Quando, Quando, Quando

Affordable Art Fair Milano

Saluteremo dalla nostra finestra
il tempo che passa
e se passando ci riconoscerà
anche il tempo perduto
anche il tempo sbagliato
ci risponderà
Gianmaria Testa, Canzone Del Tempo Che Passa, 1999


Quando, Quando, Quando è una mostra collettiva che presenta una serie di approcci di giovani artisti al tema del tempo e alla sua percezione. La modernità propone temporalità discontinue, alternate, liquide. Quest’ultimo termine, divenuto metafora in ogni settore, definisce il paradigma ontologico della contemporaneità; si vive ormai in una società accelerata, contrassegnata da tempi e dinamiche indotti da un mondo globalizzato i cui confini appaiono sempre più labili e dove un costante progresso tecnologico impone di mantenere lo sguardo fisso al futuro. Ci si chiede continuamente quale e come sarà il prossimo modello di Iphone, o di Ipad o le nuove applicazioni che qualcuno prima o poi inventerà. Ma guardare al passato e allo scorrere del tempo-che-è-stato resta un’esigenza, un desiderio esaudibile grazie a quella stessa rivoluzione tecnologica che scandisce ritmi e definisce spazi. L’idea di focalizzare una mostra su questo tema nasce da due necessità: da un lato, l’importanza di definire il profilo di giovani artisti che si apprestano a maturare e, dall’altro, problematizzare l’atteggiamento di un giovane artista nei confronti del passato e dello scorrere del tempo.
Le finestre da cui salutare il tempo che passa, anche quello perduto, quello sbagliato, diventano quindi lo schermo di un computer, di uno...
<i>Quando, Quando, Quando</i><span>Read</span>
Veronica Bisesti
( Napoli, 1991. Vive e lavora a Napoli)

Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, espone nel 2012 a Bologna, al Museo Civico d’Arte Industriale, per la mostra “eterne partenze” a cura di Alfonso Fraia. Nel 2014 partecipa al workshop “Museo della normalità europea” con Jimmie Durhan e Maria Thereza Alves; espone in “l'arte è donna”, a cura di Olga Scotto Di Vettimo, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli; è vincitrice del concorso “Sette opere della misericordia” curato da Mario Codognato e Maria Grazia Leonetti e sempre nello stesso anno partecipa alla collettiva “Disegno” presso la Casa d’Italia di Montrèal in Canada. Nel 2016 espone all’interno della collettiva “Doppio stallo” presso la galleria Primo Piano di Napoli.

untitled (keep within compass and you shall be sure, to avoid many troubles which others endure)

2017 | stampa fotografica su carta cotonata | 35x25 cm (43x33 cm con cornice)

La stampa, risalente al 1785 e conservata attualmente al British Museum di Londra, rappresenta al centro una giovane donna il cui raggio d’azione è racchiuso in un compasso. Si tratta di uno spazio simbolico entro cui ogni donna doveva, secondo l’opinione dell’epoca, rimanere per sentirsi al sicuro e per evitare situazioni di vita disonorevoli e umilianti. Nei quattro angoli le illustrazioni delle eventuali ripercussioni cui rischia di andare incontro uscendo da tale area: in alto a destra una madre ebbra non si prende giusta cura del suo...
<i>Veronica Bisesti</i><span>Read</span>
Roberta Busechian
(Trieste, 1990. Vive e lavora a Milano)
Laureata allo IUAV di Venezia, nel 2012 si trasferisce Berlino dove consegue la laurea specialistica presso l’Universität der Künste Berlin - Facoltà “Art in Context”. Da allora alcuni dei suoi progetti si configurano tra le arti visive, l’arte nello spazio pubblico e le installazioni sonore. Partecipa a mostre collettive e personali tra Venezia, Verona, Vicenza, Trieste, Nova Gorica (Slovenia), Berlino; presenta performances sonore presso Festival internazionali come Hoergerede-Elevate Festival Graz (2014) e Transmediale Vorspiel a Berlino (2015), mentre dal 2013 si occupa parallelamente di musicoterapia con i pazienti affetti da demenza presso le case di riposo a Berlino. Da alcuni anni tiene workshop e conferenze sulle installazioni sonore e la sound art tra Italia e Germania; nel 2015 è stata assistente dell’artista Bill Fontana. È docente presso il Master Sound Art (Ard&nt Institute:Accademia di Brera e Politecnico di Milano); scrive per il magazine DIGICULT ed è la fondatrice di spazio (T)Raum, uno spazio espositivo no-profit dedicato alla sound art con base a Milano.

Technoromantic
2017 | Installazione | Cemento, arduino e display LCD, sale, zaino | 100x100 cm


Technoromantic è un’installazione site-specific che approfondisce la relazione esistente tra la musica techno anni 90', con i suoi riferimenti alle droghe sintetiche e all'avanzamento tecnologico, e il boom di internet. Si tratta della riproposizione fisica di un termine, infornografia, tratto...
<i>Roberta Busechian</i><span>Read</span>
Charlie Dippold
(Collettivo, Torino, 199*. Vive e lavora tra Torino e Venezia)

Charlie Dippold è un'identità nascosta dietro un'identità di idee.
Charlie Dippold è comunità. Qualcuno lo chiamerebbe collettivo.
Charlie Dippold è un esploratore, disegna mappe e cartine geografiche, ma spesso preferisce perdere l'orientamento.
Charlie Dippold è lui e lei e lei e lui.
Charlie Dippold nasce a Torino, studia a Venezia, vive per mare senza una direzione ma con in testa una destinazione.
Charlie Dippold ha bisogno di dire, ma spesso preferisce fare vedere.
Charlie Dippold guarda il mondo con tre occhiali diversi .
Charlie Dippold è l'ottico del paese.


Grazie e Arrivederci
2017 | installazione | cornici, carta, scontrini | 5 cornici 18x24 cm, 5 cornici di 13x18 cm

Grazie e arrivederci è una serie formata da coppie di lavori presentati sotto forma di installazione, che permettono di comporre un vero e proprio percorso narrativo. L’opera affronta il tema della memoria nell'epoca contemporanea dei consumi affidandosi alla semplicità dello scontrino. Apparentemente un semplice pezzetto di carta, ha una diffusione capillare e registra precisamente l’orario e la posizione delle nostre spese; indica cosa stavamo consumando in un dato momento e ne quantifica il costo. Se venissero conservati tutti gli scontrini di un individuo si potrebbe disegnare una mappa geografica e cronologica dei suoi spostamenti. Allo stesso tempo conservare uno scontrino è un gesto abbastanza comune che permette di...
<i>Charlie Dippold</i><span>Read</span>
Luca Gioacchino Di Bernardo
(Napoli, 1991. Vive e lavora a Napoli)

Diplomato al Liceo Artistico di Napoli nel 2010, si dedica alla scrittura e alla produzione artistica fin da giovanissimo. Nel 2010 vince il premio di poesia “Ho un barocco per la testa” organizzato dagli Amici di Capodimonte con il patrocinio della Soprintendenza PSAE/ Polo Museale di Napoli. Nel 2013 partecipa alle collettive “Trasmutazioni” e “Imago” presso la Pagea Art di Angri (Salerno). Nel 2014 espone alla mostra “C’Arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e collabora alla realizzazione dell’installazione My dreams, they’ll never surrender di Gian Maria Tosatti, opera vincitrice del concorso “Un’opera per il castello” bandito dalla Soprintendenza PSAE/Polo Museale di Napoli; è stato inoltre selezionato per la III edizione della mostra-concorso “Sette opere per la Misericordia” organizzata dal Pio Monte della Misericordia presso il Circolo Artistico Politecnico (Napoli) e tiene una personale presso la Galleria Movimento Aperto di Napoli. E’ iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli

Decessi
2014 | grafite su carta | 30x40 cm

Decessi è una serie di dodici disegni che compongono un piccolo studio sulla forma e sulla sua caducità. Sono stati realizzati durante un periodo di transito della vita dell’artista, quando risiedeva in una casa con un terrazzo colmo di piante d’ogni genere che soleva ritrarre, comprendendo, ben presto, l’impossibilità di “trattenere” la forma nella memoria, non per...
<i>Luca Gioacchino Di Bernardo</i><span>Read</span>
Irene Fenara
(Bologna, 1990. Vive e lavora a Bologna)
Diplomata in Scultura, frequenta il Biennio Specialistico di Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le esposizioni nel 2016 “Give me yesterday” curata da Francesco Zanot, Fondazione Prada Osservatorio, Milano; la mostra personale “Se il cielo fugge” curata da Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi, Adiacenze, Bologna; “La disfatta dell'immagine” a cura di Carlo Sala, Cà dei Ricchi, Treviso; “How to build a universe that doesn't fall apart two days later: Relativities”, a cura di Marie Koch e Vladimir Demoule, Centre d'art de la Maison populaire, Monteuil, FR. Nel 2015 partecipa alla collettiva “Città che si vedono”, all’interno della rassegna “Palinsesti” a cura di Giorgia Gastaldon, Palazzo Altan di San Vito al Tagliamento, Pordenone; “Mentre la terra compie i suoi giri attorno al sole”, personale allestita presso il Museo internazionale e biblioteca della Musica, Bologna; “Un certo sguardo” a cura di Davide Tranchina, Spazio Labò, Bologna. Dal 2012 è borsista presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli di Bologna.

quinto orizzonte

2016 | immagini da scanner | stampa digitale su laminato e plexiglass | 29,1x40 cm

Strade, strisce pedonali e ambienti urbani sono il soggetto principale di questa serie di immagini create a partire da un pacchetto di fotografie trovate. L’idea di strada secondaria è essenziale anche e soprattutto per quel che riguarda la sua realizzazione tecnica, basata sull’uso dello...
<i>Irene Fenara</i><span>Read</span>
Demetrio Giacomelli
(Genova, 1986. Vive e lavora tra Milano, Genova e Roma)

Diplomato in Pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova si trasferisce a Milano dove si laurea in Nuove Tecnologie presso l’Accademia di Brera e comincia a lavorare come assistente alla regia per Paolo Caredda in alcuni documentari prodotti da SkyArte. Nel 2014 fonda assieme a Matteo Gatti e Matteo Signorelli Progetto Aves, collettivo artistico che analizza il rapporto tra uomo e animale all’interno dei contesti urbani. Con Progetto Aves espone e partecipa a vari eventi espositivi, tra cui Biennale Session – Arsenale (Biennale di Architettura, Venezia, 2014), Arquitecturas Colectivas presso il Centre de Cultura Contemporanea di Barcellona (2014) e ArteVisione Lab presso Careof (Milano, 2016). Nel 2015 vince i Tent Academy Awards (Rotterdam) con il video Km/18. Dopo la partecipazione al bando di produzione InProgress indetto da Filmmaker e l’assegnazione di una borsa di sviluppo grazie al Premio Solinas Documentario per il Cinema, realizza il documentario Diorama, prodotto da ControraFilm e Mountfluor. Nel 2016 presenta Mal d’archivio al Pesaro Film Festival.


Sistema delle attrazioni mostrative
2015 | DV PAL | 15 min.

Richiamandosi alle proiezioni filmiche della Coney Island Psychoanalytic Society della prima metà del Novecento, il lavoro rievoca gli anni in cui il cinema possedeva ancora il suo carattere di spettacolarità e di meraviglia. Nel suo lavoro Demetrio Giacomelli mette in evidenza come la perdita progressiva di questa...
<i>Demetrio Giacomelli</i><span>Read</span>
Carlos Lalvay Estrada
(La Manà, Cotopaxi, Ecuador, 1985. Vive e lavora a Genova)

Dopo un periodo da autodidatta, nel 2013 si iscrive ai corsi di Grafica d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Genova. Da sempre interessato al video e alla produzione audio, realizza nel 2006 Nasccosto, con cui vince il secondo premio del concorso “Sguardi latino-americani” indetto dalla Fondazione Casa America di Genova. Nel 2010 partecipa alla collettiva “Performing translation / Voci nell’ombra” presso il Palazzo Ducale di Genova; nello stesso anno collabora come videomaker al progetto di scambio culturale “Dialogue Inevitable - Cotonou (Bénin)” per l’associazione CQB. Nel 2012, assieme a Pietro Repetto, fonda Pica, un laboratorio artistico per la stampa serigrafica e cartacea che utilizza procedimenti legati alla cianotipia. Nel 2014 è artista in residenza presso il Teatro Altrove di Genova, dove, assieme alla danzatrice Roberta Messa, realizza Drawdance, vincitore del premio Per Voce Sola indetto dal Teatro della Tosse. Nel 2015 collabora al progetto Art Tank Park a Piacenza, curato da Marco Tavola.

Destejido (Districato)
2015 | Installazione | Pastello inciso su carta cotone, filo di cotone. 77 x 131 x 15 cm

L’opera di Carlos Lalvay Estrada trae origine dai suoi ricordi d’infanzia: trascorre i primi anni di vita in Ecuador nelle fabbriche tessili della sua città natale, assieme alla madre, addetta ai macchinari tessili. Il lavoro dell’artista si richiama da un lato alla presenza costante del materiale nei suoi primi...
<i>Carlos Lalvay Estrada</i><span>Read</span>
Matilde Piazzi
(Bologna, 1985. Vive e lavora a Bologna)
Si laurea in Storia dellʼArte Contemporanea al DAMS di Bologna nel 2009. Nel 2012 frequenta il Central Saint Martins College of Arts and Design di Londra. Nel 2013 il photobook Rinascimento viene selezionato ad UNSEEN, Amsterdam Photo Fair. Nellʼagosto del 2014 vince una residenza artistica al Teatro Valle Occupato di Roma. Lo stesso anno vince una borsa di studio allo IED di Milano. A novembre 2015 Rinascimento viene selezionato ed esposto in occasione della collettiva “Color photography: a picture show” presso la Black Box Gallery di Portland, Oregon. A giugno dello stesso anno viene selezionata per partecipare a Foto Factory Modena, prodotto da Sky Arte e Fondazione Fotografia Modena. I photobooks Rinascimento e STARS sono stati selezionati dalla casa editrice parigina Maria Inc per lʼesposizione “Ping Pong: Conversation de 30 classiques du livre photo avec la jeune édition”. Nel 2015 è tra i finalisti del Premio Francesco Fabbri per le Arti contemporanee. Invitata dalla Fondazione San Fedele di Milano a partecipare alla residenza 2016 realizza la rivista dʼartista “Les Ritals” che vince nel maggio 2016 il Premio Rigamonti ed è tra i vincitori del Premio San Fedele. “Les Ritals” viene esposto al Si Fest OFF di Savignano sul Rubicone.

STARS
2015 | Photobook | Stampa digitale su carta riciclata | 14,5x21 cm

Matilde Piazzi recupera una serie di immagini provenienti dall’archivio fotografico dell’Ospedale psichiatrico dell’isola di San Clemente a...
<i>Matilde Piazzi</i><span>Read</span>
Jacopo Rinaldi
(Roma, 1988. Vive e lavora a Roma)
Nato a Roma nel 1988, dove attualmente risiede. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Roma e si è specializzato come borsista nel corso di Arti Visive e Studi Curatoriali della Naba di Milano. Nel 2011 ha partecipato a “ADD Festival, Arti Digitali Duemilaundici” a cura di Giulia Giovannelli presso il MACRO Testaccio di Roma. Nell’anno accademico 2012/2013 è stato assistente per la cattedra di Pittura dei corsi Triennali in Pittura e Arti Visive presso Naba, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 2013 ha esposto a Milano in “Daydream Factory” a cura di Peter Friedl, presso Careof DOCVA. È tra i dieci finalisti di ArteVisione 2017. È nel board editoriale di Mnemoscape, una piattaforma di ricerca, rivista on-line e progetto curatoriale che promuove la ricerca sulle pratiche della cultura e dell'arte visiva contemporanea con una particolare attenzione alle questioni della memoria, la metodologia e l'archivio. La sua ricerca riguarda il rapporto tra memoria, oblio e architettura nella trasmissione della conoscenza.


“Ripetizione, Riproduzione, Ristampa. Estratti dal progetto sull’archivio Szeemann”
2014/2017 | Stampe fotografiche e inkjet | 100x100 cm

Il progetto di Jacopo Rinaldi, realizzato con il supporto dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, è uno studio sull’archivio di Harald Szeemann a Maggia (Svizzera), inteso sia come luogo fisico che come esperienza concettuale. Spinto dal desiderio di raccontare il rapporto tra la memoria e...
<i>Jacopo Rinaldi</i><span>Read</span>
Davide Sgambaro
(Cittadella, 1989. Vive e lavora tra Mantova e Parigi)

Ha studiato Arti Visive all'Università IUAV di Venezia, e attualmente frequenta l'Ecole Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
Grafomane di nascita, Davide Sgambaro ha intrapreso la carriera nel mondo dell'arte grazie agli insegnamenti di alcune figure importanti come Adrian Paci, Alberto Garutti, Cesare Pietroiusti, Agnes Kohlmeyer, Angela Vettese e Antoni Muntadas. Nel corso degli anni intensifica la produzione partecipando a residenze e mostre tra le quali atelier degli artisti di Bevilacqua la Masa, Venezia, 2015-2016, residenza alla Fondazione Spinola Banna 2015 tenuta da Lara Favaretto, numerose mostre nazionali e un'esperienza internazionale con residenza e mostra ad Aix en Provence in Francia. Recentemente vince il premio menzione speciale della giuria della Fondazione Francesco Fabbri con l'opera Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno.


La Madeleine
1989-2017 | Video | 10 min.

La Madeleine è un video creato utilizzando spezzoni dei primi cinque compleanni dell'artista girati da suo nonno. In questo lavoro si attua inizialmente un processo di ricerca e riappropriazione dei ricordi perduti negli archivi altrui e, successivamente, una rielaborazione per immagini finalizzata alla creazione di un racconto con narrazione fittizia, dove la realtà del documento originale viene spezzata e riordinata in una fiaba che ne modifica la veridicità. In questo caso l'artista giocando con i fotogrammi cambia parte del suo passato e reinventa un medium...
<i>Davide Sgambaro</i><span>Read</span>