Anna Maria Tulli

NEL SEGNO DEL TORO

di Gigliola Foschi

Volti femminili che affiorano e sprofondano nella materia e nella pietra, come risucchiati da una forza oscura. Volti feriti e potenti, perturbanti e misteriosi, immersi segretamente nei propri pensieri, annegati al fondo di sé. I ritratti che ci offre Anna Maria Tulli non sono “veri” ritratti: non le interessa infatti offrirci immagini rassomiglianti e neppure cogliere l’“anima” delle donne che ha fotografato. Il suo è un lavoro sulla forza interiore e il dolore di tutte le donne, sul loro essere oppresse e al contempo resilienti, tenaci nonostante tutto. Grazie anche a un uso sapiente di veli semi-trasparenti di seta o di materiali pastosi che paiono quasi assorbire le immagini, i suoi volti divengono presenze, ma presenze fluide, fluttuanti, trasfigurate, ambiguamente raddoppiate. Figure conturbanti nelle quali affiorano interiorità nascoste, enigmi sfuggenti di cui non conosciamo la soluzione. Frutto di uno sguardo, e di un fare artistico che sa avventurarsi nei lati in ombra del sé, le sue sono rappresentazioni di un irrappresentabile, ritratti che indicano profondità sconosciute, oscure, insondabili.
In dialogo con tali ritratti/non ritratti Anna Maria Tulli presenta anche la serie Muri animati. In questo caso l’autrice si avvicina alla materia dei muri fino a penetrare dentro le loro pieghe e scrostature. Usando la forza di uno sguardo che sa scavare nelle cose, riporta alla luce ciò che viene abitualmente trascurato e non visto, ma al contempo lo trasfigura, gli dà una nuova...
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