Ulderico Tramacere

Arneo

Preliminarmente, occorre una precisazione geografica: l’Arneo è un territorio in provincia di Lecce, che si affaccia sullo Jonio, a sud di Taranto (…) ma proviamo a rispondere non più muovendo dalla storia o dalla geografia ma dalla concreta esperienza che emerge dalla riflessione fotografica.
Arneo è una condizione dello spirito; è un tempo sospeso, per niente perduto, semmai ritrovato; è una linea di confine; è l’immagine di un’amara considerazione sulla storia; forse, è un’utopia. É di certo una linea d’ombra, anzi di ombre, che in questo libro può alludere anche a un recupero amoroso, a un sereno confronto, ad una agnizione del fotografo verso la sua storia e verso la sua terra.
In ogni caso, ora e qui, è un lavoro fotografico dove queste constatazioni, ed altre vicende, sono sintetizzate ed espresse fotograficamente in maniera adeguata quanto egregia (…) cercando di formulare, in personale rappresentazione, il “segno” di una poetica capace di risolvere quelle difficoltà che ogni artista del Sud incontra quando deve esprimere proprio il Sud (leggasi la perspicace e illuminante nota introduttiva al libro di Ulderico scritta da Ferdinando Scianna).
Vediamola da vicino questa poetica: c’è il pudico omaggio alla tradizione dei fotografi meridionalisti, la raffinata citazione del bianconero di Biasiucci, la lirica drammaticità di derivazione giacomelliana; perfino un recuperato Berengo Gardin; ma c’è pure la grazia di Pasolini che spinge a guardare con tenera benevolenza alle persone tutte, e l’ironia...
<i>Che cos’è l’Areno?   ita/eng</i><span>Read</span>
Ci sono fotografi di ricerca che ricercano, ricercano e non trovano mai niente, salvo le facili approvazioni di chi scambia ogni giuoco per novità.
Ma non esistono linguaggi davvero nuovi che non scaturiscano dall’autenticità del perché.
Se parti dalla fotografia non arrivi a nient’altro che alla fotografia.
(…) Conosco Ulderico da qualche anno, ormai. Sono sempre stato stimolato dalla sua passione, dal suo talento, dal suo istinto di fotografo.
Non ha lasciato la sua terra Ulderico. Sapeva, evidentemente, che non da tutto si può fuggire, meno che mai da se stessi.
(...) Si è accorto che le sue sperimentazioni, le sue ricerche avevano un terreno con il quale misurarsi, uno specchio dentro il quale riconoscersi. Che la sua lingua cercata e sperimentata poteva essere attuale, magari contraddittoriamente, ma senza essere fine a se stessa.
Questo bel lavoro, struggente, è nato velocemente. Ma io ci vedo più il riflesso di un’urgenza che l’impazienza di fronte agli approfondimenti che potranno venirne, che matureranno, che verranno.

A consequence of the Urgency

There are some research photographers who research and research but do not find anything but the easy approval from those who mistake every game for something new.
Actually, no new languages can exist unless they originate from the authenticity of the “why”.
If you start from the photography you end up with nothing but the photography.
(...) I’ve known Ulderico for some years now. I have always been moved by his passion, by his talent, by his...
<i>Il riflesso di un’urgenza   ita/eng</i><span>Read</span>
Pure qui hai dato scandalo mostrandoti Re Nudo.
E che lotte ho sostenuto per difenderti da tutti quelli che con il sorrisetto facevano spallucce!
Noi sappiamo bene che la banalità era nei loro occhi, non nel tuo.
Ma ciò che oggi li fa cadere dalla “sedia” delle loro convinzioni è questo tuo nuovo libro “Arneo”.
Perché cadono dalla loro sedia?
Perché va in crisi il loro sommario giudizio su di te dovendoti riconoscere in quell’unicum di frammenti dell’Arneo sia la forza della ricerca operativa, classico modus operandi del talento, che il trasformismo intellettuale, caratteristica forma mentis del genio, o, come ti ho definito sopra, genio che sta per sbocciare.
Tu non hai fatto solo racconto fotografico di un luogo ma, in un certo senso, sei andato alla ricerca del Genius Loci dell’Arneo.
Nella civiltà etrusca e romana il Genius Loci era una sorta di entità naturale e soprannaturale legata ai luoghi.
Ecco, per me tu sei andato alla ricerca del Genius Loci dell’Arneo prendendo dei “frammenti” di luce ed ombra che meglio rappresentassero le tue emozioni.
Emozioni che fai diventare anche le nostre.
Con il fine di catturare forme e luci, senza la devianza del colore, hai impressionato delle immagini come “orma” delle tue emozioni e dei tuoi sentimenti ascoltando sempre più la voce del cuore che quella della ragione.


Looking for the Genius Loci

Even here you made a scandal in showing yourself as the “Naked King”.
You even do not know how many fights I struggled in order to defend you from...
<i>Alla ricerca del Genius Loci   ita/eng</i><span>Read</span>
Sono nato nel 1975 in un piccolo villaggio del sud Italia. Sono caduto nell’acqua bollente, dalle scale, dalla bici e da cavallo. Il primo incidente in moto a sei anni; anche il primo trasloco. Diverse fratture: clavicola, costole, tibia e perone... Diversi punti di sutura... diversi. Il giorno della prima comunione è morto mio padre. Appendicite, mononucleosi, apparecchio, scarpe ortopediche, calze ricamate, pianoforte, due auto distrutte, un divorzio e traslochi, traslochi, ancora traslochi. A sedici anni la prima foto: un autoscatto mentre tento di far brillare un ordigno rudimentale costruito in casa di nascosto. L’innesco fu più veloce dell’otturatore: finii in ospedale con la faccia ustionata e la mano da ricucire... Sono un fotografo; con la stessa dedizione che avrei avuto nel fare il pilota, il pompiere, il palombaro, l'inventore, il poeta, il pittore. Faccio fotografie e non voglio informare; mi piace invece pensare che le mie immagini creino, stimolando il desiderio dell'informazione.


I was born in 1975 in a little village in Southern Italy. I fell into hot water, from the stairs, from a horse back. My first motorbike accident was when I was six; also my first relocation. I broke many of my bones: clavicle, rib, tibia, peroneal... I also had many stitches... many. The day of my Holy Communion my father died. Appendicitis, teeth retainer, orthopedic shoes, embroidered socks, relocations and relocations again. Two destroyed cars, a divorce. When I was 16 my first photograph. It was a self-portrait while I was secretly...
<i>Bio   ita/eng</i><span>Read</span>
Partendo da oggi e tornando agli inizi: breve elenco cronologico dei miei lavori.

Ho iniziato a lavorare sul progetto “Film plastici” nel 2016, con la presentazione dei due portfolio “Pluriball” (sul terremoto che ha colpito il Centro Italia) e “Cellophane” (sul campo profughi di Idomeni).
Nel 2015 ho pubblicato "Arneo", un libro a tiratura limitata e numerata, con l’introduzione (e il preziosissimo supporto intellettuale) di Ferdinando Scianna (Ed. Grifo, Lecce, 2015); curatrice e traduttrice dei testi Chiara Agagiù. Le presentazioni del libro e le mostre hanno avuto luogo a Lecce, Roma, Milano, Modica, Siracusa.
Nel 2014 ho concluso il portfolio “La Piovra”, il quale oggi per me rappresenta il progetto embrionale di ciò che, in seguito, è divenuto Arneo. “La Piovra” è stato esposto al CIFA, Centro italiano della Fotografia d’Autore (Bibbiena, AR). Nello stesso anno ho mostrato per la prima volta al pubblico un’edizione limitata del“Liber Monstrorum de diversis generibus” presso la fiera Art Vilnius (Lituania) con la galleria Riva Arte Contemporanea. Si tratta di un lavoro artigianale, nel quale le stampe fine art sono state trattate con vernici e smalti autoprodotti e montate in cornici ugualmente lavorate, ottenendo così pezzi unici in cui traspare la mia passione per l’artigianalità.
Nel 2012 il bestiario “Liber Monstrorum de diversis generibus” è stato esposto per la prima volta al CIFA, Centro italiano della Fotografia d’Autore in Bibbiena (AR). Nello stesso anno è stato pubblicato...
<i>CV   ita/eng</i><span>Read</span>