Il Melograno Art Gallery

AAF STAND L5

Art of Sool è un collettivo artistico fondato nel 2010 e formato da 3 artisti di classe '88/89: Marco Cominini (MATW), Claudio Cretti (IlClod) e Nicola Fedriga (NEIM).
La caratteristica di Art of Sool è che ogni artista della crew prende parte alla realizzazione dell'opera. Spazia in molti campi artistici e su supporti differenti: illustrazione, pittura graffiti, street art, writing, fumetto, disegno…
Dal 2010 ad oggi gli artisti di A.O.S. hanno lavorato con marchi conosciuti come Pampers, Algida, Yamaha, Sony come storyboard artists e art directors per spot pubblicitari, grazie alla frequente collaborazione con il con lui anche al primo film "Solo per il weekend"uscito nel 2015 per Sky Cinema, con attori come Alessandro Roja (Dandi in Romanzo Criminale), Stefano Fresi, Matilde Gioli, Francesca Inaudi, Stefano Chiodaroli (Zelig) e Jake la Furia dei Club Dogo. Nel film i personaggi indossano le t-shirt Art of Sool mentre i quadri sono appesi nella casa del protagonista e i tre artisti sono presenti come comparse.
Art of Sool ha collaborato anche con Vans e AWLAB. Le scarpe limited edition create durante gli eventi sono state pubblicate su Vogue.
Con Dolly Noire, marchio di Milano per il quale ha realizzato 3 grafiche di t-shirt per 3 collezioni diverse, Art of Sool ha realizzato murate a tema collezione (Giappone, Pirati, Divina Commedia, Antica Grecia) nella famosa Via Pontano a Milano, insieme a writers conosciuti nell'ambiente italiano e mondiale come King Raptuz TDK, Bonzai, Erase, Macs, Cheone, Ricro, Max Gatto e molti altri.
Altri...
<i>Art Of Sool</i><span>Read</span>
Max Bernardi, ovverosia scoppiettante inventiva e fantasia applicata. La trash art dell’artista livornese mette in discussione non solo il concetto di scarto fisico, in quanto usa oggetti che qualcun altro ha gettato, trovandone una nuova utilità, ma il concetto di scarto in senso più ampio, inteso come rifiuto o rigetto della società verso questo o quell’argomento, pensiero, opinione, ripensando il ruolo stesso della persona nel nostro contesto sociale. Siamo abituati alle opere di riciclo, banalizzate e inflazionate. Qui non si tratta di guardare le cose da un’altra prospettiva, scoprire un diverso significato o uso in un oggetto quotidiano. Si tratta di raccontare la realtà dal proprio critico punto di vista partendo da oggetti familiari. L’uso di immagini famose, icone popolari che vanno dalla Gioconda fino ad arrivare ai pupazzetti della Kinder, è un grimaldello per entrare in sintonia immediata con lo spettatore, tanto per farlo sentire “a casa”. Un richiamo che attira e coinvolge e suscita un sorriso di comprensione epidermica, che invita ad approfondire e a non banalizzare. Il messaggio arriva veicolato da qualcosa di noto e al tempo stesso stravolto, tanto per ricordarci che l’apparenza è solo una crosta, un velo che va sollevato se si vuole tentare una qualche comprensione. Sul filo conduttore dell’ironia e della satira, c’è una seria giocosità, carica di significato, non fine a se stessa, e sempre accompagnata da un’armonia estetica necessaria e mai rinnegata. All’equilibrio compositivo si accompagna un...
<i>Massimo Bernardi</i><span>Read</span>
Aurore Lephilipponnat è nata nel 1983 a Chartres .
La sua pittura tocca temi intimi e ruota attorno alla danza Butoh, alla donna, all’anima, e al rapporto tra la nostra mente e il disordine del nostro involucro fisico. Da voce a volti nei quali il dolore e le lacrime trascendono in momenti di luce, quando il velo cade e la natura dell’Essere Umano finalmente appare, disincarnato, nella sua nudità.

“Noi siamo il frutto dei nostri incontri, di ciò che ci interessa, ci ispira, ci spiace. Siamo la somma di tutte le cosa che si accumulano nella nostra vita. E così produciamo e riproduciamo l’insieme degli elementi di cui siamo imbevuti. In questo lungo cammino che è l’esistenza, il pennello mi è venuto incontro come strumento di espressione, di dissezione, di contemplazione del mondo che mi circonda. Una barriera tra il reale e l’immaginario, uno scudo contro la violenza, la brutalità, e ogni sorta di colpi che si piantano come coltelli nella fragilità dell’ anima. Ogni cosa che si apre alla vita, torna alla terra, all’humus, e restituisce il suo mantello di piume, adorno di ori e maschere grottesche, alla Terra fonte originale della vita stessa. Le vene sulle mani sono reti grondanti filamenti organici e spugnosi, nelle quali l’inchiostro diviene padrone. Lasciarsi andare, in una rapida occhiata alla natura della vita : incostante, vera, pura, incontrollabile. Così la pittura è una via di fuga dalla sofferenza, una negazione dell’apparire, una protezione, una copertura, una alcova amniotica, una introspezione...
<i>Aurore Lephilipponnat</i><span>Read</span>
Nicola Piscopo, classe ’90, completa la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove vive e lavora. Tra le tappe significative: “ Tra Significato e Significante”, un progetto pittorico in cui i linguaggi si fondono e si confondono, tra immagini e parole, in un dualismo sempre costante … “giochi di parole e d’immagini in un percorso pittorico “tra significato e significante”. Doppi sensi, sensi multipli, immagini doppie, parole che evocano ed equivocano. Piscopo apre a nuovi significati, impastando immagini, parole e surrealtà. Lascia all’osservatore la libertà di giocare con le immagini e i possibili significati, nascondendo il titolo la cui scoperta diviene gesto attivo”.(O. Russo). Segue “Krampfanfalle – aesthetics of pain”, progetto che affonda le sue radici nell’estetica del dolore, tralasciando il razionalismo pittorico e l’umorismo intellettuale, affacciandosi ad un materico espressionismo. Esposto a Tbilisi, Gallery Art Space, University of Georgia e a Palazzo Venezia a Napoli. Quindi "New Taxes in Italy" e "Lavori al Museo" Nel 201 5 le opere che si interrogano sul rapporto tra uomo e ambiente e in particolare il nuovo ambiente virtuale costituito dal web. Riflessioni sulla velocità della vita virtuale che tutto assorbe e tutto consuma istantaneamente, che unisce e divide allo stesso tempo. “ G. Anders direbbe che l’uomo è antiquato, Il progresso tecnologico ha superato quello umanistico: negli ultimi decenni abbiamo visto sviluppi che vanno oltre il nostro ritmo generazionale....
<i>Nicola Piscopo</i><span>Read</span>