raffaele montepaone

raffaele montepaone

Una fotografia non ci parla solo del suo soggetto : ma anche della relazione tra fotografo e soggetto. E tanto più intensa è tale relazione, tanto più riuscirà convincente la fotografia. Perché l'autore della foto ha scelto quel soggetto, e non altri? Perché, avendo fatto mille scatti, ne sceglie due o tre? Perché, d'istinto, sa che solo quel soggetto, quello scatto, ha provocato in lui una reazione, ed è capace di procurarne una simile allo spettatore futuro di quella fotografia.
Alle radici di un'immagine riuscita, c'è lo stupore del fotografo, uno stupore infantile, sia che si trovi di fronte a qualcosa che non aveva mai visto, sia che l'immagine fermata abbia disseppellito dall'inconscio altre immagini colte nel passato, o appartenenti ad un substrato comune a tutti, e poi dimenticate. E lo stupore è una disponibilità, una facoltà all'estasi che quasi tutti abbiamo dimenticato, asfissiati dai doveri dell'ordine sociale, intasati da troppe informazioni e dal trash dei videoschermi.
Se è vero che "gli archetipi si trovano a una profondità che le parole non attingono" (E. Zolla), solo le immagini, anche quelle fotografate, riescono ad attingerli, a giungere a quelle profondità, ad andar dritti fino all'archetipo.
Queste premesse servono forse a spiegare il fascino intenso-uno sconcerto, una sorpresa, un dejà vu- che proviamo guardando le fotografie di Raffaele Montepaone.
Vi sono dunque immagini perenni, che sfuggono allo scorrere del tempo, e immagini archetipe, che fissano idee, racchiudono significati generali,...
<i>IMMAGINI ARCHETIPE</i><span>Read</span>
Nato a Vibo Valentia nel 1980 è sin da piccolo attratto dall’affascinante mondo della fotografia , a soli 12 anni inizia a frequentare lo studio fotografico di famiglia dove cura maggiormente l’aspetto tecnico e teorico, nel momento in cui prende in mano una 35mm esplode tutta la sua passione ed inizia un percorso di crescita e ricerca. Si orienta verso il reportage e la fotografia antropologica, la sua è un’intima indagine umanistica. Il primo progetto, al quale continua a lavorare, è un inno alla vita: “Life” nel quale racconta attraverso occhi, volti, mani segnate dal tempo, la vecchia Calabria e la sua dignitosa bellezza.
Repubblica lo nota sin da subito e gli dedica una galleria fotografica
Per un decennio collabora con le testate locali Calabria Ora ed il Quotidiano della Calabria.
Nel 2006 viene chiamato a curare la fotografia per la società sportiva Tonno Callipo Vollley
Nel 2007 pubblica il volume-documento “3 Luglio 2006” suggestivo racconto fotografico sull’alluvione di Vibo Valentia, il ricavato lo devolve in favore della popolazione colpita.
Nel 2014 partecipa all’Etna Photo Meeting a Catania .
Nel 2014 vince il premio Affordable Art fair ed espone a Milano tra i giovani emergenti, dove conquista la critica meneghina.
Awards ai FIOF 2014 , Menzione d’onore ai Fiof 2015.
Vincitore premio speciale Talent Prize 2015 che gli permette di esporre la sua opera
“Memoria”al museo Pietro Canonica di Roma.
Nel novembre 2015 espone a Parigi al Caroussel du Louvre galleria Spazio Farini 6 .
A gennaio 2016...
<i>Biografia</i><span>Read</span>