D. BRAMANTE - D. GOLDANIGA

FABBRICA EOS

FABBRICA EOS

"Tra tutti gli artisti il più terreno è lo scultore, non solo perché plasma materiali che appartengono alla Terra - come la creta, il metallo, la roccia, i diversi minerali -, ma perché, come la Terra, opera con pazienza su una sostanza compatta, resistente, tetragona ai cambiamenti repentini, tanto da modificarsi, allo stato naturale, solo nell’arco d’intere ere geologiche.
Non è un caso, infatti, che a Vulcano, dio patrocinatore di scultori e alchimisti, fossero rivolti gli attributi di quietus e mitis, che ne indicavano il carattere pacato e meditativo, plausibilmente allo scopo di scongiurare le sue improvvide esplosioni d’ira.
Ad ogni modo, la pazienza, giunta agli scultori dal dio greco, quasi per una sorta di filogenesi professionale, ha condotto Goldaniga sulla via di una ricerca etica, umanistica, ma anche profondamente ecologica, dato che quelli di cui si serve per costruire le sue forme sono spesso materiali di risulta, scarti di produzione, objet trouvé.
Come il bricoleur di Claude Levi Strauss, antropologo autore de Il pensiero selvaggio, Goldaniga usa ciò che ha a disposizione, ciò che trova nell’immediato intorno della sua esperienza, per farne l’oggetto di una trasformazione (e di una trasmutazione) che solo riduttivamente possiamo definire “estetica”, ma che, invece, concerne lo sviluppo di una visione più olistica del cosmo e della natura.
[...] Le sculture sono composte con gli scarti della fusione bronzea, frammenti che l’artista salva dalla distruzione, reintroducendoli nel circuito di...
<i>DARIO GOLDANIGA</i><span>Read</span>
"Ogni viaggio inizia sempre da casa"; queste parole appartengono a Davide Bramante, colui che da anni ha fatto divenire l'esposizione multipla un suo marchio di fabbrica.
Il viaggio come si sa è spesso anche utilizzato come metafora della vita, identificandone la visione di quel percorso che mettiamo in atto giornalmente e che come abbiamo detto in principio, parte sempre da casa, cioè dall'intimo, per poi varcare le soglie "dell'individualismo" ed espandersi nel tutto del mondo e quindi dell'altro.
L'alterità non è contingente ma diviene il cardine per poter ideare i luoghi, o meglio questi "riassunti immaginifici" di viaggi, che Bramante riesce a concepire.
Si avvale dell'analogico e pertanto della pellicola, sulla quale fissa su di uno stesso fotogramma da quattro a nove scatti, componendo un'unica immagine che concettualmente ricostruisce un soggetto non esistente nella realtà effettiva, ma che paradossalmente è costituito da più immagini realmente reperibili.
Bramante ama l'arte, la sua formazione infatti proviene dagli studi intercosi in Accademia, dove ha approfondito la pittura e la scultura per poi studiare e confrontarsi con grandi maestri come Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Alighiero Boetti e tanti altri. "Il mio modo di fotografare è identico al mio modo di ricordare, pensare, sognare, sperare, tutto avviene per sovrapposizioni temporali e spaziali", per Bramante quindi l'arte si confonde con la vita, non pone barriere tra l'una e l'altra, anzi cerca in tutti i modi di abbattere i muri del silenzio comunicativo. Nelle...
<i>DAVIDE BRAMANTE</i><span>Read</span>