SPAZIOFARINI6

MIA FAIR 2019

BIOGRAFIA .
Antonella Sacconi, nata nel 1961, alterna la sua passione per la fotografia con il suo lavoro quotidiano di insegnante di italiano e latino alle superiori. Ama la fotografia sin da quando era ragazzina e la considera uno strumento di espressione e ricerca personale che da sempre fa parte del suo universo quotidiano. Ha imparato da sola con la sua prima macchina analogica (Olympus OM2), poi ha iniziato a stampare in casa i suoi scatti in b/n e da allora non si è più fermata. La voglia di viaggiare la porta a fotografare prima i paesaggi e in seguito le architetture contemporanee.
Nel 2014 partecipa al premio internazionale Wiki loves Monuments Italia classificandosi quarta e l’anno dopo alcune sue immagini vengono selezionate da Alidem per entrare nel catalogo della nuova prestigiosa agenzia. A fine marzo 2016, presso il Caffè letterario delle Giubbe Rosse di Firenze, ha esordito con la sua prima mostra personale.
Nel novembre del 2016 a Milano presso la Casa di Vetro ha esposto "Nude Forme Geometrie dell'architettura contemporanea" a cura di Alessandro Luigi Perna, una selezione di circa 30 scatti che illustra un percorso grafico, estetico e metafisico all’interno dell’architettura contemporanea.
Nel marzo 2017 e 2018 partecipa con la Galleria SpazioFarini6 al Mia Photo Fair di Milano con una selezione di scatti tratti dal suo progetto "Nude Forme"
Nel novembre del 2018 partecipa con la Galleria SpazioFarini6 al FotoFever di Parigi con alcuni scatti dal progetto “Nude Forme”
<i>Antonella Sacconi</i><span>Read</span>
STEFANO PARISI . GLOBAL LANDSCAPES
Global Landscapes è un progetto fotografico a lungo termine di Stefano Parisi sul paesaggio antropizzato contemporaneo. Parte dalla consapevolezza che l'uomo, con la sua presenza, ha modificato radicalmente il paesaggio. Niente di nuovo, apparentemente, ma lo sguardo del fotografo milanese permette di farci ri-scoprire quello che diamo per scontato, ma che in realtà non è.
Con le sue immagini, scattate in Paesi e continenti diversi, dagli Stati Uniti all'Islanda fino all’Oman, Stefano Parisi ci permette di cogliere i segni della globalizzazione, che rendono molto più sfumate le differenze tra i diversi luoghi del Pianeta. Il paesaggio diventa uguale ovunque. Non solo globalizzato, quindi, ma globalizzante, con le sue contraddizioni e le sue fredde similitudini. Il fotografo coglie così un aspetto quasi disarmonico dell'ambiente in cui viviamo, come se la natura fosse stata deturpata dall'uomo irrimediabilmente o solo temporaneamente.
Spazi urbani o ambienti naturali fanno quindi da sfondo a soggetti e oggetti che da una parte paiono surreali, “fuori posto”, ma che nello stesso tempo sentiamo far parte della nostra vita quotidiana.
E’ il contrasto tra questi due elementi che ci spiazza ma anche ci affascina e ci permette di riflettere sugli eccessi visivi di cui siamo vittime, ma che spesso ci sfuggono. L’immagine fissa, la fotografia, consente quindi l’approfondimento e l’analisi di aspetti che normalmente scorrono via, a cui siamo indifferenti.
All’inizio del percorso visivo del...
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BIOGRAFIA .
Gianna Spirito nasce a Roma. Architetto di mestiere e d’ispirazione artistica, la sua passione per la fotografia è intessuta indissolubilmente con l’architettura. Viaggiatrice per necessità e per piacere, ha approfittato dei paesaggi e dei contesti urbani di tutto il mondo per portare a casa una fonte di ispirazione dei sui progetti. Questa passione documentale si è poi trasformata ed è diventata negli ultimi anni un impegno artistico a sé stante che ha già portato ottimi risultati. Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero in contesti museali e privati per mostre personali e collettive.

Gianna Spirito was born in Rome. Architect by profession and artist by inspiration, her passion for photography is inextricably interwoven with the sphere of architecture. A traveler for necessity and pleasure, she has sampled landscapes and cityscapes throughout the world to carry home as a source of inspiration for her projects. In recent years, this passion for documenting has been transformed into an artistic commitment in and of itself that has already borne excellent fruit.
Her work has been displayed in Italy and abroad in both museums and private spaces as part of individual and collective exhibitions.

SELEZIONE MOSTRE PERSONALI/ SELECTED SOLO SHOWS
2018- Fotofever Parigi
2018- Leica Store Bologna-un America silenziosa
2017- Image Art Fair, Mia-Parma
2017- Image Art Fair, Mia-Milano
2015- Oman Harvest Beyond Landscapes ,Museo della Permanente, Milano
2014- Le luci dell’Oman, Hotel Carlton,Bologna
2014-...
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BEBA STOPPANI . IL PIANETA PERDUTO II°
Dopo le riflessioni sullo sfruttamento delle risorse (Terra Madre 2015), il sovrariscaldamento globale (0 gradi a 5000 mt 2016), l'esempio dell'ecosistema Islanda (Sogno di una notte 2017), l'impulso all'impegno (Pianeta Perduto 2018), L’autrice continua la sua ricerca con una nuova serie (Pianeta Perduto II°) dove ogni opera è la traccia di una vicinanza, di una prossimità che ci invita a cogliere l’incanto di luoghi appartati, la magia di atmosfere sospese fuori dal tempo o immaginare improbabili emisferi marziani. Come scrive lo storico dell’arte Rolando Bellini, tali opere “immaginali” ci offrono una “rappresentazione visiva che si fa vibrante e al contempo immobile, materica e immateriale, reale e irreale, ottenuta tramite il medium fotografico”.

After her reflections on the exploitation of resources (Mother Earth, 2015), global warming (0°C at 5000 Metres, 2016), Iceland as an ecosystem (A Night’s Dream, 2017), and the urge to become involved (Lost Planet, 2018), the artist continues her line of research in a new series. Under the title The Lost Planet 2, each work is a trace of proximity and a feeling of closeness that bids us enter into the enchantment of secluded places, into the magic of timeless atmospheres, or to imagine implausible Martian hemispheres. As the art historian Rolando Bellini writes, such “imaginal” works offer us a “visual representation that becomes vibrant and yet also immobile, material and immaterial, real and unreal, obtained by the medium of...
<i>BEBA STOPPANI - Il Pianeta Perduto II°</i><span>Read</span>
BIOGRAFIA .
Beba Stoppani nata a Milano, vive e lavora tra Messico e Italia. Di formazione classica, laureata in Biologia, svolge inizialmente attività di ricerca. Si diploma in fotografia allo IED e inizia la collaborazione con lo “Studio Azzurro” di Milano. Nel 1989 apre il suo studio come fotografa di architettura, design, pubblicità con collaborazioni con case editrici (Domus, Abitare, Interni), aziende di design (B&B, Flos, Artemide, Luceplan, Limonta, Bisazza, Alessi, Pomellato) e studi internazionali di architettura per progetti in Italia e all’estero (Atelier Mendini : mostra di Arch. A. Castiglioni al Museum fur Angewadtee di Vienna; Studio Alchimia: progetto del Museo di Groningen in Olanda). Nel 1995 fonda Stardust - società di ricerca tendenze moda stampa e tessuto per il settore tessile. La sua personale ricerca artistica, legata all’amore per la Natura e per la bellezza celata, la spinge a viaggiare e documentare le diverse realtà culturali. Esordisce con il progetto Sulle orme della via della seta: dal Giappone al Mediterraneo, prosegue con Verso la Patagonia - 1995, Sumo rito e tradizione nel Giappone contemporaneo - 1997, Birmania un paese da amare – 1999, Oaxaca, tredici lune - 2010, Premio Biennale di Fotografia, Fiastra (Macerata), Riflessioni 2012. Dal 2014 si impegna nel progetto d’arte il “Bosco di San Francesco, piattaforma internazionale per la pace ed il dialogo interculturale” invitandovi artisti, studiosi e musicisti. Tutto il 2015 è dedicato allo scambio con la Romania.
Tra le mostre...
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