Riflessi e dissolvenze

Vera Rossi

The fuzzy images of Vera Rossi, that capture architecture, flora, and fissures allude to something beyond the objects caught by her camera. It comes as no surprise that as the daughter of an Architect she is focused on her surroundings. It is also no surprise given her pedigree that her point of view relies on the metaphysical associations of the images and objects she sees.

The Window Series is a natural and clear reference to that source.
It is also a transcendent statement that Vera sees beyond the limitations and constraints of physical form by capturing, even if fleeting, the world beyond. A world that is beautiful and mysterious. We see (through her vision) the world that flourishes beyond the ordered mullions of the window. There is a melancholy that permeates these images through color and light but one that is also beautiful and delicate in it’s contrast to the grid in the foreground.

Melancholy turns to the ephemeral in the Bottle Series. The glass that has no presence in her windows seems to have a dual function of being and not being at the same time. The mixture of light shadow and soft colors creates a subtle statement of everyday life and reminds us of the still life paintings of Morandi. Again we see the connection of beauty and life in a wispy vision.

The work in both the Reflections and Crack series extends the metaphysical characteristics. We still see a fractured beauty that connects to the human experience but in a way that is even more abstract. We feel a personal connection because the images recall experiences that...
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Le immagini sfumate di Vera Rossi catturano architettura, flora e fessure che alludono a qualcosa che va oltre gli oggetti captati dalla sua macchina fotografica. Non sorprende che, figlia di un architetto, si concentri su ciò che la circonda.
Inoltre, non sorprende, data la sua genealogia, che il suo punto di vista riveli associazioni metafisiche di immagini e di oggetti.

Nella serie delle finestre vi è un riferimento chiaro e naturale a quella fonte. Vi è anche una dichiarazione di trascendenza che Vera indica oltre i limiti e i vincoli della forma materica, catturando, anche se fugacemente, il mondo al di là. Bello e misterioso.
Attraverso la sua visione vediamo un universo che fiorisce oltre gli infissi ordinati delle finestre.
C'è una malinconia che permea queste immagini attraverso il colore e la luce che emerge delicatamente in contrasto con la griglia in primo piano.

La malinconia si trasforma in sensazione effimera nella serie delle bottiglie.
Il vetro, che nelle finestre è trasparenza, sembra avere qui una duplice funzione: essere e non essere allo stesso tempo.
La miscela di ombre chiare e colori tenui esprime un sottile richiamo alla vita quotidiana e ci ricorda le nature morte di Morandi. Ancora una volta, attraverso un’esile visione, sentiamo la connessione tra vita e bellezza.

In entrambe le serie “Riflessi” e “Crepe” si amplificano le caratteristiche metafisiche. Si rivela ancora una bellezza frammentata, connessa con l’esperienza umana, ma in una forma più astratta. Avvertiamo un’intima...
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