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Il Professore Phil Shaw è un Inglese, innovativo creatore di stampe digitali,che produce immagini iper realistiche e di grazed ricchezza concettuale.
Le sue riproduzioni di librerie mettono in questione l’evoluzione della parola scritta nell’ era digitale e cambio di significato dell’inter-testualita’. Mostrando libri su uno scaffale, i titoli vengono mescolati, creando inaspettate connessioni e nuove dinamiche. Queste sono immagini da esplorare e rimanerne intrigati; sono intelligenti, divertenti, inaspettate e belle.

Essendosi laureate con un dottorato in ink technology , Shaw usa uno specifico processo di stampa, su carta Hahnemule, basato su otto colori. E stato professore ordinario di Printmaking alla University of Middlesex, dove ha insegnato dal 1980.

I suoi lavori sono ció che lui descrive come:

‘domande che si relazionano con ció che crediamo, quello che pensiamo di credere, e ció che ci viene detto di credere. Probabilmente il risultato di una educazione fondamentalista. Sono sempre stato interessato dalla possibilità che le cose non siano ció che appaiono e certamente non quello che ci viene detto che sono. Come risultato, considero la maggior parte di credenze (anche quelle scientifiche) come dogmi. E mi diverto a prendere in giro questi dogmi – ovunque si possano trovare. I titoli dei libri sono tutti autentici (a parte per la serie Fiction / Friction). Non avrei potuto fare altrimenti. Tutti questi sono nella British Library Catalogue.'

Gli è anche stato commissionato da David Cameron...
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I dipinti di Emily Filler camminano sulla linea tra immaginario e realtà.

Come in un collage, il suo lavoro prende forma da cose che vede, cose che rimangono nella mente. Filler è una collezionista di immagini – motivi di tessuti, immagini di libri, riviste, il suo ambiente e fotografie. Eppure, il suo lavoro, quando finito, non appare come un collage, ma come un’unica imagine.

Nessun quadro viene prima pianificato, e quando lo è, diventa velocemente qualcos’altro. Le osservazioni diventano una parte molto importante del processo – una pennellata puó cambiare l’intera direzione del dipinto. La mano dell’artista è chiaramente visibile nel lavoro, sperimentando con diversi assemblaggi di colori, forme, mark-making e finiture. Molte aree sono lasciate selvagge e gestuali e producono la parte piú preziosa. Filler, inoltre, lavora molto con il rimuovere materiale dalla tela – grattando via aree di pittura su cui ha speso ore prima. Questo modo di sperimentare spesso offre nuove vie e modi di continuare il dipinto – tornando indietro vede qualcosa che non sarebbe mai stato possibile raggiungere semplicemente andando avanti.

Filler lavora in Toronto e le sue opere sono state esibite in Canada e possono essere trovate in private e pubbliche collezioni in Nord America.

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English

'Emily Filler's paintings walk the line between the real and the imaginary.

Like a collage, her work is pieced together from things she has seen, things that linger in her mind. Filler is a collector of...
<i>Emily Filler</i><span>Read</span>
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Rose Blake e una illustratrice, ed e anche un'artista. I suoi lavori mettono sempre in competizione la nozione che entrambe le pratiche devono mantenere separate: che un'illustrazione non puó mantenere un suo senso individuale se non accompagnata dal suo testo, nello stesso modo in cui un dipinto, invece, contiene sempre un suo senso compiuto.

Scegliendo come soggetto delle sue opere vaste scene di musei, Blake cattura la vita frenetica di una galleria. Una coppia si scambia dei fiori, un bambino cammina mano nella mano con i suoi genitori, un orsacchiotto di peluche viene quasi perso nel momento e un amante di yoga si fa intrattenere da un gruppo di studenti con zainetti abbinati.

Ogni carattere disegnato digitalmente contribuisce al formarsi di una ricca scena narrativa e hanno tutti una loro vita e personalità. L'arte sul muro, che Blake dipinge a mano, ha anche una propria storia. Con un senso di stile meta-artistico, i musei da lei immaginati diventano dei giocosi forum dove viene ridefinito il concetto del 'valore di esibire'.

Blake ha studiato Illustrazione e Animazione alla Kingston University dove ha ricevuto il D&AD Best New Blood Awarde ha continuato con un MA alla Royal College of Art. Blake ha lavorato come illustratrice per il The New Yorker, The New York Times, The Telegraph, The Sunday Times, The BBC e Tatler.

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English

Rose Blake is an illustrator. And she is also an artist. Her work constantly challenges the notion that the two practices must be kept separate, that an...
<i>Rose Blake</i><span>Read</span>
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'Il mio lavoro è astratto ed espressivo, il che significa che non uso alcuno schizzo o altri modi preparatori prima di iniziare a dipingere. I miei dipinti evolvono mentre pitturo, e lavoro in modo molto spontaneo e intuitivo.'

Morten Lassen è un pittore astratto Danese, che vive a Copenhagen. Ha esibito estensivamente in Gran Bretagna, Scandinavia, Germania e Australia. Lavora in una serie di tele per volta, costruendo diversi strati di olio, in discrete griglie di texture e colore.

'A volte il dipinto cambia drasticamente durante il processo di stratificazione del colore. Ci vogliono dai quattro ai sei mesi per completare un gruppo di tele e durante questo periodo il lavoro subisce grandi trasformazioni di colore. Sono questi cambiamenti che compongono il quadro, ed è solo grazie a questo processo che il dipinto diventa quello che è. Questo viaggio non puó, mai essere saltato.'

L'opera di Lassen ha ricevuto molti seguaci. Nel 2011 il Wall Street Journal - in un articolo su investimenti in Fine Art contemporanea - ha nominato lui come artista da 'tenere d'occhio'. Ha dipinti in molte collezioni pubbliche e private come Danske Advokater; the Ministry of the Interior and Health; IBO, Herlev; Den Danske Bank, Haderslev e Ålborg Universitet.

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English

'My work is abstract and expressive, which means that I don't use sketches or other kinds of preparatory work before starting on a painting. My paintings develop as I am painting, and I work very spontaneously and intuitively. '

Morten...
<i>Morten Lassen</i><span>Read</span>
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Jackie Case è una giovane artista di Melbourne, la quale si specializza in piccoli disegni a matita molto dettagliati, spesso particolari e sempre intriganti.

Ha studiato come designer grafica a Melbourne prima di intraprendere la carriera da artista. Nel suo lavoro ha creato un mondo molto personale di uccellini supereroi, elefanti contemplativi, bambini consapevoli e alberi fragili. La sua linea è incredibilmente delicata e precisa, che traccia usando ció che lei stessa descrive come 'una matita nera di grande qualità' e una mano molto consapevole.

'Tutto mi ispira' confessa Case. 'Mi viene spesso chiesto come mi vengono certe idee e non so cosa rispondere. Semplicemente apro la mia mente e vedo cosa vi rimane impresso. Non mi stresso al riguardo, c'è sempre qualcosa da trovare se cerco bene. Ed è anche piacevole sedersi di fronte a un bianco pezzo di carta. Ció che nasce da qui sono di solito i miei disegni migliori e riesco a vedere solo dove mi portano.'

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English

Jackie Case is a young Australian artist - based in Melbourne - who specializes in very detailed, often quirky and always intriguing small-scale pencil-drawings.

Case trained as a graphic designer in Melbourne before embarking on an artistic career. In her work she has created a highly-personal world of superhero budgerigars, contemplative elephants, knowing children and fragile trees. Case's line is extraordinarily delicate yet precise, made with what she describes as 'a good quality strong black pencil' and a very assured...
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Riciclando giocattoli per bambini per costruire le sue sculture, Bradford fornisce un commentario stimolante sul consumismo e la commercializzazione, insieme a mostrare la precarietà della moda di oggi. Essendo laureato in pittura e film, ha anche insegnato in Fine Arts alla San Diego State University.

I suoi lavori vengono collezionati in sedici diversi paesi e ha ricevuto interesse da molte istituzioni prestigiose, incluso il dipartimento per bambini di Selfridges. Bradford ha collezioni permanenti all'Eden Project, Hamley's London e Ripley's Museum London così come solo esibizioni all' Envie D'Art Paris e Lola Nikolaou in Grecia.

Gli sono stati commissionati lavori da diverse compagnie globali, tra cui anche Coca Cola. In uno dei suoi ultimi progetti, chiamato 'Phoenix Rising', ha costruito figure enormi di legno lungo tutta la costa sud di Inghilterra, le quali ha lui poi decostruito con spettacoli pirotecnici. Questo progetto è stato supportato dall' Art Council for England.

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English

Reclaiming children’s toys to craft his sculptures, Bradford fosters a thought-provoking commentary on consumerism and commodification, as well as showcasing the transience of modern fads and fashions. Qualified in both painting and film, he also lectures in Fine art at San Diego State University.

His work is collected in sixteen countries, and has had interest from several prestigious institutions, including the children’s department of Selfridges Department Store. Bradford has permanent collections at...
<i>Robert Bradford</i><span>Read</span>
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'I miei dipinti contengono elementi di finzione e realtà e prendono forma attraverso una serie di modi diversi. Disegno da un gruppo di immagini che sono prima modificate digitalmente e servono come punto iniziale per una pratica basata su un lungo processo.

I dipinti trovano se stessi in una simulazione di realtà, presentando una estetica iper reale che si innalza a una finitura simile a uno schermo. Aerei in prospettiva vengono mossi, appiattiti o estesi, cambiando la nozione di profondità dell'immagine e presentando una distanza simultanea e magnifica che offre diversi modi di leggere il dipinto. Anche se l'estetica del lavoro suggerisce una esperienza digitalmente mediata della scena urbana, pittura spezzata e colata inserisce il dipinto in una piú tradizionale nozione di materiale.

Le scene trattano con la natura del postmodernismo e come quest'ultimo è affetto dagli spazi fabbricati.

La creazione di modelli e scene, che serve come referenza materiale, aggiunge un ulteriore significato al lavoro. Alcuni elementi sono scannerizzati e messi insieme direttamente da set di film - una parte del mio lavoro che serve a rinforzare la generale estetica dell'immagine fabbricata, anche prendendo in prestito la retorica della fotografia storica.'
Laurence Jones

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English

'My paintings incorporate elements of both fiction and reality, and are brought to fruition through a varied means of production. I draw from a pool of collected images that are then digitally edited, and serve as a starting...
<i>Laurence Jones</i><span>Read</span>
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Barbara Macfarlane è una pittrice che cattura l’essenza e il dramma di spazi aperti, studiando elementi contrastanti come terra, cielo e acqua, come questi prendono luce, come si incontrano e mescolano insieme. Ricerca queste caratteristiche attraverso una vasta area di terreni: dal West Sussex alle soleggiate colline del Sud di Francia, le isole Greche e piú recentemente le mappe di città storiche e panorami di città moderne.

Il suo medium è pigmento su carta e i due elementi condividono una quasi eguale importanza nella sua arte. Lavorando spesso su larga scala, fa in modo che la carta, fatta a mano, prenda un ruolo da protagonista nel suo dipinto. Mettendo questa a contrasto con intense pitture a olio, luminosi acquarelli e segni di carboncino, e lasciando a nudo certe aree, Macfarlane raggiunge un senso di unità e luminosità unico nei suoi dipinti.

Nell’estate del 2012, Macfarlane ha iniziato a investigare antiche mappe del Diciottesimo e Diciannovesimo secolo, usando queste come punto di partenza per i suoi nuovi lavori. La mappa di Londra di Weller del 1862 è stata l’ispirazione per la serie Red London che è stata seguita poco dopo da una serie su Parigi e New York.

Nel Novembre 2013, Macfarlane ha avuto un sell-out solo show alla Rebecca Hossack Art Gallery in New York.

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English

Barbara Macfarlane is a painter who captures the essence - and the drama - of wide-open spaces, for the contrasting elements of land and sky and water, for how they take the light, for how they meet...
<i>Barbara Macfarlane</i><span>Read</span>
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Neo Zelandese, Rob Tucker pittura convincenti nature morte, usando olio, grafite e resina su legno per creare una esclusiva finitura laccata lucida. Le sue creazioni hanno ricevuto un riconoscimento mondiale: Tucker ha partecipato a esibizioni di successo negli Stati Uniti, Asia, Australia e Gran Bretagna ed è stato menzionato nell’Art Melbourne’s New Generation Platform nel 2012, una presentazione di artisti emergenti che meritano una particolare attenzione da collezionisti e investitori. Nello stesso anno è stato premiato con la Royal Overseas League Visual Arts Travel Scholarship. Tucker ha anche esibito alla Royal Academy.

La sua tecnica combina dipinti riccamente lavorati e mark-making. Cosi come lui spiega:

‘Mi piace celebrare e glorificare il soggetto del vivere con il mio stile organico e naïve di dipingere. Il mio lavoro e molto stratificato. Scolpisco un'impressione di pittura e mixed media su tavola.’

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English

New Zealander Tucker paints compelling still lifes, using oil, graphite and resin on board to create a distinctively rich, lacquered sheen. His creations have acquired international acclaim. Tucker has held successful exhibitions in the USA, Asia, Australia and the UK and was featured on Art Melbourne’s New Generation Platform in 2012, a showcase for emerging artists deserving serious credit from collectors and investors. In that same year, he was awarded the Royal Overseas League Visual Arts Travel Scholarship. Tucker has also exhibited at the Royal Academy.

His...
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Le sculture anti-eroiche di Ross Bonfanti sono energizzate da una tensione tra il delicato e il forte, il fisso e il flessibile. Con uccelli che dondolano precariamente da una sbarra di ferro, orsetti incastrati in torri e orsi in bilico su lattine arrugginite, qualsiasi previsioni di peso, leggerezza, texture e forma vengono completamente destabilizzate.

Le creature di Bonfanti sono formate dal cemento, attrezzi e peluche riciclati, tutti provenienti dalla città nativa dell'artista, Toronto. Ma come ridefinisce i corpi infilzandoli con chiodi e altro materiale, Bonfanti lascia deliberatamente alcune tracce degli originali: i nasi di feltro, la pelliccia e i loro occhi di vetro. Le sculture trovano posizione in un peculiare stato di intramezzo: anche se fortificati per modernità e urbanistica, lo charm dei tempi passati puó ancora essere avvertito.

Bonfanti e vastamente riconosciuto dai maggiori collezionisti in America e Inghilterra. Ha lavorato per diverse collezioni in Canada così come per il Hirshhorn Museum, allo Smithsonian Institute, Washington.

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English

The anti-heroic sculpture of Ross Bonfanti is energised by a tension between the delicate and the sturdy, the fixed and the flexible. With tufted birds dangling precariously from wrought-iron bars, teddies stacked in haphazard towers and woodland bears balanced on rusted cans, expectations of weight, weightlessness, texture and form are fully de-stabilised.

Bonfanti's concreatures are created from cement, hardware materials and...
<i>Ross Bonfanti</i><span>Read</span>
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'Un desiderio di essere altrove è un tema centrale del mio lavoro.Approccio l'esperienza dell'Unfulfilled Desire come condizione in cui Heimweth (il conosciuto) e Fernweth (il non conosciuto) si incontrano. L'urgenza di lasciare indietro l'inevitabile implica la perdita e l'addio. Voglio creare un confine metaforico percepibile che isola il qui e adesso da altre realtà - passato, futuro e immaginario.

Nella serie chiamata Saudade rappresento questo confine come uno fisico. Una scena viene mostrata dal finestrino coperto di pioggia o invaso dalla luce del sole di una macchina. Spesse gocce danzano sullo schermo o sono schiacciate sui lati, mandate via dai tergicristalli. Lo strato di acqua e riflesso del sole sul vetro che sarebbe altrimenti invisibile deforma parzialmente la scena. Questo perturbante strato è sempre presente, qui e altrove. Lo schermo rivela il mondo desiderato e lo esclude allo stesso tempo.

Nei miei piú recenti lavori, la cima di montagne luminose portano gli occhi verso l'infinito. I riflessi rossi del sole sulle cime delle montagne coperte di neve appena prima dell'alba o il tramonto, annunciano la prominente rivoluzione, il cui inizio non è peró ancora, o non piú, visibile. La volatilità del fenomeno esprime il desiderio irraggiungibile.'
Esther Nienhuis
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English

"A desire to be elsewhere is the central theme of my work. I approach the experience of Unfulfilled Desire as a condition in which Heimweh (longing for the known) and Fernweh (longing for the unknown)...
<i>Esther Nienhuis</i><span>Read</span>
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‘Se a Londra sappiamo qualcosa di piú sull’arte Aborigena Australiana rispetto a qualche anno fa, è probabilmente grazie agli sforzi di Rebecca Hossack.’

Subito dopo aver fondato la sua prima galleria a Londra nel 1988, l’Australiana Rebecca Hossack ha guadagnato una particolare reputazione per le sue innovative esibizioni di arte Aborigena. La sua è stata la prima galleria a presentare arte Aborigena in Europa, e il suo spazio in Conway Street contiene una collezione permanente.

Dalla nascita della galleria, Hossack ha regolarmente curato mostre Aborigene conosciute come Songlines Seasons. Nel 1990, ha lavorato con Clifford Possum Tjalpaltjarri. Forse il piú famoso artista Aborigeno, Hossack ha assicurato due appuntamenti per lui e Sua Maestà La Regina, la quale ora possiede un quadro dell'artista come sua collezione personale. Possum è stato il primo Aborigeno ad incontrare un regale.

La Rebecca Hossack Art Gallery presenterà una speciale collezione di quadri Aborigeni – questi misurano 30 x 30 cm ciascuno e rappresentano il deserto dall’alto, i suoi luoghi sacri e i buchi d’acqua. Ognuno rivela le storie e creazioni di miti che avvengono nel Dreamtime e le connessioni degli artisti con il loro paese così come le leggende tradizionali che vivono nell’atto di dipingere.

Queste tele vengono da una comunità Aborigena basata a 300km da Alice Spring ed è formata da famiglie che si ritrovano insieme condividendo la cultura Walpiri. Tutte le generazioni della comunità sono presentate nella...
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L’arte di Alasdair Wallace è pervasa da surrealismo e da quotidianità. I suoi dipinti così riccamente lavorati e allusivamente pianificati presentano un mondo che è riconoscibile e inaspettato allo stesso tempo: un mondo pieno di strane giustapposizioni e inspiegate presenze.

Wallace vive e lavora a Glasgow, e i confini della città forniscono un motivo ricorrente nelle sue opere. Trova uno spazio ricco per la sua artistica immaginazione nel margine tra la città moderna e la campagna che lo circonda. Da questo ricava una visione unica, toccata dall’umorismo, mistero e un sottile senso di pathos.

‘È una vita strana’, dice Wallace ‘e cammino attraverso questa ritraendo insieme influenze ed esperienze per farle diventare assurde icone.’

Wallace ha studiato alla Glasgow School Of Art (dove ha vinto il J.D. Kelly Award come piú promettente studente dell’anno). Esibisce regolarmente alla Royal Scottish Academy e nel 1999 la RSA lo ha presentato al Guthrie Award. Nel 2001 ha vinto il Noble Grossart Painting Prize. Il suo lavoro è anche stato incluso nella piú importante presentazione di pittura scozzese alla Flaming Collection Gallery a Londra nel 2009. Wallace ha inoltre esibito nello show annuale della Royal Scottish Society of Painters in Watercolours nel 2015, dove ha vinto due premi, the House for an Art Lover prize e il Walter Scott Prize

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English

Alasdair Wallace's art is suffused with the surrealism of the everyday. His richly worked and allusively plotted paintings...
<i>Alasdair Wallace</i><span>Read</span>