WOPART 2017

De rerum natura - iafkg

Nato nel 1954 a Montecchio Emilia, dove vive e lavora, Omar Galliani si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Presente in tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1982 in Aperto ’82 a cura di Tommaso Trini , nel 1984 con una sala personale nella sezione Arte allo specchio curata da Maurizio Calvesi e nel 1986 in Arte e alchimia a cura di Arturo Schwarz.
Nel 1984 espone da Arnold Herstand a New York, con il ciclo di opere Cavaliere d’ellissi.
Nel 1995 è invitato a Tutte le strade portano a Roma al Palazzo delle Esposizioni, a cura di Achille Bonito Oliva, e l’anno seguente la Galleria d’Arte Moderna di Bologna espone sette suoi grandi disegni sul tema degli Angeli la mostra, all’interno del ciclo Itinerari, è a cura di Dede Auregli e Italo Tomassoni.
Dal 2006 al 2008 la mostra itinerante Disegno italiano a cura di Fiorella Minervino viene ospitata nei principali musei d’arte contemporanea in Cina: Pechino, Shanghai, Xian, Nanchino, Jinan, Chengdu, Dalian, Hangzhou, Ningbo, Tientsin.

Nel 2009 la K35 Art Gallery di Mosca presenta una sua personale in collaborazione con Mazzotta Art Selection.
Nel 2012 l’Accademia di Belle Arte di Carrara lo invita con D’après Canova/ Omar Galliani, opere 1977-1980 a Palazzo Binelli.
Il 2016 si apre con la mostra Omar Galliani. Estasi mistica e pienezza creativa. Per Santa Teresa d’Avila presso il Tempietto del Bramante (sede dell’Accademia di Spagna) a Roma e in occasione di Fotografia Europea 2016 con...
<i>Omar Galliani</i><span>Read</span>
"Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all'uomo, quindi s'egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle, e se vuol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, egli n'è signore e creatore. E se vuol generare siti deserti, luoghi ombrosi o freschi nei tempi caldi, esso li figura, e così luoghi caldi nei tempi freddi. Ed in effetti, ciò che è nell'universo per essenza, presenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente, e poi nelle mani".

Così scrisse l'immenso Leonardo nel suo Trattato di pittura. È interessante e profondo vedere come la ricerca dell'artista, a distanza di secoli, germogli e cresca dall' unico costante seme che è quello della creazione; dalla volontà e possibilità di poter generare e dare vita attraverso un processo che è davvero esclusivo dell'arte, a una realtà nuova. Una realtà capace di imitare, citare, copiare quella che ogni giorno viviamo, oppure una realtà che sia nuova e che faccia provare una vertigine percettiva a chi vi si avvicini.
Le opere di Massimiliano Galliani, suscitano questa vertigine buona e delicata e invitano a ricordare che l'artista è davvero padrone di tutte le cose.
Galliani è padrone di prescindere dalle dimensioni dello spazio e del tempo per giocare con l'osservatore, la cui concentrazione per un attimo si domanda per esempio se la matita dell'artista sia mezzo creativo o soggetto dell'opera.
Galliani è anche padrone di escludere il colore...
<i>MASSIMILIANO GALLIANI</i><span>Read</span>
Montecchio Emilia (RE), 1983
Nel 2002 si diploma in Scenografie per l’arte presso l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma. Nel 2008 si laurea in Nuove Tecnologie per l’Arte presso l’Accademia di Brera, Milano. Nel 2010 si diploma in Regia Cinematografica presso NUCT, Nuova Università del Cinema e della Televisione di Roma.
Pittore, fotografo e video maker, ha preso parte ad esposizioni personali e collettive, tra le quali si segnalano “Tre di cuori” (Galleria Romberg Arte, Roma, 2010 e Galleria Antonio Battaglia, Milano, 2010), “50 sedie d’autore all’asta” (Triennale di Milano, Milano, 2013) ed “Inside Beauty. Beyond Classic” (Castello Villa Smilea,Montale, Pistoia, 2013, a cura di Niccolò Bonechi), “LSDT - Le Strade Del Tempo” (Spazioborgogno, Milano, 2015), “Destrutturazioni - Maurizio Galimberti, Massimiliano Galliani, Michelangelo Galliani” (Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2015), “A Bigger Splash” (Glenda Cinquegrana Art Consulting, Milano, 2015).
Ha realizzato videoinstallazioni ed installazioni interattive come “Presepe Apparente” (Chiesa di San Carlo, Reggio Emilia, 2011), “La Stanza di Santa Lucia” per la collettiva “L’arte del Tempo di Mezzo” (Palazzo Montevergini, Siracusa, 2013), “7 opere di Misericordia” (Palazzo Casotti, Reggio Emilia, 2013, in occasione di Fotografia Europea e Palazzo dei Principi, Correggio, Reggio Emilia, 2013), “Atramentum” (Palazzo Casotti, Reggio Emilia, 2014, in occasione di Fotografia Europea).
Nel 2012 ha aperto CromaKinema, sala di posa...
<i>Massimiliano Galliani</i><span>Read</span>
L’orMa (Lorenzo Mariani), è nato nel 1985 e vive e lavora a Milano.
Nel 2007 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e diventa l’assistente della coppia artistica vedovamazzei.
Entra nel panorama artistico contemporaneo esponendo presso varie gallerie d’arte, enti pubblici e privati e conquista la selezione in vari prestigiosi concorsi d’arte (segnalato al Premio Cairo 2011, vincitore al Premio Cascella, vincitore al Premio Novara).
Nel 2011 gli viene commissionata dalla Regione Lombardia una grande scultura rappresentativa del tema proposto da EXPO 2015 (visibile presso il nuovo complesso di grattacieli sede della Regione).
Artista che spazia dalla pittura tradizionale, alla scultura, all’installazione, agli interventi manuali su fotografia, su foglie ed altre essenze naturali, ed infine all’arte della ceramica, realizzando sempre opere singolari ed originali per il suo taglio visuale, che riescono a sorprendere il fruitore, oltre che per le tematiche, anche per le sue capacità esecutive in sicurezza di tecnica in ogni disciplina e con perfezione realizzativa quasi maniacale.
Presentato per la prima volta a Bologna dalla Galleria Spazio Testoni nel 2011 per la mostra “Default” a cura di Alberto Mattia Martini, poi in altre mostre collettive e personali all’interno e all’esterno della galleria, in Arte Fiera nel 2014 e nel 2016, dove la Giuria gli ha conferito all’unanimità il Premio Euromobil Under 30 alla sua 10° edizione per l’opera Adam and Eve: un intervento manuale su Tragopogon, di cm....
<i>L'orMa</i><span>Read</span>
Il “Gruppo di Lavoro Internazionale per l’Arte Costruttiva” – Internationaler Arbeitskreis für Konstruktive Gestaltung - in breve iafkg – si è formato, inizialmente come “movimento”, nel 1972 ad Anversa (Belgio), tra artisti provenienti da tutta Europa: Belgio, Germania, Italia, Francia, Polonia, Gran Bretagna, Svizzera e altri, convinti nella volontà di “costruire nuovamente“, e non soltanto di “ricostruire”, una alternativa allo sviluppo mondiale dell’arte informale e della pratica gestuale.
Nell 1976 viene ufficialmente costituito il Gruppo iafkg con sede ad Anversa e Bonn, e fino al 1986 si sono svolti annualmente vari simposi organizzati in diverse città europee, in occasione dei quali i vari partecipanti si confrontavano sui risultati del loro lavoro, si tenevano conferenze e dibattiti con la partecipazione di critici, storici dell’arte e architetti, e dove gli artisti si scambiavano le proprie esperienze teoriche e pratiche.
Dopo il primo simposio di Anversa nel 1976, è stata la volta del secondo Simposio di Varese del 1977, a cui parteciparono, tra gli altri, Paolo Ghilardi, Marcello Morandini e Alberto Zilocchi, con esposizioni e incontri anche a Bergamo e Mantova, dal titolo “Sul concetto di serie”, organizzato con lo scopo di concentrare l’interesse dei partecipanti sulle modalità di ideazione e realizzazione dell’opera costruttiva. A questo Simposio parteciparono ben 31 artisti provenienti da 12 paesi europei: Belgio, Finlandia, Francia, Germania Federale, Gran Bretagna, Jugoslavia,...
<i>iafkg</i><span>Read</span>
Marcello Morandini (Mantova, 1940) - Il suo percorso espositivo inizia negli anni Sessanta con mostre personali alla celebre Galleria del Naviglio; partecipa con una sala personale alla XXXIV Biennale d’Arte di Venezia nel 1968 e alla XLII Biennale Arte e Scienze di Venezia del 1986; dagli esordi artistici con il sostegno critico di Germano Celant, Umbro Apollonio e Gillo Dorfles all’invito a rappresentare l’arte italiana alla IX Biennale di s. Paolo in Brasile, a Bruxelles al Palais del Beaux Arts, per “Europalia”, a Ginevra nel 1969 con Agostino Bonalumi e Gianni Colombo. Nel 1976 ad Anversa, insieme con Alberto Zilocchi e altri, è tra i co-fondatori del Centro Internazionale di Studio d’Arte Costruttiva. Tra le tappe principali del suo successo, l’importante partecipazione a Documenta 6 di Kassel nel 1977 e a Documenta Urbana, sempre a Kassel nel 1982 con Attilio Marcolli e ancora l’installazione permanente di grandi sculture davanti ai Musei tedeschi: al Museum Joseph Albers a Bottrop, al Museum für KonKrete Kunst di Ingolstadt, al Wilhelm Hack Museum di Ludwigshafen, all’Europaisches Museum di Selb e al Das Kleine Museum di Weissenstadt. Con la realizzazione di opere di design, ha collaborato con molte aziende svizzere, tedesche, giapponesi e italiane: Baleri, Belux, Boller Winkler, Brendel, De Sede, Fürstenberg, Gabbianelli, Girard Perregaux, Kartell, Kowa Osaka, Lantal Textile, Longoni, Marienza, Memorabilia New York, Philip Morris, Remuzzi, Rosenthal, Sawaya & Moroni, Silent Gliss, UnacTokyo, VorWerk. I suoi...
<i>MARCELLO MORANDINI</i><span>Read</span>
Alberto Zilocchi (Bergamo 1931 – 1991) - Ha frequentato l’Avanguardia artistica di Milano a partire dalla metà degli anni ‘50. Ha conosciuto Lucio Fontana – con il quale ha esposto nel 1960 alla Galleria della Torre di Bergamo - Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e soprattutto Piero Manzoni, con il quale ha firmato il Manifesto del Bar Jamaica nel 1957 insieme con altri frequentatori di quel famoso punto d’incontro artistico-culturale milanese, tra i quali Guido Biasi, Angelo Verga, Ettore Sordini, ed ha partecipato alla prima mostra alla Galleria Azimut di Milano, dal 22 dicembre al 3 gennaio 1960, insieme con lo stesso Manzoni e con Anceschi, Boriani, Castellani, Colombo, Dadamaino, De Vecchi, Mari e Massironi. Avvicinatosi verso la fine degli anni ‘60 anche alle Avanguardie del Gruppo Zero di Düsseldorf, Alberto Zilocchi inizia a realizzare i Rilievi, opere caratterizzate da parti sollevate sulla loro superficie, tutte di un rigoroso ed esclusivo colore bianco acrilico opaco, su supporti lignei molto spesso quadrati come opere singole, oppure concepiti in serie, dando vita ad una rappresentazione tridimensionale dello spazio formato da linee sollevate che formano luci ed ombre, linee che Zilocchi talvolta definiva tagli.
Con frequenti esposizioni in tutta Europa, l’evoluzione artistica di Alberto Zilocchi lo porta verso la metà degli anni “70 ad abbracciare il Movimento Nord Europeo dell’Arte Concettuale Costruttivista Concreta, divenendo membro attivo del Centro Internazionale di Studi d’Arte Costruttiva ed...
<i>ALBERTO ZILOCCHI</i><span>Read</span>
Paolo Ghilardi (Bagnatica 1930 – Bergamo 2014) - Studia all’Istituto Tecnico Industriale e dagli anni Cinquanta lavora come disegnatore meccanico indipendente per la Dalmine e per l’Innocenti. Nel frattempo frequenta i corsi serali di Achille Funi, allora direttore dell’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo approfondendo e completando la sua formazione artistica.
Debutta sulla scena artistica lombarda dalla fine degli anni Quaranta, con la partecipazione a premi e a mostre collettive, dedicandosi con impegno all’attività espositiva. Nel 1967 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Mainieri di Milano. L’anno successivo inizia a insegnare “Discipline pittoriche” al Liceo Artistico Statale di Bergamo, incarico che mantiene fino al 1986. Nel 1969 a Calice Ligure conosce i galleristi Remo Pastori e Maria Cernuschi Ghiringhelli con i quali stabilisce un lungo rapporto di amicizia. In questo ambiente ha la possibilità di incontrare numerosi artisti tra cui Carlo Nangeroni, Mauro Reggiani, Jean-Michel Folon, Jean Leppien ed Emilio Scanavino, per il quale progetterà la cappella funeraria nel cimitero di Calice Ligure. I suoi esordi si caratterizzano per l’adozione di un linguaggio figurativo sempre molto aggiornato, ma in seguito i suoi orizzonti si aprono alle ricerche sulla geometria, sulla struttura delle forme e sui valori cromatici; ne deriva un interesse sempre più consapevole verso l’astrattismo. Insieme all’amico Alberto Zilocchi, alla metà degli anni Settanta partecipa agli incontri promossi...
<i>PAOLO GHILARDI</i><span>Read</span>