Biart Gallery

Gli artisti Biart

Biart Gallery

A proposito di BiART Gallery
Questa associazione nasce nel 2012 da una scommessa, un’insolita scommessa
in cui otto persone decidono di mettersi in gioco per fare conoscere la loro
produzione artistica e coinvolgere in questo percorso altri artisti. Lavoriamo
insieme in un’ottica forse non nuova ma ancora fondamentale, quella di creare
dei progetti espositivi che abbiano una dominanza a valenza etico-sociale,
per sottolineare la nostra presenza attiva nella società. Insieme realizziamo
installazioni in ambienti espositivi rilevanti per la loro connotazione, da edifici
a carattere storico ad ambienti industriali dismessi, come fabbriche o negozi
sfitti. Questo per rafforzare il legame fra l’arte e le persone, rafforzare l’idea
che non dobbiamo solo andare in una galleria o in un museo per vedere
espressioni artistiche, ma pensare le città del futuro come spazi espositivi diffusi.
Desideriamo sorprendere, coinvolgere con opere inattese, che invadano sempre
di più la nostra e altrui quotidianità.
Il nostro impegno non è solo legato agli aspetti espositivi ma si pone anche
l’obiettivo di favorire la crescita culturale del territorio, con l’organizzazione
di conferenze e corsi di perfezionamento delle tecniche artistiche. Pertanto
abbiamo organizzato corsi di storia dell’arte, corsi di tecniche sperimentali e
antiche come il bulino, l’affresco e la tempera all’uovo su tavola, per indagare
il valore che possono avere ancora queste tecniche nella espressione artistica
contemporanea. Lavoriamo con docenti che...
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Sono nata e vivo in quella parte della pianura padana dove la terra incontra il mare e la nebbia ne ricopre gli orizzonti.
L’atmosfera respirata al Liceo Artistico di Ravenna, gli insegnamenti
di un maestro come Giulio Ruffini e la fiducia che mi ha sempre dimostrato, che poi negli anni si è trasformata in collaborazione e amicizia, hanno contribuito a creare quella determinazione e energia che occorrono oggi per affrontare un’esistenza nel segno dell’arte, come artista e come insegnante.
Lo studio dell’incisione, a Venezia con Riccardo Licata, mi ha fatto scoprire il valore della costruzione dell’opera secondo una realtà che si compone per linee orizzontali.
Infine la seppur breve frequentazione di Tonino Guerra nell’ultimo anno della sua vita, il suo modo di parlare, di raccontare, che era già immagine poetica, mi hanno portato a leggere la realtà in modo nuovo, con maggiore leggerezza, a trasformarla e a colmarla di significati universali.

L’ambiente, le relazioni umane, l’affermarsi della tecnologia sono gli elementi che cerco di sintetizzare nella mia ricerca artistica, con l’intrigante desiderio, comune a tanti artisti, di dare una mia visione della situazione contemporanea del mondo. La memoria è quel grande magazzino dove immagini, pensieri, esperienze si sedimentano per poi emergere spontaneamente.

Costruisco le mie opere per linee orizzontali, come una talpa entro nelle pieghe della storia del paesaggio, nell’humus della materia, per poi risalire verso il cielo; è un racconto che coniuga...
<i>Habitat</i><span>Read</span>
In famiglia ci siamo da sempre dedicati ognuno alle proprie passioni: mia madre passava il tempo in giardino tra i fiori, mio padre fra i libri a leggere o scrivere, mia sorella a cantare e ascoltare musica, io disegnavo. Quando ho dovuto scegliere che indirizzo di studi seguire, per senso di responsabilità ho pensato che fosse meglio tralasciare le mie passioni artistiche e mi sono orientata verso
una scuola tecnica. Dopo il liceo scientifico mi sono iscritta ad Ingegneria Edile. All’Università ho avuto l’opportunità di studiare col professore Marco Prati che mi ha insegnato la bellezza dell’architettura. Grazie ai suoi insegnamenti mi sono riavvicinata al progetto creativo e all’arte ed ho sentito l’esigenza di dedicarmi di nuovo al disegno. Contemporaneamente al corso di laurea mi sono iscritta alla Scuola d’Arte B. Ramenghi di Bagnacavallo. Qui ho imparato quasi tutte le tecniche artistiche che conosco e col tempo questa scuola è diventata un punto di riferimento importante.
Nei miei lavori utilizzo sempre immagini di geografie aeree o ritagli di mappe ed atlanti.
Fin da bambina ho portato la geografia con me. Tenevo l’atlante stradale in automobile durante le ferie estive e facevo da navigatore a mio padre mentre guidava. Ricordo che cercavo di individuare la nostra posizione esatta
sulla carta facendovi scorrere sopra l’indice. Oggi creo nuovi paesaggi sollevando lembi di vecchie carte. Le mappe ritornano in ogni mia realizzazione, qualsiasi sia la tecnica che utilizzo: diventano fondi nei dipinti, linee nel...
<i>La Scatola delle Lucciole</i><span>Read</span>