GLOC Giorgio Lo Cascio

Le realtà virtuali

La fotografia ha conosciuto nella sua storia ogni serie di rivoluzioni e ad ognuna di esse è corrisposta una profonda riflessione sul linguaggio. Per molti, tuttavia, l’attuale irruzione del digitale sembra essere concepita più che altro come una innovazione esclusivamente tecnica; solo i più attenti e riflessivi fra i fotografi ne sanno quindi sfruttare le enormi potenzialità espressive.
E’ in questo ambito che opera Giorgio Lo Cascio, con la precisa consapevolezza di muoversi alla ricerca di uno spazio dove l’inventiva sa scoprire nuove dimensioni del reale. Come ogni autore che si rispetti, mostra nelle sue opere i segni di una formazione culturale – in questo caso quella architettonica – che si ritrova soprattutto nell’ articolata ricerca delle sue composizioni. Il fatto di aver molto viaggiato ha inoltre costituito un ulteriore elemento di confronto fra mondi e visioni diverse che ha profondamente influenzato la sua poetica. I tanti scatti realizzati in varie parti del mondo sono nel tempo diventati il ricco archivio cui accedere per dare vita a una inedita realtà: è un’operazione simile a quella che il nostro cervello compie quando, per creare un’idea o un progetto, utilizza frammenti di ricordi, di esperienze, di sensazioni. Esattamente come in quel caso, non è molto importante che le fotografie riprendano il particolare di una nuvola, l’insieme di un paesaggio o un ritratto ma che abbiano le caratteristiche per poter essere utilizzate come tessere di un grande mosaico dominato da un’atmosfera allusivamente...
<i>Testo critico</i><span>Read</span>