POP Art & POP-UPgrade

Deodato Arte

Per Affordable Art Fair Milano, Deodato Arte presenta il progetto inedito POPUPgrade, a cura di Christian Gangitano: quattro artisti italiani uniti da un filo conduttore, che ha origine dalla passione per il fumetto e dalle sub-culture POP fino alla fine-art di matrice neo pop.

L'idea di POP-UPgrade nasce dai concetti di Riproducibilità e Serialità per un'Arte Accessibile, come profetizzati dai due grandi artisti POP Andy Warhol e Takashi Murakami. Proprio l'Affordability, quindi, diventa scopo di questi interventi artistici, che si auspicano la realizzazione di un'Arte Per Tutti.
Si abbattono così le barriere fra Fine Art e Arte Per Tutti, attraverso tecniche vicine al marketing e alla comunicazione, trend anticipato dalle stampe Ukiyo-e del periodo Edo Giapponese: serigrafie d’autore accessibili a tutti.

La POP art contemporanea, di matrice prima europea e poi Statunitense, è connotata come un’arte accessibile dal punto di vista iconografico, ma non ancora completamente dal lato del collezionismo d’arte dato che i prezzi e la circuitazione di tale opere già storicizzate è ancora a portata di pochi e considerata status per una élite ristretta.

L’arte POP nelle sue varie forme oggi è legata alla street art, al web 2.0, alla comunicazione e marketing, fashion e design. La pop art oggi diventa POP-UP: appare dove meno te la aspetti e si diffonde velocemente su ogni piattaforma divenendo accessibile e di immediata reperibilità, per questo è in atto un UPGRADE di tale arte, del quale vogliamo essere artefici e...
<i>POP-UPgrade</i><span>Read</span>
"Prendere un frammento di qualcosa che mi piace e farlo mio fa parte della mia formazione.
Uno dei primi brani pubblicati con la formazione di indie-art- rock con cui militavo negli anni ’80, gli Spirocheta Pergoli, usava per un brano musicale (sì, chiamiamolo così), un frammento di un radiogiornale in cui Ruggero Orlando (famoso giornalista di cronaca americana), commentava ripetitivamente l’attentato all’allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan. 
Non si trattava però di un campione: avevo registrato la trasmissione radiofonica, poi
avevo registrato un altro nastro sovraincidendo più volte le stesse frasi, mandando avanti e indietro un piccolo registratore a nastro, realizzando in questo modo un pre-campionamento prima che esistesse uno strumento come il campionatore (che sarebbe diventato di uso comune solo nel 1985).

La cultura del campionamento selvaggio sfondò veramente con l’hip-pop negli anni successivi, e prima che venissero emesse delle leggi che limitavano l’uso dei campioni chiedendo dei diritti d’autore per l’uso degli stessi, il mondo della musica fu un paradiso totale per qualsiasi musicista-plagiarista creativo.

Questo mio lavoro è una specie di composizione per campioni, solo che in questo caso i campioni riguardano dei personaggi conosciutissimi in tutto il mondo.
E’ come se stessi ri-suonando dei segni, come se il mio segno re-interpretasse altri disegni. Il sogno di ogni disegnatore, di ogni autore di fumetti è di potersi confrontare con certi miti, e di darne la propria...
<i>Massimo Giacon</i><span>Read</span>
Figure arcaiche contemporanee che divengono pop in corso d’opera,  rivelando un alto tasso zuccherino ed evidenti tracce di rock’n’roll.
Figure che giustapponendosi mettono in atto una folle impresa dove il sabotaggio si confonde con l’archeologia.
Una guida ragionata che prende il via dalle sessioni psichedeliche delle caverne del paleolitico, affronta  la produzione vascolare attica, la pasticceria nipponica, fa una capatina negli arsenali spirituali, iniziatici indo-himalayani e precolombiani.
Non è estraneo lo studio del design familiare e gommoso dell'oggettistica fifties.  Allegorie fluide, senso dell’ironia e pruriti esistenziali in via di risoluzione.

Attivo dagli inizi degli anni Settanta, come agitprop culturale della scena alternativa con la rivista psichedelica "Insekten Sekte", da lui fondata ad Amsterdam e diffusa lungo la "Hippie Trail".
Matteo Guarnaccia, con il suo inconfondibile tratto grafico, collabora con diverse testate controculturali del periodo, dall'americana "Berkeley Barb" all'italiana "Fallo!". Negli anni Ottanta, si interessa di sciamanesimo e culture tradizionali, viaggia in Giappone, Stati Uniti, Sud America e Australia. Illustratore, pittore, saggista, organizzatore di eventi, espone in Italia, Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi, Germania, Spagna e Svizzera, sia in luoghi istituzionali (come la Triennale di Milano) che in ambienti creativi anomali.

Nel corso degli anni ha saputo aggiornare continuamente l'immaginario psichedelico, riallacciando le fila sotterranee di una ricerca...
<i>Matteo Guarnaccia</i><span>Read</span>
Pao si forma e cresce a teatro, prima come macchinista e tecnico di palcoscenico per la compagnia di Dario Fo e Franca Rame, poi lavorando presso i laboratori del Teatro alla Scala di Milano.
Nato nel 1977, negli anni 2000 si avvicina alla street art, per non allontanarsene più: gli interventi d'arte urbana, nati per curiosità, diventano sempre più frequenti, dando origine ai celebri "panettoni" (dissuasori stradali) raffiguranti pinguini, alieni e personaggi della cultura comune, da R2D2 di Star Wars al supereroe Iron Man.

Ben presto, solo nel 2005, nasce Paopao Studio, centro operativo e creativo di Pao e Laura, grafic designer che assieme a Pao crea e sviluppa progetti curandone l'aspetto grafico e di comunicazione.
Diverse partecipazioni con grandi aziende portano Pao ad ampliare la produzione e a ricercare nuovi supporti: hanno origine così esplorazioni e sperimentazioni sui materiali, ricerche prospettiche, distorsioni visive e studio di geometrie curve, che portano a uno sviluppo su tela e supporti tridimensionali di vetroresina della sua arte.

Le sue opere si inseriscono non solo nel contesto urbano, diventando parte integrante dell'ambiente cittadino, ma anche nella società di massa che in alcuni dei suoi lavori si rispecchia, come nel caso di Pacific Trash Vortex: un vortice di rifiuti, prodotti della società attuale, sembra schizzare addosso all'osservatore, quasi inglobandolo nel getto a trascinarlo con sè.

Ad oggi i lavori di Pao sono stati esposti all'interno di varie rassegne d’arte, tra cui il Padiglione...
<i>Pao</i><span>Read</span>
Il viaggio nella POP Art di Deodato Arte continua, e si sposta in Giappone con il progetto Japan POP.

Nell’immaginario occidentale contemporaneo, molta parte di quello che consideriamo “gusto giapponese” rimanda al mondo visivo del periodo Edo. Un periodo caratterizzato da una straordinaria esperienza artistica nata dalle esigenze di un nuovo pubblico per le arti, composto da artigiani, mercanti, lavoratori di ogni tipo e reddito che sviluppò gusti propri e nuove forme di divertimento che andarono a costituire una vera e propria cultura, dai caratteri eminentemente urbani e popolari.

Questa cultura nasce da una mentalità pragmatica che poggia su un edonismo diffuso riassumibile dall’idea di ukiyo, termine che indicò nel periodo Edo (l’attuale Tokyo) il mondo fluttuante, moderno, alla moda, sensuale, sempre transitorio ed effimero e da godere nel più breve spazio di tempo possibile.

Questo mondo si rappresenta attraverso l’arte dell’ukiyo-e, la stampa dell’estetica fluttuante, il cui principale esponente è Hokusai, l’artista che con la sua esigenza di catturare “l’immagine in movimento” e nella quotidianità ha realizzato i primi Manga intorno alla fine del 1700 e l’inizio del 1800, precedendo di oltre 200 anni la cultura delle stampe, dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica teorizzata da Benjamin e della Pop Art più nota e blasonata nata in Europa e negli States tra gli anni ’50 e ’60 e del suo più noto esponente Andy Warhol.

A quasi due secoli dall’influenza...
<i>Japan POP #nipposuggestioni</i><span>Read</span>
"Napoleone conquista Tokyo - Napoleon Bonaparte with Godzilla, Louis Vuitton, Chanel, Michelin, Danone, Emirates, Kitty, Barilla, PSP, the Louvre, Fukushima, Shibuya, Tokyo Tower, Mt Fuji and Google", opera icona della straordinaria artista Street Pop, Tomoko Nagao.

Oggi le briglie di Godzilla sono griffate Louis Vuitton, con Napoleone che conquista Tokyo. Dall’opera di Jacques-Louis David “Il Primo Console supera le Alpi al Gran San Bernardo", 1801, detta anche “Napoleone che attraversa le Alpi”

Tratto da un’opera che dimostra e dichiara l’ammirazione del grande pittore Francese David per Napoleone, per Tomoko l’ammirazione va alle grandi griffe francesi, ma allo stesso tempo critica i grandi brand che hanno affascinato intere generazioni di Giapponesi, e in particolare le ragazze che in molti casi aspirano ad avere una borsa griffata Vuitton come oggetto di primaria importanza. Tra i monumenti è presente anche un reattore della centrale nucleare di Fukushima a “monito” della catastrofe sempre in agguato data la produzione in grandi quantità di energia nucleare da parte dei francesi.

Si staglia anche la famosa “TOKYO TOWER” simbolo della megalopoli evidentemente copiata dalla TOUR EIFFEL.

Un ossimoro, una scena impossibile dato che Napoleone non sarebbe mai andato a Tokyo, ma resa attuale e riattualizzata come possibile grazie alla conquista commerciale del Giappone da parte delle grandi griffe e brand francesi. Ecco Napoleone il condottiero che invece di trovarsi tra i monti delle Alpi si trova a Shibuya,...
<i>Napoleone conquista Tokyo</i><span>Read</span>
Il dipinto su cui Tomoko pone l'attenzione ritrae Gabrielle d’Estrées e la sua presunta sorella, probabilmente la bruna duchessa di Villars, nobildonne, in un atteggiamento erotico e abbastanza originale per l’epoca, in un’opera collocata nella seconda fase del movimento artistico a cui appartiene, sviluppatosi nella Francia del XVI secolo per volere del mecenate Francesco I e denominato Scuola di Fontainebleau.

Il Neo-mecenatismo è oggi invece ad opera dei brand e del mass marketing, in particolare francesi e di fama mondiale.

Mentre il desiderio del re che ha sponsorizzato la corrente artistica del cinquecento francese più nota era quello di creare a corte un ambiente colto in un clima di raffinatezza, che potesse ricreare i fasti del Rinascimento, oggi nell’opera di Tomoko si aspira a una serialità e accessibilità dell’arte per tutti, con una sottile critica alla decadenza di valori e costumi soprattutto in occidente.

Il protagonismo del settore merceologico del LUSSO emerge subito, un settore mai in crisi che convive però anche con prodotti di vasto consumo dove il nuovo regnante è allegoricamente il consumismo che tutto livella e appiattisce.

In questa indiscussa icona pop della storia dell’arte occidentale, conservata al secondo piano del museo del Louvre a Parigi, le due sorelle (o presunte tali dato che non esistono documenti ufficiali per confermarlo) sono immerse in una sorta di vasca da bagno: ad attrarre l’attenzione è il “pizzicotto” sul capezzolo di Gabrielle, notoriamente l’amante...
<i>Gabrielle and her Sister after Fontainebleau</i><span>Read</span>
Dall'estetica "kawaii" di Tomoko Nagao si passa al linguaggio "mood shōjo".

Le opere di Hiroyuki Takahashi appartengono infatti alla corrente Mood Shōjo, movimento artistico che permette di evidenziare il potenziale neo-femminista e il pop al femminile. Particolarmente affermato a Tokyo, dove è considerato una vera star, Takahashi realizza opere digitali che incarnano i principi della tradizione Shōjo, ovvero una cultura neo-femminista e dai tratti trasgressivi. Lanciando forti messaggi di emancipazione, l'artista ritrae ragazze di ispirazione Manga e spesso affette da profonde crisi d'identità, inserendole in contesti urbani.

Hikari Shimoda sarà la terza punta di diamante della galleria Deodato Arte. Anche Shimoda si ispira al mondo dei Manga e delle Anime, ricollegandosi allo stile chiamato “irasuto”, termine col quale in Giappone si indica l’illustrazione. Nelle sue opere già esposte in Giappone, in Canada, negli Stati Uniti e in Italia, realizzate con una straordinaria abilità tecnica, la realtà incontra il mondo fantastico e elementi di tenerezza e di orrore convivono dando vita ad un linguaggio artistico innovativo e contemporaneo, denso di significati simbolici. I protagonisti delle tele di Shimoda sono spesso bambini in veste di supereroi o magiche ragazze, i cui occhi innocenti diventano specchio delle problematiche sociali contemporanee.

Si conclude con Hitomi Maehashi. Nata nel 1989 ad Aichi in Giappone, oggi è riconosciuta come un'esponente della pittura digitale su fotografia. Si tratta di...
<i>Takahashi, Shimoda, Maehashi</i><span>Read</span>
Da sempre appassionato di fotografia, Maurizio Galimberti, comasco classe 1956, comincia nel 1983 a scattare unicamente Polaroid, affascinato dal poterne vedere subito la stampa senza dover aspettare lo sviluppo della pellicola.

Questa predilezione per l'istantanea lo porta a collaborare nel 1991 con l'azienda Polaroid Italia, diventandone il testimonial ufficiale. Galimberti si afferma nel mondo dell'arte come artista e fotografo, ideatore di una particolare tecnica chiamata mosaico di Polaroid. L'artista accosta infatti numerose istantanee fino a formare un vero e proprio collage.

Celebri sono i suoi ritratti alle star come Lady Gaga, Robert de Niro e Johnny Depp. E altrettanto famosi e apprezzati sono i portfolii dedicati alle città di Berlino, New York e Venezia.

Tra le collaborazioni che Galimberti può vantare c'è sicuramente quella con Christo, maestro della Land Art, dalla quale è nato il progetto 'Readymade d'Affezione'. Si tratta di pezzi unici in cui all'immagine di diversi "impacchettamenti" celebri di Christo è accostata una Polaroid degli stessi scattata proprio dal fotografo italiano.
Ogni pezzo, finemente conservato e incorniciato, è firmato da entrambi gli artisti.

Oltre a questi bellissimi pezzi unici, Galimberti è anche autore dei Flat Iron, progetto attraverso il quale egli realizza una serie di mosaici di Polaroid con soggetto il famoso Flatiron Building sulla 5th Ave, ripreso da varie angolazioni e prospettive.
Na nascono appunto dei mosaici, in cui diversi istanti vanno a formare una visione unica...
<i>Maurizio Galimberti</i><span>Read</span>