie di colpi di fortuna, che lo portano addirittura a scattare per vari giornali e a realizzare alcune campagne pubblicitarie e ritratti a varie persone, più o meno famose. Gira il mondo a fotografare, illudendosi di fare una cosa importante e pericolosa, mentre invece viene semplicemente portato in giro come un fighetto milanese, la cui cosa è d’altronde diventato. In estrema sintesi: è un povero stronzo.

Settimio Benedusi nasce di fronte al mare. Assorbe in maniera bulimica gli stimoli culturali nei quali è immerso, leggendo come un forsennato (Steinbeck!), andando al cinema (il cineforum con dibattito!) e ascoltando ottima musica (De Andrè!). Studiare al Liceo Classico gli fornisce quell’impostazione umanistica che lo porterà a praticare la sua grande passione, la Fotografia, in maniera fin da subito profonda e seria. Si trasferisce ventenne a Milano, dove riesce, nonostante infinite difficoltà, a trovare la propria strada nella Fotografia commerciale, pubblicitaria e...
<i>Settimio Benedusi</i><span>Read</span>
-ES_SENZA: fotografie della mia infanzia recuperate nei cassetti della memoria. Fotografie di me con mio papà Marsilio, mancato nel 2007. Fotografie dalle quali, tramite Photoshop (quindi con il linguaggio della mia contemporaneità) sono andato a fare un’operazione radicale e dolorosa, rimuovendo il mio amato papà. Per andare a verificare se sarebbe successo ciò che speravo sarebbe accaduto: che quel bambino sarebbe rimasto in piedi, sarebbe rimasto felice, sarebbe rimasto sorridente. In una metafora che forse ci riguarda tutti: che nonostante le avversità, nonostante il dolore, nonostante l’ineluttabile destino della nostra vita continuiamo ad essere in piedi, felici e sorridenti. La forza della vita. Stampe uniche al platino palladio.

-NUDI: un corpo femminile lontano dall’estetica corrente, senza alcun intervento che ne ha modificato la sua naturale bellezza. Un corpo vero. Un corpo antico. Fotografato con pellicole polaroid trovate in cantina e scadute da 10 anni, le mitiche 665, che disponevano anche di un meraviglioso negativo. Luce naturale. Il corpo perde la sua identità per diventare una mappa visiva, dove, grazie a doppie e triple esposizioni (quindi niente Photoshop!), trova delle nuove dimensioni, nuove e impreviste identità. Stampe ai sali d’argento.

-MARE: il mio Mar Ligure fotografato con un banco ottico di grandissimo formato, 40 per 50 cm, costruito per l’occasione da Gibellini, in quel di Sassuolo. Negativo in bianco e nero ovviamente dello stesso grandissimo formato. Il tutto per cercare la sintesi...
<i>Tre progetti per MIA</i><span>Read</span>