Patrizia Mussa

paola sosio contemporary art milano

Silenzi
Testo di Oddone Camerana

Da scrittore ho sempre provato ammirazione per chi parla attraverso le cose, ovvero sa far parlare le cose invece delle parole. Far parlare le cose invece delle parole è un modo di essere più vicini alla natura che è muta. “Ce charme muet...” diceva Delacroix riferendosi alla natura. Facendo parlare le parole che, non va mai dimenticato, sono simboli, si finisce per allontanarsi dalla natura, dunque per far rumore. Le parole infatti sono rumorose.

Ora non solo Patrizia Mussa ha scelto nella sua vita di far parlare le cose invece delle parole, ma è riuscita anche a far parlare il silenzio. Sappiamo tutti che il silenzio non esiste e che è una nostra invenzione. Il silenzio infatti non esiste in natura, è una rappresentazione che diamo di momenti silenziosi, un nostro bisogno il più delle volte. Come esseri umani siamo fatti di tempo e siccome l’unico tempo vissuto è il tempo sprecato (spesso in parole), da rumorosi amiamo il tempo immobile che vediamo nel silenzio, sapendo per altro che l’unico silenzio possibile è quello degli dei. Dicevano gli antichi del silenzio: “Per imparare a parlare bisogna rivolgersi agli uomini, mentre solo gli dei possono insegnare come si deve tacere.”. Guardando le immagini di Patrizia Mussa si impara che anche le cose sanno essere silenziose.

Forse lo hanno imparato dagli dei e Patrizia Mussa lo ha capito in tempo, ripetendo in cuor suo che se la reticenza è divina lei non doveva tradire questa verità rivelata dalle cose, le cose che guarda e...
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WarlessTheatres
Testo di Giovanna Calvenzi

Afghanistan, Yemen, Etiopia, Paesi che per il viaggiatore occidentale erano un tempo meta di viaggi iniziatici, di esperienze esotiche, di avventure. Oggi la stupidità umana li ha trasformati in luoghi inaccessibili, li ha resi testimoni di violenza e brutalità, teatri di guerre la cui durata e la cui bestialità sono inenarrabili.

Patrizia Mussa li ha percorsi negli anni delle possibilità, quando erano ancora, come lei stessa scrive, “riserve di cultura e di risorse”. Aveva attraversato le vallate ampie dell’Afghanistan, affascinata della vastità dei suoi orizzonti. Si era fermata di fronte alle architetture magiche di Sana’a e davanti ai deserti arsi e disegnati dello Yemen. Aveva visto in Etiopia le chiese rupestri di Lalibela e le oasi di verde.

Le sue diapositive, accuratamente conservate, le consentono oggi di compiere un viaggio a ritroso nel tempo. I luoghi che l’avevano sedotta, in quell’arresto del flusso temporale che secondo John Berger è possibile grazie alla fotografia, hanno conservato intatta la loro bellezza. Il secondo momento, che sempre secondo Berger attiene alla “discontinuità” (1) ossia al momento successivo in cui si osserva l’immagine realizzata, è arricchito da anni di esperienze e di lavori che permettono a Patrizia Mussa di “vederle” con uno sguardo contemporaneo, di rileggerle secondo nuove sequenze e cromie inedite. Patrizia Mussa pratica da anni una fotografia che documenta e interpreta, capace di testimoniare ma anche di cogliere...
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Patrizia Mussa, vive e lavora a Torino. Dopo la laurea in Filosofia all’università di Torino e la specializzazione in Antropologia Culturale alla Sorbonne di Parigi, ha inziato a viaggiare un po’ in tutto il mondo e a fotografare. Al periodo di reportage sportivo e geografico, seguono gli anni a Milano dedicati ai filmati pubblicitari e ai documentari, nel 1983 firma la regia per il filmato di “Azzura” America’s Cup.
Dal 1985 si stabilisce a Torino, dove ha inizio la collaborazione, che dura ancor oggi, con lo StudioLivio e la Pacific Press Service di Tokyo, nota agenzia di fotografia e di mostre. Collabora negli anni con le più importanti riviste di architettura e interior design, il gruppo Condè Nast, Taschen etc, è tra i “contributors ”di AD France, firma pubblicazioni e campagne internazionali. La fotografia di architettura, di interni e il paesaggio diventano i campi fondamentali della sua attività professionale e della sua ricerca.

Nei primi anni 2000, inizia la serie dedicata ai Teatri Italiani “The time Lapse” Teatri riletti non come luoghi storici di rappresentazione, ma come “forme aperte “ non finite, come spazi architettonici progressivamente consumati e trasformati dal tempo.

Nel 2006 un importante riconoscimento internazionale a la Maison Européenne de la Photographie de Paris dove il suo progetto “Etranges Etrangers” è esposto con una personale durante “Un été Italien”, nel 2007 a le Galeries Lafayette per il Teatro Italia.

Nel 2008 inizia il progetto Le Temple du...
<i>Biografia</i><span>Read</span>
Patrizia Mussa lives and works in Turin, Italy. After her undergraduate studies in Philosophy at the University of Turin and a specialization in Cultural Anthropology at Sorbonne in Paris, she began her travels throughout the world and her work in photography. In the beginning, she dedicated herself to sports and geographical reportage and soon after, during her years in Milan, to advertising and documentary photography. In 1983, she directed the film “Azzurra” for the America’s Cup. In 1985, she moved to Turin and began her collaboration with StudioLivio and the Pacific Press Service of Tokyo, an important photography and exhibition agency. She has collaborated over the years with the most prestigious architecture and interior design magazines, such as Condè Nast and Taschen. As a contributor to AD France, she has published articles and international campaigns.

Architectural, interior design, and landscape photography are at the center of her professional interests and research.
In 2000, PM embarked on a series entitled “The Time Lapse”, dedicated to Italian theaters. In her photographs, theaters are re-interpreted not only as historical spaces of representation, but also as unfinished “open forms”, as architectural spaces progressively consumed and transformed by time.

In 2006, PM received international recognition with her project “Etranges Etrangers”, exhibited at the Maison Européenne de la Photographie in Paris, in a personal show during “Un été Italien”. This series was also exhibited the...
<i>Biography</i><span>Read</span>