Enzo Trifolelli

FotoTempismo

M4A - MADE4ART

Immagini di sculture che paiono rianimarsi, rivivere e vibrare, come dimentiche di quel passato in cui la storia le aveva relegate. Non si può rimanere indifferenti di fronte ai loro sguardi che, giunti da tempi remoti, ci osservano inquieti; sguardi che si raddoppiano e si moltiplicano come sospinti da un vortice. La materia stessa della pietra e del marmo a tratti si congela, ma poi si dissolve in traiettorie luminescenti, create dal lungo tempo di posa e dal gesto dell’autore, che si muove attorno a loro come un danzatore attorno a un’antica divinità. Enzo Trifolelli non è infatti interessato a rappresentare in modo “esatto e corretto” i corpi delle statue. E questo perché, come sosteneva Brancusi, lui è consapevole che “ciò che è reale non è la forma esteriore, ma l’essenza delle cose. Partendo da questa verità è impossibile per chiunque esprimere qualcosa di essenziale imitando la superficie esteriore”.Protesi a creare immagini capaci di evocare l’aura e l’anima delle opere di fronte a loro, entrambi questi autori creano fotografie che dematerializzano la statica, monolitica materialità delle sculture; dànno vita a immagini che si rifiutano di raddoppiare la loro immobilità in uno scatto meccanico, privo di anima e raggelato in un unico punto di vista, in un unico istante. Quando le loro immagini sono mosse è perché accolgono il tempo e sono dotate di una vibrazione interna che le sporge sull’orlo di trasfigurazioni aperte verso nuove dimensioni spazio-temporali. Trifolelli però, diversamente da...
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Enzo Trifolelli nasce il 22 Novembre 1951 a Bassano in Teverina, paese situato a nord di Roma nella provincia di Viterbo. Fin dall’età di 14 anni Trifolelli inizia a dedicarsi alla fotografia proseguendo negli anni successivi con le prime esperienze fotografiche in cui evidenzia un suo particolare modo di ripresa: dal basso verso l’alto a ridosso del soggetto, in particolare con il grandangolo per esaltare così il soggetto stesso. Col passare del tempo, queste sue capacità di ripresa gli procurano i primi lavori professionali, tra cui l’incarico di documentare importanti siti archeologici situati nel territorio dei Cimini. Non riuscendo, comunque, a trovare soddisfazione nell’uso prettamente documentaristico della fotografia, rallenta la sua attività per dedicarsi alla pittura. Evidentemente è attratto più dalla concezione artistica che dalla fotografia intesa come semplice documentazione dell’evento. In seguito, dedicandosi alla creatività concettuale della comunicazione con la fotografia, organizza incontri e mostre d’arte. Nel frattempo la fotografia digitale raggiunge la piena maturità e Enzo, intuita l’enorme potenzialità di questo strumento, si fa promotore e fondatore del “Gruppo di Studio Fotografi della Tuscia” con il quale approfondisce gli aspetti tecnici, estetici, concettuali e creativi. Fonda, poi, l’Associazione Sociale/Culturale “IL CASTELLO” in cui riunisce esponenti della ricerca artistica fotografica del Lazio. La sua notorietà gli procura la commissione, da parte della comunità di Soriano...
<i>Biografia</i><span>Read</span>