Fausto Meli

Sightline

Galleria Spaziofarini6

La rievocazione di una corsa automobilistica che avvenne nel circuito cittadino di Piacenza nel 1947, quando per la prima volta vi partecipò una Ferrari, è lo spunto che ha permesso a Fausto Meli di creare la ricerca Sightline (2015). Scattate in pieno giorno, le immagini di Sightline sfruttano la luce abbacinante del sole estivo quasi allo zenith, a cui fanno da contraltare ombre violente, nette e inaspettate che oscurano parti delle immagini. Anziché adottare l’ormai abusato metodo del panning – con cui si vuole rendere l’idea del movimento – Meli “congela” le auto, le cristallizza fuori tempo, quando stanno per entrare nell’inquadratura, oppure ne sono già in parte uscite. Egli evita di cogliere l’apice dell’evento e l’“attimo fuggente”, per concentrarsi invece sul “dopo attimo”, su qualcosa che deve ancora accadere o sta già per scomparire, risucchiato dal tempo che scorre. Un tempo perduto che può solo essere resuscitato nel gioco del “come se…”; che può vedere giocosamente intrecciarsi colorati vecchi bolidi d’altre epoche e segnali stradali dell’oggi. Il tutto in un tempo e in una realtà a sua volta cristallizzata, un po’ reale, un po’ simile al frame di un film d’antan, dove le auto erano immancabili protagoniste. Queste foto “imperfette”, attraversate da una temporalità inquieta e sospesa, hanno un’altra perfezione, perché – mentre ci mostrano il presente – sanno al contempo farci immaginare l’epoca di queste gare automobilistiche e suggerire il movimento dello...
<i>Fausto Meli, Sightline</i><span>Read</span>
The reenactment of an automobile race held on the Piacenza city circuit in 1947, when a Ferrari competed in it for the first time, was the catalyst that allowed Fausto Meli to create his project Sightline (2015). Shot in the daytime, the photos in Sightline make use of the dazzling light of the summer sun, almost at its zenith; this is juxtaposed against violent, sharp, unexpected shadows which obscure and erase parts of the images.
Rather than choose the rather hackneyed method of “panning” - used to convey the idea of movement - Meli “freezes” the cars; he crystallises them outside time, when they are about to enter the frame or when they have already partially left it. He avoids capturing the apex of the event and the mythical “fleeting moment”, instead focusing on the “after moment”, on something that hasn’t happened yet or is already on the point of vanishing, sucked in by the flow of time. A lost time, which can only be resuscitated in the game of “imagine if…”; in which colourful vintage racing cars are playfully intermingled with modern road signs. All in a time and in a reality which is itself crystallised, somewhat real, somewhat similar to the frame of an old film, in which cars always played a leading role. These “imperfect” photographs, featuring an uneasy, suspended sense of time, possess another kind of perfection; for, while showing us the present, at the same time they are capable of letting us imagine the bygone time of these road races, and suggesting the movement of the cars whizzing by, thanks...
<i>Fausto Meli, Sightline</i><span>Read</span>