Selezione 2017

L'arte si fa quadrato Stand F3

Carré d'Artistes Galerie d'art

Fin dall’apertura della prima Galleria nel 2001 ad Aix-en-Provence in Francia, Carré d’Artistes segue lo stesso obiettivo: democratizzare l’arte contemporanea, cambiando le regole tradizionali del mercato dell’arte.
Un progetto innovativo, unico nel mondo, con lo scopo di rendere l’arte contemporanea accessibile e fruibile a tutti.
Il nostro compito è quello di supportare la creatività nel pieno rispetto degli artisti
e del loro lavoro.
Si espongono esclusivamente opere uniche e originali, accompagnate da un certificato di autenticità , da una biografia dell’artista e da un prezzo uguale per tutti gli artisti basato sul formato dell'opera.
Si offre a più di 600 artisti internazionali l’opportunità di esporre nel cuore di grandi città, in Europa e nel resto del mondo , e questo permette loro di far conoscere la propria arte ad un ampio pubblico.
Gli artisti, selezionati da una commissione artistica francese, sono tutti professionisti di talento, più o meno quotati, che realizzano opere qualitativamente di livello.
L'impegno costante di Carrè d'Artistes è di sostenere e diffondere l’immagine professionale degli artisti che partecipano a questo network internazionale ricordando sempre che "..L’arte non deve essere riservata a pochi privilegiati, l’arte è rivolta a tutti….”
(Andy Warhol).
Nel 2014 quattro donne illuminate, Francesca e Laura Belli , Cristina Caniato e Monica Resta hanno portato in Italia questo meraviglioso progetto con la prima apertura della galleria di Milano in via Cuneo n.5....
<i>La filosofia di Carre d'Artistes</i><span>Read</span>
Daniel inizia a disegnare in tenera età affinando le sue capacità presso la Scuola delle Belle Arti. Conseguito il diploma, lavora come grafico, costituisce una sua società ed avrà clienti come l'UNICEF, Pierre Balmain e le Nazioni Unite.
A quarant'anni mette in dubbio le sue scelte, si allontana dalla semplice creazione “grafica” ed un incontro con il pittore Pierre Doutreleau dà origine al desiderio di vivere il suo sogno e diventare un artista.
Nella sua prima vita professionale, Daniel frequenta molto New York e Hong Kong; in questi soggiorni è affascinato dal mondo metropolitano e riproduce queste “ambientazioni” nella sua pittura: le linee di edifici si perdono nel cielo, gli ampi viali sembrano infiniti, i colori si scontrano.
Daniel inizia a lavorare analizzando le fotografie da lui stesso scattate, che poi diventano immagini dipinte su tela e le sue opere rappresentano scorci di Brooklyn, Times Square, e Radio City Music Hall; in seguito, con la sua singolare immaginazione, riesce a realizzare rappresentazioni di New York sicuramente più personali.
Oggi per lui contano solamente i punti di luce, le prospettive e trascura i dettagli “inutili”. Daniel sceglie di dipingere ad olio alchimico, lavorato come gli oli tradizionali: questo permette una essiccazione accelerata della pittura e gli consente di rappresentare tutto il suo temperamento; una volta che il quadro è finito, applica spessi strati di vernice brillante per rafforzare la luminosità del soggetto.
Il coltello, il suo strumento preferito, gli...
<i>Il mondo metropolitano di Daniel Castan</i><span>Read</span>
Fin da bambina Cristina immagina la vita come un processo intimo ed emozionale che attraversa la sua esistenza. Sia nella sua personale evoluzione che nella sua carriera professionale, l’artista italiana è profondamente attaccata a tutto ciò che si accorda con la delicatezza, la poesia e la femminilità.
Le sue figure femminili, dipinte a olio, sono create con colori puri, gettati direttamente sulla tela con la una spatola. Le sfumature si sovrappongono e si intrecciano per rendere insieme un aspetto morbido e spazioso alla composizione.
Lavorando su una serie di interpretazioni uniche di dettagli, comportamenti e ritratti, Cristina vuole svelare quegli aspetti del mondo femminile celati.
I frammenti di vita quotidiana, come un paio di scarpe o una valigia piena, diventano una metafora nelle sue opere, l’artista, infatti, vuole trasmettere quelle potenziali emozioni che possono emergere da un accessorio che al primo sguardo può sembrare insignificante. Inoltre, ogni oggetto è posizionato meticolosamente, eseguito con consapevolezza, in modo da evidenziare la sua importanza nel percorso della donna, nella sua costruzione individuale e nella sua interezza.
Avendo vissuto per molto tempo nei paesaggi della sua regione natale a sud d’Italia, la pittura di Cristina porta la morbidezza di quella luce, così unica, che bagna le coste dell’Adriatico. I ricordi sono per l’artista un numero di indicatori dell’esperienza che alimenta sia il passato che il presente, e quindi anche il futuro di ciascuno individuo. Per questo motivo...
<i>Frammenti al femminile</i><span>Read</span>
Valérie cresce a Parigi e niente preannuncia la sua carriera artistica. Inizialmente studia per diventare parrucchiera diplomandosi nel 1988. Durante la sua formazione si appassiona di acconciature vintage, e gradualmente inizia ad avvicinarsi anche all’arte e al disegno.
Non avendo ancora trovato la sua passione, si tuffa nei lavori più bizzarri, fino a quando all’età di 31 anni sua zia (pittrice) le invia un cavalletto, pittura a olio, una spatola e alcuni pennelli. Questo regalo sveglia la sua curiosità artistica.
Decide così di iniziare a creare e dipinge il suo primo quadro dal titolo « Il piccolo villaggio perduto ». Questi primi passi nella pittura lasciano dubbiosi gli amici e i familiari di Valerie, ma lei si innamora di questa sua prima opera che innesca in lei un fervore artistico; inizia così a dipingere da autodidatta. Tuttavia all’epoca il suo lavoro di commessa la impegnava molto, impedendogli di dedicarsi alla pittura.
A 40 anni Valerie torna ai suoi pennelli e esplora tecniche diverse: olio, smalto, acrilico con la preferenza di quest’ultimo. Dalla personalità vitale e dinamica, è attratta dalla sua spontaneità e i tempi rapidi di asciugatura. Lavora con sfumature e ombreggiature di grigio, bianco, marrone, blu…esaltati attraverso il tocco di colori brillanti. Con grande precisione crea assi verticali e orizzontali, che forniscono la struttura e conferiscono ampiezza ai suoi lavori.
Si inspira al mare così come alla terra e crea paesaggi e città immaginari. Invita l’osservatore ad entrare nel...
<i>I paesaggi immaginari di Valerie</i><span>Read</span>
Eric cresce in Alsazia, dove studia presso la scuola d’arte di Strasburgo. Inizia dipingendo ritratti e si sposta poi verso opere più impressioniste, per infine dedicarsi completamente all’astratto nel 1999.
L’artista sviluppa la sua tecnica pittorica utilizzando olii e acrlici su tela. A seconda del suo stato d’animo e grazie alla padronanza di stili, spazia da composizioni teatralmente forti e colorate ad altre più delicate ed essenziali. I suoi tratti sono decisi e, indipendentemente dal suo animo il suo stile è facilmente riconoscibile. La sua sensibilità pervade ogni sua opera e le sue composizioni vitali e generose non lasciano mai impassibile l’osservatore.
L’approccio dell’artista deriva da una personale volontà di dare vita a colori brillanti, che egli associa ad una strutturazione speciale rappresentante, ad esempio, il paesaggio marino come un unico elemento. L’osservatore può immaginare una città, un porto, o delle barche; all’artista piace offrirci una visione immaginaria del paesaggio marino. Allo stesso tempo, Eric sviluppa quella che potrebbe essere definita come pittura gestuale; slanci incontrollati di colore emergono dal suo subconscio, e il risultato finale è un lavoro estremamente personale, quasi un auto-ritratto.
L’artista ci conduce nel suo mondo attraverso tonalità calde e fredde, con la sua palette variegata, ma anche attraverso lo stesso atto del dipingere. Ci permette di vedere un mondo inserito fra l’orizzontale e il verticale, « dal cielo alla terra ». Racconta storie senza...
<i>Le marine di Munsch</i><span>Read</span>
La pittura è sempre stata onnipresente nella vita di Leslie. L’artista di Isère (Lione) ha dipinto la sua prima opera all’età di 3 anni e dopo meno di 10 anni, aveva completato la sua prima commissione. Il disegno è la sua abilità, anche se il suo talento è anche espresso attraverso le decorazioni. Nel 1996 Leslie ha preso la laurea in architettura di interni, poi ha incominciato a lavorare nella restaurazione d’arte per prestigiosi monumenti storici come il Louvre di Parigi e il Museo delle belle arti a Lione. Leslie in parallelo con il suo lavoro ha anche percorso la carriera di artista come autodidatta, esponendo a eventi internazionali come al Shangai Wold Expo nel 2010.
Sulle sue tele l’artista esprime il suo gusto per le curve e le prospettive. Il suo lavoro, inspirato particolarmente dalla scuola espressionista, è imbevuto di freschezza, giovinezza e femminilità. Lo spirito creativo di Leslie e il suo appetito per le sfide l’ha condotta a esplorare varie tecniche e temi. Nelle sue opere sono presenti anche riflessioni sulla società contemporanea, come ad esempio nelle sue «marine cities » che le permettono di trattare le questioni ecologiche tipo il riscaldamento globale, l’energia nucleare, ecc.
Lei utilizza il suo senso estetico a esclusivo servizio dell’emozione.
L’universo di Leslie è governato da equilibri: è in grado di suggerire il movimento senza agitazione e i suoi colori sono forti ma mai aggressivi. La sua palette, dominata dal blu, verde e rosso, è lavorata con pennello e coltello. La...
<i>Le città si fanno materia</i><span>Read</span>
Nata sulle rive della Loira, Lau cresce in contatto con i colori e la dolcezza di Anjou. A 16 anni decide di studiare Belle Arti con l’idea di diventare un’interior designer, ma poi vira verso il disegno grafico. Più tardi, si trasferisce a Cherbourg per seguire suo marito e vivere la sua vita da madre. Il desiderio di scoprire una regione completamente differente la porta a stabilirsi nelle Alpi, dove lavora per molti anni per riviste naturalistiche.
Presto, il desiderio di maneggiare pennelli e lavorare in contatto con la materia la porta a cercare l’atmosfera di un laboratorio d’arte. E’ alla Città delle Arti di Chambery che trova serenità attraverso la pittura. La sua ricerca inizialmente si focalizza sulle pietre e sulla patina di antiche mura. A quell’epoca, le sue fonti di ispirazione sono gli antichi villaggi, le montagne e la luce che li circonda. Crea costruzioni orizzontali per invitare l’osservatore a fermarsi. Ma gradualmente l’ocra diventa sempre più denso e il rosso esplode nella sua palette, dandole energia e calore.
Nel 2010, Lau si sposta verso la dimensione verticale: le sue strutture iniziano ad alzarsi. E’ la nascita di diversi personaggi che rivelano i loro sentimenti ed emozioni.
Col passare degli anni, utilizza sempre più l’acrilico. Gioca con strati trasparenti per trascrivere i tratti che ci formano. Il suo gusto per il contatto con la materia la porta a mischiare la pittura con colla/pasta strutturale o pigmenti, nei quali poi integra carta e tessuti. Di recente esplora il “linocuts”...
<i>Costruzioni</i><span>Read</span>
L'arte di Gaia Roma è intrisa da una forte componente decorativa e materica, in cui le superfici prendono forma quasi uscendo dalla tela.
Studia e sviluppa un suo metodo originale e particolare di lavorare la materia partendo inizialmente dall'uso di carte stratificate ed ossidate.
La sua ricerca si evolve unendo vari strati di pittura, combinata con diversi materiali quali foglie d’oro, metallo, resina e persino cemento.
I suoi lavori bidimensionali dimostrano quanta cura e quanta ricerca sia prestata al modo in cui il colore viene applicato sulla superficie delle opere unitamente alla maestria nell'uso dei materiali.
Lo sfondo gioca un ruolo chiave nella composizione del suo lavoro: gli dà tono e atmosfera, l’impressione di qualcosa simile a un sogno.
Il soggetto, nello stesso tempo, completa l’opera, portando con sè quell’elemento narrativo che è essenziale per la coerenza e l’armonia dell’insieme.
In apparenza astratte, le creazioni di Gaia attirano l’osservatore nel mondo dei sogni, più precisamente in quella terra di mezzo fragile e delicata tra il sonno e la veglia, che potrebbe essere chiamata “stato di semi veglia”.
I soggetti che abitano le sue composizioni sono presi per lo più dai miti e dalle leggende più conosciute o semplicemente ricavati dall’immaginazione collettiva.
Le sue Balene scolpite,e i suoi Minuzzoli disegnati, emergono dalla vastità dello sfondo dove è il bianco a dominare lo spazio.
Ispirata dalla poesia surrealista, l’artista sviluppa un linguaggio visivo unico; il titolo...
<i>La leggerezza del cemento di Gaia Roma</i><span>Read</span>
Solveiga è un’artista di origine Lattone, ma vive in Francia da 16 anni. La sensibilità per i colori e per la luce ricopre un ruolo importante nei suoi dipinti; raccontare, esprimere e condividere la bellezza del mondo, un mondo verso il quale mostra continuo entusiasmo, diventa un momento fondamentale per la sua vita. I Fauvisti e gli Impressionisti Dufy, Monet, Matisse, Chagall e più tardi Berthe Morisot inspirano i suoi primi passi.
I dipinti in acrilico, semi-figurativi o semi-astratti, suggestivi, forniscono un livello di dettaglio che lascia molto spazio all’immaginazione e ai sogni. I soggetti su cui ritorna spesso sono le emozioni vissute e le impressione raccolte durante i suoi molti viaggi in Asia, Stati uniti e in giro per il mondo. I dettagli sono spensierati, positivi, intimi.
È famosa per il suo detto «La nostra vita è un viaggio…e viaggiando si costruisce la nostra vita». Per lei la pittura è da sempre fonte di gioia, felicità e benessere.
Dopo essersi laureata come stilista presso la scuola di Arti applicate di Riga, ha ottenuto la laurea specialistica in Arte alla Scuola Nazionale di Arti di Helsinki (Finlandia), prima di intraprendere un percorso di formazione come designer all’Istituto Francese di Moda nel 1997. Nel 2008 inizia a prendere lezioni di pittura alla Scuola d’Arte di Parigi e ad esporre spesso nell’area della città, non lontano da dove vive. Solveiga, fedele al suo passato come illustratrice di moda, dipinge tutto ciò che considera bello e armonioso; tutto ciò che le fa battere il...
<i>Le luci della città</i><span>Read</span>
Dopo dieci anni da semplice pittore, IK-ART diventa di recente un pittore professionista. Autodidatta, questo artista proveniente da Auxerre (Francia), lavora nell’ombra per lungo tempo cercando di intensificare il suo approccio verso la pittura e di perfezionare il suo modo di operare, prima di svelare le sue creazioni al pubblico e ai professionisti.
Grande ammiratore del lavoro dei suoi contemporanei pittori rumeni come Adrian Ghenie (nato nel 1977) e Dan Voinea (nato nel 1970), IK sviluppa una produzione artistica che, allo stesso tempo, è espressiva e originale.
IK-ART inizialmente si concentra sull’ideazione dello sfondo, che riempie con larghe, astratte e delicate sfumature di colore usando grandi placche di acciaio inossidabile come spatole. Questo passaggio è essenziale «per dare all’opera la giusta tonalità». Poi l’artista crea il suo disegno principalmente con le dita. I fiori selvatici dei suoi dipinti sono schizzati con molti tocchi successivi di colori brillanti.
Le sue prime tele sono realizzate con l’acrilico, ma velocemente passa all’olio, tecnica che incontra maggiormente le sue esigenze pittoriche.
Lavora alle sue composizioni applicando molti strati sopra la tela. Questo gli dà l’opportunità di creare differenti effetti visivi che spaziano dalla ricerca dell’opacità alla nitidezza, così da accentuare il tratto materico dei soggetti rappresentati. L’azione vivace e precisa produce un profondo e reale dinamismo nell’insieme.
Cercando di «usare il suo occhio come una lente», IK-ART...
<i>L'esplosione di colore si fa fiore</i><span>Read</span>