MIA FAIR 2017

Galleria Spaziofarini6

GALLERIA SPAZIOFARINI6 a Mia Fair 2017
mostra
nei tre stand A6, A8 e A10

I paesaggi naturali di
GIANNI MAFFI, MARCO RIGAMONTI, PINA INFERRERA e BEBA STOPPANI

dialogano con i lanscapes antropizzati di
LIA STEIN, ANTONELLA SACCONI, SILVANO PUPELLA e FAUSTO MELI

e con i paesaggi creati o trasformati di
PIER PAOLO FASSETTA, STUDIO PACE10 e ANDREA TASCHIN

La galleria Spaziofarini6 a MIA Fair 2017 presenta una raccolta di lavori di undici autori della fotografia contemporanea italiana. Concepiti come lavori integri e indipendenti, nati in momenti, luoghi e da intendimenti differenti hanno in comune il liet motif del paesaggio. Landscapes naturali e antropizzati dialogano e si rincorrono in mondi diversi, un’ampia selezione di sguardi sul paesaggio, non semplici vedute o panorami, qui troviamo storie di paesaggi filosofici, poetici, interiori, creati, sociali e culturali. In questo catalogo sono presentati uno ad uno, con le immagini esposte in fiera, testi, e biografie di ogni autore.

Oltre a questo catalogo generale della galleria esistono anche per alcuni autori esposti, dei cataloghi personalizzati, in alcuni casi più completi in immagini e testi

Pier Paolo Fassetta
http://www.linky.am/catalogue/2104/pier-paolo-fassetta/mia-fair/galleria-spaziofarini6/changing-landscapes

Pina Inferrera
http://www.linky.am/catalogue/2152/pina-inferrera/mia-fair/spaziofarini6/rosso-borgogna

Fausto Meli
http://www.linky.am/catalogue/2062/fausto-meli/mia-fair/galleria-spaziofarini6/sightline

Antonella...
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LIA STEIN - SPAZI DI LUCE

Nata come strumento per descrivere la realtà, la fotografia ha presto rivelato ben più ampie potenzialità compresa quella davvero sorprendente di rappresentare se stessa confrontandosi con la luce fino a considerarla come soggetto e come specchio interiore della nostra personalissima visione perché, come diceva il fotografo americano George A. Tice, “Tu puoi vedere soltanto ciò che sei pronto a vedere, ciò che rispecchia la tua mente in quel momento particolare”. Parole migliori non si potrebbero trovare per introdurre questa ricerca in cui Lia Stein crea un percorso originale inducendo l’osservatore a una intensa complicità. Gli elementi cui fa ricorso sono pochi ed essenziali: un chiarore diffuso e uno spazio vuoto sono sufficienti per scoprire una dimensione nuova. Il dominio assoluto del bianco che coinvolge tutta la scena obbliga lo sguardo a inseguire le forme geometriche di questa composizione immaginando che la gamma di sfumature corrisponda metaforicamente a quella dei sentimenti. Al contrario di un autore come Hiroshi Sugimoto che usa tempi lunghissimi per imprigionare in un unico bagliore un’infinità di immagini che, sovrapponendosi, finiscono per annullarsi nella luce, Lia Stein preferisce la lievità del tocco rapido con cui coglie aspetti insoliti della realtà. Talvolta la fotografa sceglie una visione frontale che evoca le atmosfere sospese di un teatralità contemporanea svolta in quella stanza vuota dove il pavimento ha l’aspetto di un palcoscenico. L’inseguirsi dei particolari...
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GIANNI MAFFI - Biografia

Gianni Maffi nasce a Milano, dove vive e lavora, nel 1957.
Dopo gli studi in materia intraprende la carriera di fotografo nei settori della pubblicità e dell’editoria, collabora con la rivista Fotopratica e tiene corsi riguardanti tecnica e linguaggio della fotografia.Parallelamente realizza ricerche personali dedicate prevalentemente al paesaggio naturale e urbano, distinguendosi nel solco degli autori del nuovo paesaggio italiano.
Nel 1986 prende parte alla mostra itinerante Objetivo Italia: fotografia contemporanea italiana curata da Lanfranco Colombo, in Messico, per la galleria milanese Il Diaframma.
Interessato alle trasformazioni del territorio e al rapporto tra paesaggio e attività umane, partecipa a diverse campagne fotografiche, tra cui quella del progetto Archivio dello Spazio, curato da Roberta Valtorta per la Provincia di Milano (1994/1997).
I suoi lavori sono apparsi su consolidate riviste nazionali, tra cui Il Fotografo, Fotopratica,
Photographie magazine (ed.italiana), Meridiani, Meridiani Montagne, l’Arca; nel 2000 sono stati pubblicati su Quaderni di AFT n°2 - Fotografi e fotografia oggi, una collana editoriale dell’Archivio Fotografico Toscano, e sono stati stampati in volumi d’arte e libri d’artista in edizioni limitate presenti in prestigiose raccolte (Columbia University Libraries, Fine Arts Library Harvard University, Getty Research Institute - Research Library, Art Institute of Chicago - Ryerson & Burnham Libraries, Sächsische Landesbibliothek - Staats- und...
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PIER PAOLO FASSETTA - Biografia

Nasce a Venezia ne 1948 e si laurea in Architettura nel 1973. Dalla fine degli anni '60 sviluppa la sua ricerca avvalendosi della fotografia e della videoripresa in sintonia con le tendenze più innovative presenti nel panorama artistico, nazionale e internazionale. Frequenta i corsi di fotografia tenuti da I.Zannier e L.Veronesi.
Una produzione aperta a molti ambiti della sperimentazione linguistica, in grado di cogliere il valore dell'opera come "presenza" cioè parte di una realta conosciuta che, una volta elaborata e restituita, permane come tempo dell'esperienza.
E' rappresentato dalle seguenti gallerie: Bugno Art Galley - Venezia, Galleria Carlo Gallerati - Roma, Nineninezerozero Gallery - Lienz/Austria, Photo LTD - Torino, Galleria Spaziofarini6 - Milano.

Mostre:
2016 Mia Fair, Milano, Strappi di Paesaggio
2016 Strappi di paesaggio, Galleria delle Cornici, Lido di Venezia, mostra personale
2015 Sottrazioni, Bugno Art Gallery, Venezia, mostra personale
2015 il cielo e le ceneri, Brolo, Mogliano veneto, mostra collettiva
2014 Photissima Art Fair, Torino, galleria C.Gallerati, Roma
2014 Incontri, Kunstraum Cafe di S.Candido, con Manfredo Manfroi
2013 video "De-pressione", Centro Candiani, Mestre, Rivista Orale, musica di Maria Tessaris Fassetta
2013 Pezzi Unici 02, galleria Carlo Gallerati, Roma, mostra collettiva
2012 Mia Fair, Milano, con "Photo Ltd"
2012 Attesa, Centro Arti Visive "Sikanie" di Catania
2011 Photo Vernissage, Manege di S. Pietroburgo
2010 Personale video, Fronte del...
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ANTONELLA SACCONI - NUDE FORME

Geometrie delle Architetture contemporanee.
Antonella Sacconi in curriculum ha una laurea in archeologia greca, ma ama la fotografia sin da quando era ragazzina e la considera uno strumento di espressione e ricerca personale che da sempre fa parte del suo universo quotidiano.
La macchina fotografica ha per lei un valore ontologico: è il suo strumento per conoscere fisicamente e organizzare mentalmente ciò che la circonda.
Non sceglie i soggetti in virtù di chissà quale visionaria e immaginifica riflessione: usa l’istinto. La sua infatti è una storia di seduzione e amore con l’architettura. Con quella antica, che si nutre di principi classici. E con quella contemporanea, che sembra tanto più disarmonica ma che in fondo si ispira alle stesse regole e risponde alle stesse esigenze: la ricerca del bello, la sfida agli dei, ai limiti del mondo fisico.
C’è un motivo preciso per cui usa il bianco e nero: vuole che l’occhio si concentri sulle linee, non sulle variazioni cromatiche. È per questo che priva di colore gli edifici: li spoglia perché di loro rimanga solo la forma nuda, la loro essenza grafica, la loro anima architettonica, la loro intima struttura geometrica. Il suo è un bianco e nero fortemente contrastato, denso, materico, tridimensionale. Sembra quasi di poter toccare gli edifici che ritrae, di poter camminare in mezzo a essi. Ne viene fuori una potente narrazione dell’immaginario estetico e architettonico dell’Uomo contemporaneo, che considera l’architettura come una forma...
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BEBA STOPPANI - SOGNO DI UNA NOTTE...

“…Stà nei sogni la possibilità del futuro…” William Shakespeare

Contrappunto naturale al lavoro sul ghiacciaio del Rodano 0 gradi a 5000 metri (2016) che si focalizzava sul problema del riscaldamento globale, questo nuovo progetto sull’Islanda si basa sulla volontà di superare la denuncia, la negazione, per focalizzarsi sulla volontà di enunciare un modello reale di vita sociale, ambientale, culturale a cui ispirarsi per un possibile futuro di sostenibilità ambientale. L’Islanda, paese magico dove i sogni si fanno realtà, si rivela (allo scopritore) esempio meraviglioso di vita, luogo incantevole di contrasti emozionanti, amato e tenacemente salvaguardato dai suoi abitanti. Coi suoi amplissimi paesaggi , ondulati e fluttuanti, ”terra senza traccia di volgarità”(Auden), rigenera l’anima nella vastità silenziosa di una natura che accoglie, abbraccia forti contrasti: mare di lave nere e dolci declivi di erbe verdissime, tappeti di muschi e licheni, fuoco di vulcani e acqua di ghiacciai. La luminosità della luce di mezza notte priva d’ombre amalgama tutti i contrasti come in un sogno, con un senso di sospensione fatata. Simile a una energia “numinosa” armonizza e pacifica i tormenti della mente, i dibattiti del cuore. Tutto è ancora possibile, si può ancora tentare, recuperare, provare. Ancora si può guardare avanti per costruire un futuro, una coscienza/conoscenza nuova.
Beba Stoppani

SOGNO DI UNA NOTTE... Testo di Gigliola Foschi
L’ultima ricerca di Beba...
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BEBA STOPPANI - Biografia

Beba Stoppani nata a Milano, vive e lavora tra Messico e Italia. Di formazione classica, laureata in Biologia , svolge attività di ricerca scientifica presso l’Ist.di Farmacologia e Tossicologi di Milano. Dopo il diploma in fotografia allo IED inizia la collaborazione con lo “Studio Azzurro” di Milano. In breve tempo conquista autonomia espressiva e nel 1989 apre il suo studio come fotografa di architettura, design, pubblicità. Molte le collaborazioni con case editrici (Domus, Abitare, Interni, Axis, Gran Bazaar), con aziende di design (B&B, Flos, Artemide, Luceplan, Limonta, Bisazza, Alessi, Pomellato) e studi internazionali di architettura per progetti in Italia e all’estero (Atelier Mendini : mostra di Arch. A. Castiglioni al Museum fur Angewadtee di Vienna; Studio Alchimia: progetto del Museo di Groningen in Olanda). Nel 1995 fonda Stardust - società di ricerca tendenze moda stampa e tessuto per il settore tessile. La sua personale ricerca artistica, legata all’amore per la Natura e per la bellezza celata, la spinge a viaggiare e documentare le diverse realtà culturali. Esordisce con il progetto Sulle orme della via della seta: dal Giappone al Mediterraneo. La ricerca prosegue con le successive mostre: Verso la Patagonia, 1995, Consolato Argentino di Milano; Sumo rito e tradizione nel Giappone contemporaneo, 1997; Birmania un paese da amare, 1999, Orciano di Pesaro; / Oaxaca, tredici lune, 2010, Premio Biennale di Fotografia, Fiastra (Macerata); Riflessioni, 2012, Sacrestia di San Marco, Brera...
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PINA INFERRERA - Biografia

L’indagine di Pina Inferrera è rivolta all’esplorazione della realtà circostante, spazia dall’osservazione della natura, l’ambiente e l’uomo, all’analisi di reperti.
Usa la fotografia come mezzo privilegiato per una osservazione reale ed obiettiva, per evidenziare e segnalare, ma non per questo rinunciare alla poeticità della visione. Parallelamente ha esplorato altre possibilità espressive come video e installazioni, utilizzando reperti industriali ha realizzato opere site-specific dalle dimensioni imponenti, capaci di ridisegnare lo spazio.
Ha focalizzato il suo interesse sull’arte fotografica con l’intento di indagare l’uomo e il suo habitat, le sue immagini si muovono fra reale e surreale, in una natura incontaminata in cui l’uso particolare della luce suggerisce uno spazio spirituale.
La sua ricerca ha l’obiettivo di condividere un percorso dell’uomo contemporaneo analizzando e mettendo a fuoco problematiche ambientali e lo stato d’animo esistenziale, riconducibile allo Stimmung descritto da Heidegger.
L’interesse verso la natura altro non è che una visione dell'uomo come parte intrinseca della natura stessa, una visione panteistica che immagina la spiritualità come la diretta conoscenza ed esperienza dell'universo; attraverso la natura cerca di comprendere l'antropico.
Le sue opere sono pubblicate su cataloghi, libri d’arte, riviste, quotidiani, siti.
Ha esposto in Italia ed all’estero in molte città, fra le quali: Francoforte, Istanbul, Locarno, Londra,...
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MARCO RIGAMONTI - Biografia

Marco Rigamonti nasce a Piacenza nel 1958. Si laurea in ingegneria nucleare nel 1983 e durante gli studi universitari si appassiona alla fotografia. Esercita la professione di fotografo dal 1995.
E’ stato co-direttore del Festival Internazionale di Fotografia “Fotosintesi” nelle 5 edizioni della manifestazione (www.fotosintesipiacenza.it).
Premi principali:
• premio speciale della giuria, Fujifilm Euro Photo Awards, 1998;
• primo premio sezione italiano, AGFA 2000 International European Portrait Award;
• Galerie d’Essai Award, 2002 Recontres Int. de la Photographie of Arles;
• primo premio SIFEST 2008, Savignano sul Rubicone;
• miglior libro , 21th SI FEST in Savignano sul Rubicone, 2012;
• premio Bob Willoughby 2014, Nice (F)
Principali mostre collettive:
• "Palermo Photo 95", Windsurf World Festival;
• "IV Portfolio in piazza", Savignano sul Rubiconde, 1995;
• "Focales 95" Festival International de la Photographie” in Laon (F);
• "Pavia Fotografia" 1995;
• PMV Gallery, Venezia Mestre, 1996;
• “L’altro sguardo”, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza 2003
• Photo Service Gallery, Paris, 2002;
• "Emilia. 5 fotografi per una centrale di Piero Portaluppi", Piacenza 2003
• “Balades citadines”, Gallery of Centre IRIS, Paris, 2005;
• “Internamente”, Spazio Rosso Tiziano, Piacenza, 2005;
• Foiano Fotografia, 2006;
• Marghera Photo Festival, 2006;
• China Jinan Contemporary International Photography...
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SILVANO PUPELLA - STREET ART

“Street Art” di Silvano Pupella è una ricerca di “arte involontaria”centrata sul dettaglio urbano e tradotta in geometrie, colori e materia. Queste foto sono dei blow up di dati reali così ravvicinati e nitidamente circoscritti da apparire completamente decontestualizzati e dunque quasi più astratti che realistici. Anche se impregnate di vissuto reale, assomigliano molto alle opere di un pittore, con queste forme dai colori vivaci che disegnano fondi neri, quadrati, linee parallele e cerchi. La città e la vita urbana sono rappresentazioni del caos e per Silvano Pupella la fotografia, attraverso i dettagli della quotidianità urbana, è il tentativo di fermare la casualità e l’imprevedibilità del rigore e dell’ordine di cui è composto il caos. Un tentativo di controllare la casualità per ottenere dei cromatismi che si susseguono in un gioco di letture coinvolgenti, curiose e spesso sorprendenti. Le opere sono concepite in formato quadrato, per “imporre” alla realtà fotografata una gabbia visiva più regolare e ordinata, e per accentuare la formalizzazione in direzione astratta anche degli elementi frammentati e casuali. La misura in cui vengono presentati, 50x50cm, ha già un forte impatto percettivo anche singolarmente, ma è attraverso la caleidoscopica sinergia che nasce dalla combinazione seriale in polittici regolari, più o meno articolati, che viene enfatizzata al meglio la loro sorprendente qualità. Il lavoro è caratterizzato anche da una messa a fuoco analitica e da una...
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SILVANO PUPELLA - Biografia

Il caos è l’origine di tutte le cose, è vita, è movimento, scontro, contrasto; casualità e imprevedibilità sono le regole che lo governano. Per oltre 30 anni mi sono occupato di impresa e azienda ricoprendo da manager diversi ruoli di responsabilità. Tuttavia il "mio caos", la passione, una vera e propria seconda vita, l'ho vissuto con la fotografia alla ricerca di contrasti da svelare e fissare attraverso l'immagine. Ma la fotografia non è solo immagine, è un ricco contenitore di sensazioni, emozioni, alimenta e stimola i sensi, va vista, "sentita", toccata. Per questo, nel corso degli anni ho cercato materiali, supporti e tecniche di stampa che mi permettessero di esaltare e trasmettere la ricchezza dei sensi contenuti nelle immagini. Negli ultimi anni, la fusione dell’esperienza trentennale all’interno dell’azienda e la capacità di comunicare attraverso l’immagine simbolica, mi ha portato a realizzare progetti per le aziende utilizzando la fotografia artistica come potente linguaggio di comunicazione.

Chaos is the origin of all things, is life, movement, confrontation, contrast; randomness and unpredictability are the rules that govern it. For over 30 years I have dealt with business and company managers by covering various positions of responsibility. However, "my chaos", a passion, a real second life, I've lived it with photography in search of contrasts to reveal and fix through the image. But photography is not just image, it is a rich container of feelings, emotions, it feeds and...
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FAUSTO MELI - SIGHTLINE

La rievocazione di una corsa automobilistica che avvenne nel circuito cittadino di Piacenza nel 1947, quando per la prima volta vi partecipò una Ferrari, è lo spunto che ha permesso a Fausto Meli di creare la ricerca Sightline (2015). Scattate in pieno giorno, le immagini di Sightline sfruttano la luce abbacinante del sole estivo quasi allo zenith, a cui fanno da contraltare ombre violente, nette e inaspettate che oscurano parti delle immagini. Anziché adottare l’ormai abusato metodo dello spanning – con cui si vuole rendere l’idea del movimento – Meli “congela” le auto, le cristallizza fuori tempo, quando stanno per entrare nell’inquadratura, oppure ne sono già in parte uscite. Egli evita di cogliere l’apice dell’evento e l’“attimo fuggente”, per concentrarsi invece sul “dopo attimo”, su qualcosa che deve ancora accadere o sta già per scomparire, risucchiato dal tempo che scorre. Un tempo perduto che può solo essere resuscitato nel gioco del “come se…”; che può vedere giocosamente intrecciarsi colorati vecchi bolidi d’altre epoche e segnali stradali dell’oggi. Il tutto in un tempo e in una realtà a sua volta cristallizzata, un po’ reale, un po’ simile al frame di un film d’antan, dove le auto erano immancabili protagoniste. Queste foto “imperfette”, attraversate da una temporalità inquieta e sospesa, hanno un’altra perfezione, perché – mentre ci mostrano il presente – sanno al contempo farci immaginare l’epoca di queste gare automobilistiche e...
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FAUSTO MELI - Biografia

Dopo la laurea in Ingegneria si occupa per diversi anni di ricerca nel campo della Fotonica. La passione per la fotografia nasce in età giovanile. Partecipa a numerosi workshop fotografici tenuti, tra gli altri, da Ed Kashi, Bruno Stevens, David Alan Harvey e Monika Bulaj. E’ stato selezionato come Proposta MIA al Milan Image Art Fair 2012 e in seguito ha partecipato con la galleria Spaziofarini6 di Milano alle edizioni di MIA Fair 2013 e 2015. Con la stessa galleria ha inoltre esposto a Fotofever (Parigi) nel 2015 e 2016. E’ stato finalista con menzione speciale al photo-contest “Abitare il silenzio” (2012) e finalista al premio Fotografia Europea 2015 – circuito off. Suoi lavori fotografici sono stati pubblicati e recensiti su riviste di settore come Gente di Fotografia e Fotologie.

Following a Master's degree in Engineering, for several years he was involved in research in the field of Photonic Communications. His passion for photography came at a young age. He takes part at several photographic workshops held, among others, by Ed Kashi, Bruno Stevens, David Alan Harvey and Monika Bulaj. Selected as “Proposta MIA” of Milan Image Art Fair 2012 and afterwards he participated with Spaziofarini6 gallery in Milan at MIA Fair 2013 and 2015. With the same gallery has also exposed at Fotofever (Paris) in 2015 and 2016. He was finalist with special mention at the photo-contest "Abitare il silenzio" (2012) and finalist of "Fotografia Europea 2015" – Circuito off award. Some of his photographic works have...
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